Perde l’Italia

dem

Elezioni in Sicilia. Si è verificata la disfatta del Pd e dei suoi favoreggiatori, come Alfano che non entra nel parlamentino dell’isola. Il centro-destra si è affermato largamente e Berlusconi si è subito intestato la vittoria “dei moderati”, sminuendo il contributo degli alleati, Lega a FdI i quali cantano vittoria ma farebbero meglio a guardarsi le spalle. Evidentemente, non hanno ancora imparato le lezioni del passato, anche recente, quando B., per esempio, fece di tutto per far naufragare i sogni capitolini della Meloni. Quest’ultima e Salvini hanno resuscitato il mostro che li divorerà e che insieme a Renzi (il quale è tramortito ma non fuori causa) preparerà la palude moderata in cui si consumeranno le ultime energie dell’Italia. Il M5S è il primo partito, avendo persino doppiato il Pd, tuttavia, correndo da solo, non gli è riuscita la grande impresa. L’augurio dei suoi avversari è di logorarsi con tutte queste “quasi vittorie” che alla lunga diventeranno un’unica grande sconfitta. I cespugli di sinistra superano il quorum ma hanno un peso politico del tutto irrilevante. L’astensione è stata del 54% circa, dato che conferma il grado di putrescenza della democrazia italiana. Come dice giustamente La Grassa, gli stessi elementi che privano di valore i referenda, se non raggiungono il quorum del 50%, sono pronti ad innalzare archi di trionfo quando conseguono consensi ben sotto quella soglia, grazie ai quali accedono alle cadreghe e alle casseforti pubbliche. Gli elettori danno un segnale chiaro di disaffezione e, persino, di disgusto per il teatrino partitico nazionale che sta trascinando il Paese, isole incluse, verso l’abisso. Chi spera, però, che basti il malcontento generale per sbarazzarsi dei sicofanti che ci sgovernano si sbaglia di grosso. Se non emerge il vettore di composizione delle forze che si stanno accumulando nelle viscere della società non arriveremo mai a sbocchi positivi, anzi l’autodistruzione lenta ma inesorabile resterà l’unico orizzonte possibile per questa nazione tristemente in rotta. Eppure il trucco c’è e si vede. Gli unici a non vederlo sono gli inconsapevoli collaborazionisti berlusconiani. Lo svela pure Ferrara che la partita è pilotata perchè le prossime elezioni saranno una gara di balle: “Berlusconi va con Salvini ma si prepara a governare con Renzi, Renzi va addirittura con D’Alema o altri ‘de sinistra’ ma si prepara a governare con Berlusconi”. In questa sintesi c’è tutta l’Italia di domani, ancora serva di dolore ostello e bordello degli americani.

QUANDO SI ATTUERA’ LA GIUSTA SOLUZIONE?, di GLG

gianfranco

 

QUI
[metto anche l’articolo dello stesso autore contro i vermi detti “di sinistra” che hanno appoggiato tutte le “rivoluzioni colorate” e in particolare quella ucraina e il massacro di Gheddafi: QUI].
La più sostanziale obiezione che mi sentirei di fare a questo articolo è la dimenticanza di come ha in realtà agito Berlusconi proprio a partire dal 2011. Si è “inginocchiato” davanti a Obama, ricevendo da questi assicurazioni di non essere proprio annientato (anche nei suoi interessi e forse nella sua stessa vita). Ho raccontato mille volte l’episodio di Deauville. Ha tradito poi Gheddafi vergognosamente. E non si deve solo parlare delle trame di Napolitano e compagnia varia. Berlusconi era in pieno accordo (certo ben mascherato) con costoro per essere sostituito da Monti (ci si ricorda cosa disse il “badogliano” di quest’ultimo e come votò F.I. per quel governo sedicente tecnico e invece fortemente politico e di transizione al peggio?).
Oggi si compie un altro passo del “voltagabbanismo” (scusate il termine) del “nano d’Arcore”. Su “Il Giornale” appare in anteprima, per gentile concessione, un pezzo del libro di Renzi in cui si critica la Magistratura per i suoi interventi in politica. Lungi da me voler difendere i magistrati, ma l’atteggiamento del “nano” appare chiaro. E non ci si ferma qui. Sempre sullo stesso quotidiano, oggi, appare un articolo di fatto a sostegno delle tesi di Boeri, l’inetto e pericoloso presidente dell’Inps. Si sostiene che i pensionati del settore pubblico sono privilegiati perché andati in pensione con il retributivo (come se i privati, andati in pensione fino alla stessa data, non fossero nell’identica situazione). Si parla di ingiustizia e di scusa sollevata tirando in ballo i “diritti acquisiti”. Evidentemente chi ha utilizzato la legge, vigente quando è maturata la sua età pensionabile (che ovviamente non era allora di 67 anni, anche questo è un improprio diritto acquisito?), ha commesso un illecito. E adesso, dopo tanti anni e a età vegliarda (se non sono morti com’è nelle speranze di questi menagrami), i pensionati statali dovrebbero subire un taglio della pensione. Idea di questi sporcaccioni di “destra” come di quelli di “sinistra”. Con simili personaggi in campo, d’ogni schieramento, è impossibile salvarsi. Come ripulirsi di questo ciarpame subumano?

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Renzi parla e sparla, dice una cosa e poi un’altra (alla fin fine vedremo come si comporterà). Al momento, sembra adeguarsi alla tattica di un Trump, che procede con colpi al cerchio e alla botte. In Polonia (e non solo) costui sostiene che la Russia è un minaccia per la “civile” Europa e l’“occidente” in genere; poi incontra cordialmente Putin e stabilisce possibili accordi sulla Siria (vedremo in seguito come li attuerà).
Idem per il “Matteo bamboccione”. Nel 2014 , ormai lo sappiamo, ha fatto accordi con la UE per accogliere in Italia tutti i migranti in fuga per la politica del caos obamiana, supinamente accettata dai servi europei. Adesso sostiene un’idea meno grama, anche se dubito che sia un dovere aiutare a casa loro quegli africani abbienti, che hanno migliaia di dollari o euro per pagarsi il trasbordo in Italia. In ogni caso, diciamo che il malcontento sempre più evidente degli italiani ha convinto il “maneggione” a rendere meno disastrosa la sua politica di aiuto ai falsi perseguitati e affamati.
E cosa accade allora? Quelli alla sua “sinistra” si sbracano e piangono sulla miseria dei poveri “privilegiati” (quelli in grado di pagarsi l’imbarco) e affermano che aiutare a casa loro i (presunti) diseredati, invece di accoglierli in Italia a centinaia di migliaia, non è “idea di sinistra”. Questi scialbi politicanti sono ormai all’ultimo stadio della “discesa” verso la “pietosa ipocrisia”. Fanno concorrenza a Bergoglio, che però dirige una Chiesa ultramillenaria e basa il suo “buonismo” sulla promessa di un’altra vita per tutta l’eternità. Questi “spompati”, situati “a sinistra” del “sinistro” Renzi (in sotterraneo accordo con il voltagabbana già citato), non hanno nulla da offrire; sono solo dei confusionari, ormai senza più prospettive. Sono seguiti da sempre più ristrette “masse” di persone spesso illuse, orfani di tutte le sperate rivoluzioni: quella “proletaria”, poi quella dei “dannati” del terzo mondo, ecc. Posso anche (solo in parte) capirli, perfino per certi versi scusarli date le delusioni provate in tanti decenni di “caduta agli inferi”. Tuttavia devono infine svegliarsi e smetterla di arrampicarsi sugli specchi. Continuando così, scivoleranno giù e si romperanno la testa.

IL PATTO SUI MIGRANTI E’ ALTO TRADIMENTO

immigrazione

 

Questo Paese è in mano ai delinquenti. Per anni ci hanno distratto, dai veri atti criminali, commessi nelle superiori sfere statali, spostando l’attenzione sugli insignificanti (rispetto a quanto avveniva in alto loco) sprechi delle varie caste, sulle loro ruberie eclatanti ma costanti o sulle azioni di furbetti isolati (del cartellino, delle pensioni, delle tasse ecc. ecc.), per poter agire indisturbati a ben altri livelli. Nel frattempo, si privatizzavano e si alienavano a prezzi di favore infrastrutture fondamentali, si elargivano regalie alle banche di sistema (e si continua a farlo), si svendevano asset strategici, si concentravano poteri e interessi in ristrette cerchie. Altro che auto blu e annessi scandaletti.
E’ notorio che le campagne di moralizzazione civica servono solo a sbattere dietro le sbarre i ladri di polli (quelli meno lesti) o qualche nemico mentre i grandi farabutti possono continuare ad operare liberamente, mettendo le mani sui forzieri più capienti. Infatti, a dare risonanza a tali infimi eventi, che vanno avanti dalla notte dei tempi, sono stati i giornali e i mezzi di comunicazione dei cosiddetti poteri forti, dal Corriere a Repubblica, per coprire le spalle ai loro finanziatori, i quali predisponevano ed attuavano l’assalto ai tesori nazionali. Del resto, si è poi saputo che il libro di Stella e Rizzo (La Casta) sia stato commissionato da Montezemolo e compari per maggiormente condizionare le istituzioni.
Insinuando i loro uomini in tutti i gangli vitali dello Stato, questi signori, hanno rapinato un’intera nazione, privandola dei suoi pezzi più redditizi e originali e rimuovendo numerose garanzie sociali. La truffa è avvenuta con lo spalleggiamento di una classe politica eterodiretta da centrali estere che, dopo Tangentopoli, ha avuto l’unico compito di liquidare l’intera baracca. Se sono stati i servizi segreti americani, come confermano in molti (da ultimo Guzzanti: “L’operazione Tangentopoli fu lanciata come castigo di Dio dal Fbi”), a rifare l’Italia dopo il 1992, è certo che sono ancora loro a deciderne le sorti, attraverso esecutori di ordini che si fanno chiamare onorevoli.
Oggi viviamo in uno staterello-bordello che non ha più proiezione internazionale, ha perso il controllo della sua economia, non è padrone in casa sua e si lascia pure invadere da centinaia di migliaia di emigranti che ridurranno a brandelli il suo tessuto sociale. Chi ci sgoverna (facendosi dirigere a sua volta da potenze straniere) ha sempre più difficoltà a tenere a bada il malcontento che sale dalle viscere della collettività. Incuneando in essa dei corpi estranei – persone provenienti da terre lontane con religioni, costumi e tradizioni differenti – scatenerà, all’occorrenza, una guerra tra pezzenti per impedire alla marea di rabbia montante di rovesciarsi sui capintesta. L’invasione , che non è affatto spontanea (come viene rivelato in questo video da Emma Bonino: https://youtu.be/Y4En-tVTH2E), ha proprio questo scopo. Lo ha già scritto La Grassa, tra questi miserabili sottoproletari si nascondono i picchiatori, se non addirittura i terroristi, di cui il sistema si servirà per respingere gli assalti di una cittadinanza sempre più furiosa ed esasperata per i numerosi raggiri ai suoi danni. Quanto rivelato dall’esponente radicale è, pertanto, di una gravità assoluta. Lei e tutti quelli che hanno favorito questi patti scellerati dovrebbero essere giudicati per alto tradimento e attentato all’unità del popolo e della nazione. Perché di questo si tratta, di atti sovversivi contro gli italiani ed il loro diritto apreservarsi tali, con millenni di storia alle spalle.

ANCORA QUALCHE NOTAZIONE

gianfranco

Qui

ho notato che alcuni giornali e giornalisti hanno detto anche delle “verità”, ma sempre monche e quindi indebolite. Per esempio, fra i più veritieri ho notato stavolta Belpietro e “La Verità”. Tuttavia, si insiste sull’affermazione (del resto ripresa da quanto detto da Confalonieri) che il “nano” segue il l’atteggiamento andreottiano denominato “politica dei due forni”; per cui questo furbacchione (così viene pensato) continua a prestare la sua opera al centro-destra e nel contempo strizza l’occhio (oltre ad aiuti vari tipo l’ultimo, il voto di 28 senatori F.I. per il governo) al centro-sinistra. Si è anche affermato, molto giustamente, che il doppiogiochista non voleva una vittoria così eclatante in molte città e soprattutto a Genova, dove Toti sembra convinto assertore del “non inciucio” con Renzi (o chi per esso). Inoltre, checché se ne dica, a parte La Spezia (dove però F.I. si presentava insieme a FdI, unione molto “insana”), la Lega ha superato i berluscones in tutte le città più importanti. Questo rende un po’ meno appetibile l’apporto del leader forzaitaliota ai piddini; per i suoi voltafaccia, quindi, costui rischia di ottenere meno di quanto spera in tema di difesa dei suoi interessi e per la sua posizione rispetto alla “giustizia”.
Tutto giusto, sempre però dimenticando ciò che vado ripetendo da tempo immemorabile. Lo squallido individuo, che ancora non viene cacciato a pedate nel sedere dai suoi “alleati”, non applica alcuna “politica dei due forni”. Dal 2003 al 2009-10 egli fece tutto sommato una politica estera un po’ meno servile di quella di D’Alema, Prodi & C.; anche perché, molto probabilmente, ebbe delle cointeressenze di rilievo (magari pure dalla Gazprom per l’accordo con l’Eni in merito al Southstream). Poi Obama lo “intimidì” fortemente (non sappiamo bene come) ed egli strisciò ai piedi di quest’ultimo nel maggio 2011. Da allora egli deve agire sempre da “sfasciatore” di ogni possibile schieramento anche timidamente “non allineato” ai migliori “servi europei” degli Stati Uniti. E ciò malgrado l’imprevisto della vittoria presidenziale di Trump, che crea qualche “confusione” nella politica internazionale della potenza ancora predominante, ma meno forte rispetto anche soltanto a pochi anni fa. L’establishment americano, per il momento battuto (ma non affatto sconfitto) chiede il massimo servilismo ai dirigenti “europeisti” e questi devono potersi fidare dei loro corrispettivi in Italia.
Se Renzi non andasse più tanto bene, verrà cambiato. In ogni caso, i cosiddetti “populismi” – che in tempi recenti manifestavano, fra l’altro, abbastanza simpatia per la Russia (adesso sembra un po’ meno!) – devono essere messi in difficoltà. L’infido individuo, che ancora non viene smascherato, deve perciò non schierarsi apertamente con il Pd, ma restare anzi a fingere l’opposizione al governo, creando nel contempo il massimo di disordine e tensione litigiosa nello schieramento d’opposizione. Berlusconi, in realtà, ha un solo forno da curare – il secondo è semmai quello dei suoi personali interessi – e sta agendo così da sei anni. Resta a inquinare lo schieramento d’opposizione e, appena lo può, invia un bell’aiutino alla maggioranza. Per il momento il suo gioco continua a funzionare e vedremo fin quando glielo faranno svolgere.
Il centro-destra sembra in avanzata, ma è soltanto l’impressione di chi non vuol vedere fino in fondo l’effettivo ruolo che ha assunto, appunto da sei anni, il “nuovo Badoglio”. I “5 stelle” (pur essi con il loro bel grado d’ambiguità) sembrano in ritirata, ma non lo sono poi tanto, soprattutto se il doppiogiochista n. 1 dovesse venire a trovarsi in difficoltà. A quel punto, i “servi europei”, e i loro collaboratori italiani, cercheranno di trovare nuove sponde da cui muovere per la sconfitta di ogni più piccolo barlume di autonomia italiana. Vedremo, vedremo.

PER QUANTO DOVREMO SOPPORTARE LA PRESA IN GIRO? di GLG

gianfranco

http://notizie.virgilio.it/top-news/renzi-e-il-tweet-del-grafico-con-il-centrosinistra-avanti-9165?ref=virgilio

Indubbiamente, Renzi ha voglia di qualificarsi come nuovo comico nell’epoca della mediocrità assoluta in cui “rifulgono” tali personaggi dello spettacolo; sono sopportabili così e così Crozza e un paio di coppie (non ricordo al momento il nome). L’unico vero grande resta Proietti, non a caso dell’epoca precedente. In ogni caso, è vero che il centrodestra non deve cantare vittoria, ma per motivi ben diversi da quelli del demenziale grafico del bamboccione, che dimostra tutta la sua mediocrità di politicante; vorrebbe almeno essere un furbastro, ma qui sembra comportarsi da fesso. E tuttavia, prende per i coglioni una popolazione che non reagisce a dovere.
In ogni caso, nel centro-destra non si è mai avuto il coraggio di definire adeguatamente il comportamento tenuto da Berlusconi, che ha sempre danneggiato la coalizione in momenti piuttosto cruciali. Intanto, nessuno si ricorda più che questo individuo – poi sempre dichiaratosi vittima per essere stato sostituito quale premier alla fine del 2011 – aveva già preso accordi in ossequio a quanto accettato a Deauville (riunione del G20 nel maggio 2011) tramite lo scambio di battute con Obama. In realtà, non solo si dimise in novembre su richiesta di Napolitano, ma il governo sostitutivo di Monti – ridicolmente dichiarato “tecnico”, mentre era squisitamente politico, solo per non andare a nuove elezioni – fu votato dall’allora “Popolo delle Libertà”; la sola opposizione fu la Lega. In quell’occasione, il costretto alle dimissioni, pur dichiarando che si era “fuori dei canoni della democrazia”, affermò di reputare Monti “un buon inizio” e di ritenere che quell’esecutivo avrebbe “operato in maniera tale da essere utile al paese per tutta la durata del periodo che rimane”. Da poco nominato tale governo fu approvata, ancora una volta con quella larga maggioranza, la poi tanto deprecata (ed effettivamente devastante) “riforma Fornero”, che ottenne il voto favorevole, tanto per dirne una, perfino della Meloni, anche se poi quest’ultima fu uno dei fondatori di FdI a fine 2012.
Da quel “fatale” 2011, il “nano” ne ha combinate non so quante ai suoi presunti “alleati” interni (oltre che a Gheddafi sul piano internazionale). L’ultima fregatura pochi giorni fa quando 28 senatori di F.I. (su 42) hanno votato a favore del governo Gentiloni. Mai la capacità, nemmeno da parte della Lega, di denunciare senza mezzi termini che quest’individuo è legato mani e piedi a operazioni tali da non danneggiare né intralciare le decisioni dei sedicenti “poteri forti”, operanti in pieno accordo con i nefasti dirigenti UE e dei vari paesi a governo fortemente “europeista” e con l’establishment statunitense per il momento battuto alle ultime elezioni presidenziali. Certamente, le varie forze politiche italiane sono in netta confusione, data anche la loro totale inadeguatezza di fronte ai problemi che si presentano. Tuttavia, che venga o meno mantenuto in sella Renzi, si può essere sicuri che non otterranno alcun successo le forze dette “populiste” e talvolta “sovraniste”. Adesso vedremo cosa si escogiterà per quanto riguarda la legge elettorale. L’essenziale è però che il “nano” con F.I. manovrerà a favore di coloro che per adesso hanno perso le elezioni amministrative. Vi è solo l’incognita del largo successo del centro-destra in Liguria, dove è forte Toti, che si dice avere idee diverse da quelle “ballerine” del berlusca.
Vedremo. In ogni caso, lo ripeto, il centro-destra non canti al momento vittoria; ne ha di strada da fare e in forte salita. L’unica notizia buona è l’astensione. Tuttavia, è evidente che è dipesa soprattutto dall’atteggiamento dei “5 stelle”, largamente assenti dai ballottaggi. In parte, ci sarà stata pure quella di coloro che si pongono “a sinistra” (che tormento usare ancora tale linguaggio) del Pd renziano. Tuttavia, alle politiche il massimo che sapranno fare questi opportunisti è chiedere qualche margine di trattativa con il “bamboccione” o – lo ripeto – con chi avrà infine il bandolo della matassa in mano nello schieramento pro-UE e pro-Usa. Quanto ci “divertiremo” con questi farabutti a dirigere il nostro paese ormai ridotto ad un bel gruviera.

DOPO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

RENZI

Renzi perde le amministrative ed il centro-destra espugna comuni dove non aveva mai governato, come Genova, o cosiddette roccaforti rosse, come Sesto San Giovanni. Il dato più interessante, per quel che ci riguarda, non è la débâcle di Tizio o di Caio ma l’astensionismo in crescita. Meno di un italiano su due si è recato alle urne, tra il 47 ed il 49% degli aventi diritto. Ciò dimostra che il sistema democratico non è il governo del popolo ma quello di minoranze disciplinate dalla militanza o condizionate dai vari poteri (partiti, gruppi economici, mezzi d’informazione) che imbucando una scheda in una scatola decidono per tutti(delegando sempre i soliti), anche se rappresentano una piccola parte dei cittadini.
La democrazia, sotto questo aspetto, è ormai nuda ed ha perso qualsiasi contatto col suo significato etimologico o storico-concettuale. Come ha detto il mio maestro Gianfranco La Grassa: ““La democrazia …è un semplice e schematico sondaggio d’opinione, in cui si tratta solitamente di rispondere sì o no a poche semplici domande su questioni che tutto toccano salvo il reale potere dei grandi centri strategici, che si battono tra loro con ben altri mezzi e massima incisività (magari anche con il metodo dell’assassinio se occorre). Non è un caso che l’opinione ‘pubblica’ muti d’accento con una certa facilità e frequenza; ne vengono premiati ora questi ora quelli fra i cosiddetti partiti, vere accozzaglie informi dirette da manigoldi, che rappresentano la copertura e la maschera ‘pubblicitaria’ dei suddetti centri strategici, i reali poteri da cui si irradiano poi le principali decisioni, molto spesso ignote al ‘popolo’ o comunque assai differenti da quelle su cui si era svolto il sondaggio. Non vi è dubbio che una simile ‘democrazia’ presenta alcuni svantaggi in fatto di celerità ed efficacia delle decisioni, poiché a volte bisogna avvolgere queste ultime in una ‘bella confezione’ in grado di meglio ingannare, compiacendo, i cittadini elettori”.
Anzi, se vogliamo dirla tutta, la democrazia è il sistema che coinvolge di meno il popolo nella vita politica. E’ una maniera di far aderire passivamente le moltitudini a decisioni, già prese sulla loro testa, presentate (e solo presentate) diversamente dai competitori in lizza. La democrazia si fonda sulla distrazione della cittadinanza dalle faccende pubbliche più importanti per un tot di anni meno un giorno, quello in cui si viene improvvisamente risvegliati dal sonno profondo della ragione e della mistificazione e richiamati a scegliere da chi essere governati. Cito ancora La Grassa, nei sistemi democratici “i cittadini vengono invitati a eleggere questo o quello senza alcun particolare impegno e rischio che non sia l’andare al voto, magari perfino rinunciandoci talvolta se il tempo è particolarmente brutto o invece specialmente bello per andarsene in vacanza, ecc. In altri assai meno miserabili contesti, i cittadini, e facendo magari specificatamente appello alla loro appartenenza a dati gruppi sociali, vengono chiamati alla vera lotta mediante ben altre ideologizzazioni, che sollecitano a volte la loro ira e sempre la speranza di un futuro migliore, perfino l’intelligenza di una decisa fuoriuscita da condizioni di oppressione e di miseria (non solo materiale), ecc.”
Cioè, il popolo è decisamente più responsabilizzato da una dittatura che chiama a raccolta le folle oceaniche per le grandi decisioni riguardanti la sovranità e lo Stato. Ancora La Grassa: “In questi casi [dittature], però, masse imponenti di esseri umani (senza che si possa calcolare se rappresentano il 50% + 1 della popolazione, per di più quella al di sopra di una data età) si muovono anche a rischio della loro vita, danno il meglio di se stessi, non vanno a bighellonare nei seggi elettorali. Affermo con decisione che questa situazione è mille volte più “democratica” dell’altra. E la “dittatura” è solo nella testa di chi ci rimette, in casi come questi, l’intero suo potere di spremere quella gran massa popolare per i suoi bassi interessi, senza bisogno della benché minima ideologia di supporto: ideologia non come falsa coscienza, bensì come forte credenza che qualcosa di meglio possa essere conquistato. Senza dubbio, in casi del genere viene in evidenza la crudezza dei moti “di massa” e spesso tante altre miserie, perché in simili contingenze s’insinua nel movimento un po’ di tutto; tuttavia, ripeto che chi si muove in tale contesto rischia qualcosa di suo (fino appunto alla pelle). Tale situazione è mille volte migliore della falsa, miserabile, spenta, “democrazia” elettorale dei sedicenti liberali”.
Che il voto non conti nulla lo dimostra quello che sta già accadendo, a poche ore dalla contesa tra centro-destra e centro-sinistra. Renzi e Berlusconi sono pronti ad accordarsi per la legge elettorale e per un’eventuale larga intesa, se dalle prossime elezioni politiche non dovesse uscire una maggioranza parlamentare autosufficiente. Le persone, non votando e restandosene a casa, hanno cercato di testimoniare la loro disaffezione a questa politica basata sui giochi di Palazzo e questi cosa propongono all’indomani delle amministrative? L’ennesima truffa politica chiamata legge elettorale che non è una priorità per una nazione in sofferenza economica e perdita di centralità geopolitica. Le precedenza dovrebbe essere data ai temi dell’occupazione, della crescita industriale, dell’assistenza sanitaria, della politica estera. Invece, i coglioni litigano per lo ius soli, i diritti dei gay, i vaccini, i metodi di voto, le “battaglie di civiltà” a favore dei migranti, imponendo nel dibattito collettivo materie secondarie o di nessun interesse strategico, che servono a fottere gli italiani su tutto il resto, ovvero su ciò che è fondamentale per i loro destini. Fanno molto rumore per tutto, non concludendo mai niente. Piuttosto, cominciamo noi a ragionare fuori dagli schemi democratici, creando movimenti di opinione e aggregazioni politiche (non partitiche, assolutamente inutili in questo momento in cui si sarebbe fagocitati dalle regole del “giogo” sistemico) che ribaltino gli ordini del giorno e tolgano argomenti ai poteri dominanti. Non facciamoci trascinare nelle discussioni superficiali e teniamo la barra dritta sulle problematiche fulcrali della fase, come la sovranità nazionale, la fine della sudditanza dall’Ue e dagli Usa, il supporto all’industria strategica, che rischia di essere svenduta allo straniero. Infine, prepariamoci a sferrare calci nei denti ai partiti tradizionali che però non possiamo battere sul loro stesso terreno democratico…Diceva E. L. Masters che la democrazia è un gioco da banditi. Noi non siamo banditi ma vorremmo essere almeno giustizieri di questi furfanti e sicofanti.

CENTROSINISTRA E CENTRODESTRA: STESSA BASSEZZA, di GLG

gianfranco

Inutili discorsi troppo complicati sulla funzione svolta dal “neobadoglio”. Qui la cosa mi sembra più banale. Berlusconi, per i suoi interessi personali, ha avuto a mio avviso una funzione tutto sommato positiva dal 2003 (visita di Putin in agosto in Sardegna mentre tornava da Algeria e Libia e accordi vari certo non manifesti) fino al 2009-10. Poi con Obama le cose sono cominciate a cambiare e nel maggio 2011 a Deauville c’è stata la “resa” (certamente ha avuto paura di qualcosa di molto concreto che non conosciamo, possiamo solo supporlo all’ingrosso). Da allora il “nano” ha avuto una funzione nettamente negativa, tradendo tutto e tutti (a partire da Gheddafi) e si è sempre comportato a doppio binario per raggiungere il massimo risultato di indebolire l’opposizione ai principali servi degli Usa. Ha sempre finto. Sapeva bene cos’era la manovra dello spread, le intenzioni del principale agente degli americani quando ha voluto mettere Monti al suo posto. Ha sempre giocato la carta della parziale denuncia delle soperchierie e della sostanziale accettazione di ogni decisione presa da questo agente su ordine Usa. Ha così squinternato ogni possibile vera opposizione. E gli altri sono stati a brontolare, a denunciare talvolta, ma mai con chiarezza, le nefandezze che l’abietto nanetto compiva (si pensi, come esempio preclaro, a cosa ha combinato alle comunali di Roma, presentando Marchini e facendo perdere il ballottaggio alla Meloni in favore del piddino Giachetti). Adesso, si è presentato con gli “alleati” alle comunali; e questi scialbi e sbiaditi opportunisti si gonfiano il petto e dicono che uniti si può vincere. Certo, è vero in termini di puro conteggio voti, ma l’infame non sarà mai veramente unito a loro, scombinerà sempre i giochi. Adesso vi è maggiore incertezza solo perché non si è risolto un grave contrasto interno all’establishment Usa. Prima o poi dovrà essere superato altrimenti la potenza preminente si appannerà molto. E il berlusca attenderà sempre ordini per creare le situazioni “migliori” a favore di chi lo comanda, pena gravi danni per lui, che ormai è legato mani e piedi ai nemici. I suoi “alleati” sanno bene tutto, ma siccome pure loro cercano semplicemente voti e cadreghini, continuano a tergiversare e cercano di approfittare dei momenti meno sfavorevoli per averne qualcuno in più. Insomma, tutti aspirano a immergersi nell’immondizia della “democrazia” all’americana. E allora occorre un comune grande rogo, solo il fuoco può ripulire l’ambiente da centrosinistra e centrodestra. Come recita il ben noto detto romano: “er mejo c’ha la rogna”. Inutile perdere tempo a distinguere; tutti avviati ad un’unica sorte. Se qualcuno vuole veramente tirarsi fuori dal liquame, ha una carta semplicissima da giocare: esplicitare che il “nano” è un infido giocatore su due tavoli. Lo si deve sputtanare, tirargli “idealmente” una nuova statuetta in faccia e cacciarlo a pedate da ogni possibile alleanza. Chi non lo fa, crepi con lui. Mille volte meno peggio un arrogante come Renzi (o qualcuno di simile) piuttosto che il solito traditore e voltafaccia, ruolo ricoperto da secoli in Italia. E chi segue un essere così ignobile, è ancor più ignobile, si vende per molto meno, per interessi assai più bassi. Berlusconi ha ricchezze e “palazzi” da difendere. I suoi miserabili “alleati” solo “villette a schiera”, un po’ di milioncini e qualche seggiolina negli ambienti riservati ai servi che più servi non si può.

Il metodo berlusconiano di servire i soliti poteri marci

gianfranco

15.05.2017

http://www.ilgiornale.it/…/renzi-fuori-controllo-attacca-de…

http://www.ilgiornale.it/…/quelle-cene-ligresti-tornare-sol…

ecco in modo mirabile la dimostrazione del metodo berlusconiano. Tentare di indebolire Renzi sostenendo che sta perdendo il proprio equilibrio di fronte alle difficoltà creategli dalla sua amata Boschi; e quindi sta dimostrando di non essere un politico del tutto affidabile, uno in grado di ben navigare quando s’alzano i marosi. Nello stesso tempo si rende ben palese che si è disposti a sputtanare De Bortoli, dando una mano all’“innervosito”. Il “nano”, insomma, vuol ribadire che la sua complicità è fondamentale affinché i difensori dell’europeismo della UE (che hanno inneggiato a Macron alle elezioni francesi) possano rimanere in sella; essi devono però accettare dei cambiamenti e soprattutto dare qualche ascolto ai personaggi ambigui e scivolosi come lui. In Francia, socialisti in disfatta e finti gollisti in forte calo hanno dovuto drasticamente porgere il potere ad uno “creato dal nulla”, che pure lui recita la parte della rifondazione e riforma europea, aderendo al famoso e ormai universale principio gattopardesco: tutto cambi per restare veramente com’è sempre stato (del successo di Macron si potrebbe proprio dire: destr-sinistr, “en marche”).
Qui in Italia, il crollo del vecchio personale filo-UE (organizzazione serva degli Usa) – personale costituito ad un certo punto dai post-piciisti, i migliori servi di sempre e di ogni dove – è avvenuto, in un certo senso, per “rottamazione” interna del Pd. Non c’è quindi alcun bisogno di affidare a personaggi nuovi, privi d’ogni passato, la servitù tipica dell’ultimo quarto di secolo, cioè dopo il crollo “socialistico” e il passaggio al predominio americano anche dell’Europa orientale. Tuttavia, ci sono difficoltà per il “rottamatore”; e queste sono anzi in aumento perché, per il momento almeno, la neopresidenza Usa sta impiegando una nuova strategia, quella dell’imprevedibilità, che mette tutti in disequilibrio e incertezza. A questo punto, diventa piuttosto utile per sostenere i servi europeisti italiani l’appoggio del “nano”. Il quale deve non soltanto evitare di sparire ma anzi rafforzarsi un po’, creando scompiglio in quella “destra” (detta populista) che cerca di sparigliare le carte; tuttavia, con notevole miopia politica perché vorrebbe combattere l’europeismo servile senza attaccare a fondo il suo “padrone” americano, anzi cercando la benevolenza sia degli Stati Uniti che della Russia, politica di cortissimo respiro nel multipolarismo in accentuazione.
Se si va avanti così il punto d’arrivo è certo: qualche rafforzamento di F.I., gioco sempre più facile per Berlusconi nell’assestare i suoi colpi in modo da non favorire troppo Renzi, ma impedire che venga battuto. A lui va soltanto bene un Pd in difficoltà e bisognoso della sua complicità per restare al comando. Tutti sembrano favorire questo sporco gioco; non per scelta in questa direzione, ma per ottusità vera e opportunismo elettoralistico, per avere qualche gruzzoletto di voti da spendere per i propri interessi spesso magari personali. Nella Lega (vedremo come finirà oggi) c’è un Maroni che si sbraca in favore del berlusca e ha manifestato soddisfazione per il risultato francese; e il doppiogiochista ha ricambiato caldeggiando pienamente una rielezione del governatore lombardo. E Bossi minaccia di andarsene dalla Lega, in specie se resta e vince troppo robustamente Salvini.
Ripeto che tutto mi sembra ormai molto chiaro in questo paese completamente allo sbando. Si vuole almeno cominciare a rialzarsi? Si deve attaccare senza mezze misure questa “anguilla” che sguscia da tutti i lati. Si denunci, si faccia un preciso elenco di tutte le sue nefandezze degli ultimi sei anni. Si elimini questo vero serpente velenoso e si vedrà in una certa difficoltà pure Renzi e, in genere, il Pd. Altrimenti, ammesso che si voti fra un anno, vedremo realizzarsi il disegno del “nanetto”, il peggiore per le sorti del paese.

PS 1. http://www.ilgiornale.it/…/berlusconi-lepenismo-nessuna-pos…
Lo vedo adesso; ormai si svela sempre più. Evidentemente gli stanno chiedendo di aprirsi più scopertamente, i tempi si accorciano. Addosso al nuovo “Badoglio”

Ps 2.

Salvini vince con l’82,7% dei voti. Ma Bossi lo attacca: ‘Valuterò se andarmene dal Carroccio'”. Se non se ne va lui lo caccino fuori a pedate, ormai è una cariatide e un elemento che tuba con il “nano”. E mandino affanculo anche Maroni, altro individuo inaffidabile ed “europeista”.
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