TUTTA LA VERITA’! di G.P.

In occasione della guerra agostana in Ossezia – in verità un’aggressione sconsiderata ed unilaterale da parte della Georgia del presidente filo-americano e filo-Nato Shaksvili, in un momento in cui tutti gli occhi del mondo erano puntati sui giochi olimpici di Pechino (il che la dice lunga sullo spessore morale di questi vermi assoldati da Washington) – la sinistra diede l’ennesima prova del suo servilismo, appena calmierato da quell’improbabile finto-pacifismo per cui si criticano sì tutte le guerre, ma solo dopo aver creato quel clima di screditamento di una delle parti in causa al fine di non lasciare più adito a dubbi. Il coro unanime degli illustri leaders di sinistra fu speculare alle accuse americane tese, Rice in testa, ad insinuare, con tutte le prove che attestavano il contrario, che non solo era stata la Russia ad aver dato avvio al conflitto ma che l’esercito di questa si era anche reso responsabile dell’uccisione di civili georgiani. Di fronte alla canea di calunnie sinistrorse solo Berlusconi ebbe il coraggio di dire ciò che era successo realmente nella piccola repubblica osseta (e non mi interessano le ragioni che lo hanno spinto a tali dichiarazioni, non faccio lo psicologo ma cerco di cogliere la sostanza politica di certe prese di posizione), da anni sotto il bersaglio del revanscismo georgiano per la sua fedeltà a Mosca.

Contro Berlusconi si schierarono gli stessi scherani del suo partito, a cominciare da quell’invasato di Paolo Guzzanti, il quale deve aver passato in eredità alla figlia Sabina il modo appassionato di sparare cazzate, ad ogni piè sospinto, con la veemenza irrazionale dell’ultrà da stadio. Sentite come si precipitò a commentare la guerra in Ossezia L’Unità, giornale che porta ancora impressa la dicitura “fondata da Antonio Gramsci nel 1924”: “…Questa la cronaca di uno scontro annunciato, questa la pratica di una democrazia di facciata che è ancora lontanissima dal potersi definire veramente libera e libertaria. Questo è il paese governato da una personalità statica e conservatrice come Putin. Proprio il Putin amico di mille affari del nostro Premier Silvio Berlusconi. Questa è la prassi di un paese neoimperialista, pronto a rinunciare ad ogni principio di umanità e democrazia pur di rafforzare la propria economia e il proprio status internazionale. Condanniamo dunque fermamente questo attacco russo, reminescenza di quel totalitarismo sovietico che credevamo estinto non solo nei nomi ma anche nella politica. La realtà è che Putin ed il suo entourage ben poco hanno di diverso da quell’impero che troppo semplicisticamente avevamo pensato ormai estinto”. Non c’è che dire, più realisti del re (o più ciechi dei gattini appena nati), e non aspettatevi alcuna resipiscenza nemmeno oggi che un rapporto OSCE ci dice che le cose non sono affatto andate nei termini in cui ce le hanno raccontate. Il rapporto in questione parla di un’aggressione indiscriminata alla quale Mosca fu costretta a rispondere per mera difesa. Certo il rapporto non ha ancora i crismi dell’ufficialità ma è meglio che questa gente infida cominci a prepararsi il proprio discorso riparatorio alle tante menzogne proferite. Le indiscrezioni sono state riprese anche dal N.Y. Times, giornale che non si può sicuramente considerare russofilo. Il quadro che emerge è quello di un presidente, Saakashvili appunto, non precisamente lodabile come quell’iniziatore della democrazia georgiana della quale narravano i nostri stolti sinistri, venditori mediatici di falsi miti pacifisti e democratizzanti, che fanno tanto polically correct televisivo e molto riconoscimento istituzionale con contributi a carico dello Stato. Saakashvili è anche accusato di aver usato metodi da Gestapo nei confronti dell’opposizione interna, si dice che l’uomo non vada troppo per il sottile quando si tratta di reprimere quelle manifestazioni di piazza che alla sinistra nostrana piacciono moltissimo, soprattutto se sono contro Berlusconi ed il suo governo. Si vede che all’estero le patenti democratiche si possono dare a prescindere da ciò…mentre qui da noi Berlusconi è ancora considerato un autentico nemico della libertà.


La versione georgiana va praticamente in frantumi in quanto viene ritenuto assolutamente falso il fatto che la guerra sarebbe stata la conseguenza di attacchi indiscriminati contro i villaggi del Sud Ossezia (a maggioranza geogiana), ai quali l’esercito georgiano avrebbe solo risposto. E che risposta! Una pioggia di missili contro il centro di Tskhinvali “con una frequenza di un colpo ogni venti secondi”.

Come ha testimoniato un ex capitano dell’esercito inglese responsabile al tempo della delegazione Osce in Georgia, Ryan Grist, «Quell’attacco mi sembrò completamente sproporzionato e indiscriminato anche nei confronti di un’eventuale provocazione, qualora ce ne fosse stata una… Dal mio punto di vista fu un attacco rivolto contro una città in quanto tale ». I racconti dei sud osseti parlano invece di veri e propri rastrellamenti e di uccisioni in massa da parte dei soldati georgiani, i quali andavano a stanare chiunque cercasse riparo, lanciando granate dalle finestre degli stessi rifugi (più che altro scantinati), uccidendo indistintamente donne, bambini, adulti ed anziani.

Pensate che qualcuno tra Veltroni o D’Alema, o qualche altro infimo omuncolo di sinistra, terrà conto di questo rapporto? Siamo seri, detta gentaglia fa ancora orecchie da mercante rispetto a quanto affermato nel precedente rapporto OSCE che ha smentito la pulizia etnica serba contro i Kosovari. Con questa falsa motivazione la Nato potè dichiarare guerra a Milosevic, definito il nuovo Hitler dei Balcani, e occupare un’altra zona ad influenza russa. All’epoca D’Alema si inventò, con la sua solita creatività criminale, la difesa integrata per aggirare il divieto costituzionale di attaccare un paese che non aveva mosso alcuna minaccia nei confronti dell’Italia. Ed oggi, cosa ancora s’inventeranno per poter scodinzolare allegramente vicino ai loro padroni americani?