TORNA LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA di G.P.

Torna in pista la macchina da guerra dei cospiratori antinazionali. A lanciare l’idea degli Stati Generali dell’Italia liberale, da unificare dietro i vessilli dell’antiberlusconismo assoluto, è l’ex leccapiedi del leader del PDL, il giornalista e senatore Paolo Guzzanti.
Il programma redatto dalla penna preferita della CIA è articolato in due soli punti:
1) impedire le votazioni anticipate lasciando che il Cavaliere si crogioli nella riottosità della sua stessa maggioranza
2) preparare la santabarbara necessaria per colpirlo a morte alle prime consultazioni popolari vere.
Guzzanti parla proprio di macchina da guerra rievocando il gioioso giocattolo bellico-elettorale di Occhetto che però si inceppò nelle elezioni del ’94 mandando in frantumi il sogno degli ex piccìsti di salire al governo del Paese sotto la protezione di una “manina atlantica”. Il comico-padre di figlio-comico non ha mai nascosto le ragioni della sua rottura con Berlusconi: l’amicizia con lo tsar di tutte le Russie Vladimir Putin. E c’è da scommettere che in questo arrembaggio violento e forsennato troverà molti corsari e ammutinati pronti a sostenerlo, in primo luogo tra i post-comunisti e gli ex aennini che non perdono occasione per criticare la politica estera del Premier e la sua diplomazia benevola verso l’est e il mediterraneo. Probabilmente saranno l’Unità e il Secolo ad accogliere gli accalorati appelli di questi fantomatici liberali che marcheranno prima a zona e poi a uomo (ci sono molti squilibrati in giro in cerca di notorietà…) il PresdelCons nei suoi scatti sulla scena internazionale, affinché costui la smetta di recar nocumento ai loro padroni statunitensi. L’Unità ha già lanciato la sua campagna per screditare l’azione estera del Cavaliere formulando nei suoi confronti accuse subdole e capziose, come quella di servirsi della diplomazia per i propri affari personali, sacrificando sull’altare del dio denaro diritti umani e fratellanza occidentale. Il triangolo politico Berlusconi-Gheddafi-Putin, che ha ridato fiato all’economia italiana oltreché alle aspirazioni di media potenza regionale del Paese, infastidisce oltremodo i servi del sistema incapaci di rassegnarsi alla sconfitta. Sarà questo il filo conduttore che compatterà qualsiasi opposizione a Berlusconi. I nemici del popolo sono all’opera e se i corpi speciali dello Stato hanno ancora la capacità di svolgere i propri compiti, con senso del dovere e del momento storico, dovrebbero tenere pronti i carri armati per fermare l’ascesa di questi ascari al soldo di pericolose forze coloniali.