UN APPARENTE PARADOSSO di G. La Grassa

L’Irlanda ha votato no all’Europa. Eppure si tratta di un paese fra gli alfieri di una politica neoliberista. Quest’ultima ha ottenuto per molti anni buoni successi, tuttavia mi sembra che l’attuale crisi (innnescatasi nel settore immobiliare statunitense) colpisca adesso con virulenza pure queste lande. Non è però questo che volevo soprattutto sottolineare; l’impostazione neoliberista, come ho sostenuto più volte anche negli ultimi due libri (Contro e Finanza e poteri), è portata avanti dalle classi (pre)dominanti del paese centrale e dai gruppi (sub)dominanti che, in altri paesi (in specie europei), assicurano una politica di non autonomia nei confronti delle prime.

La Francia di Sarkozy, dopo oltre quarant’anni, ha espresso l’intenzione di rientrare nel vertice della Nato, scelta che metterebbe la parola fine ad ogni pur minimo barlume di gollismo [per il momento non l’ha ancora attuata, e tuttavia anche il semplice parlarne come di una possibilità molto concreta ha secondo me un ben preciso, e negativo, significato, che fa seguito, del resto, a molti altri pessimi segnali di scarsa autonomia; si pensi, ad esempio, alla durezza delle posizioni francesi contro l’Iran che si appiattiscono spesso su quelle americane]. Eppure, non solo anch’essa ha bocciato la proposta “Costituzione europea” (come l’Olanda), ma soprattutto difende determinanti interessi nazionali: degli agricoltori francesi, ma ancor più quelli di settori industriali ed energetici di rilevante interesse strategico. Le stesse considerazioni valgono per l’Inghilterra, il paese europeo più filostatunitense (e sempre suo complice, pur se adesso ha deciso di ritirare le truppe da Bassora in Irak). Sul piano della difesa di importanti industrie, anche dell’aerospaziale e dell’elettronica, ecc., gli inglesi non sono per nulla concilianti. Infine, nemmeno hanno ancora accettato la moneta unica, non si sono fatti incantare dalla grossa fregatura dell’euro.

In Italia, il leader ufficialmente più “amerikano” ha alzato la voce contro le burocrazie europee, completamente staccate da ogni rapporto con le varie popolazioni, e attuanti politiche scervellate contrarie ad ogni minimo interesse nazionale della stragrande maggioranza dei paesi membri. Per non parlare degli interventi della Banca europea che sembrano pensati per far perdurare il basso sviluppo o la stagnazione; pur ammettendo l’esistenza di tensioni inflazionistiche, non è affatto certo che queste ultime siano, non solo economicamente bensì soprattutto socialmente, più pericolose della “decrescita” e inviluppo (è vero piuttosto il contrario).

Non scordiamoci invece che il "buon" Ciampi (che poi, da senatore a vita, ha votato ogni volta a sostegno del catastrofico Prodi) è stato a suo tempo fra i principali sostenitori dell’entrata nell’area monetaria comune, anche accettando il cambio dell’euro a quasi 2000 lire, quando ricordo benissimo che alcuni, più sensati, avevano avvertito non doversi superare le 1600-1700 lire. Ed era già troppo! Tra il dicembre 2001 e il gennaio 2002, almeno nei settori dell’alimentazione e vestiario, non sono stato il solo ad avere la sensazione che lo scatto all’in sù dei prezzi rendesse l’euro equivalente al massimo a 1300-1400 lire. La si smetta di incolpare esclusivamente la mancanza di controlli e l’atteggiamento dei “meschini” commercianti; questi hanno semplicemente capito molto di più di certi “grandi” economisti “sinistri”. Ma si trattava di semplice incomprensione (e allora di reale inettitudine) o di altri interessi in gioco? Ai posteri……

Potrei continuare con altri paesi, ma è sufficiente. Si constata che i più filoamericani sono i meno europeisti; non nel senso che abbiano il coraggio di rimettere in discussione il già fatto (male), ma quanto meno cominciano a porre in luce l’atteggiamento meramente burocratico, privo di sensibilità per i diversi paesi membri, di questi organismi europei che costano "un fottìo" e, per di più, intralciano il nostro cammino (il cammino di tutti). Un coglione di sinistra ha certo la risposta pronta: i filoamericani ostacolano la UE per favorire gli Usa. Si tratta di un tipico prodotto dei cervelli di ricotta dei sinistri. La UE non si contrappone ad alcuna misura e scelta del paese predominante; essa indebolisce invece proprio l’unità reale europea, che dovrebbe essere quella dei popoli, i quali invece si accorgono progressivamente di essere sempre più deboli ove questa loro finta unione continui l’attuale marcia verso l’inefficienza, l’insipienza, i costi enormi non ripagati da un solo sussulto di efficacia politica ed economica (in specie nei settori di punta, che solo gli Stati nazionali, con un minimo di sensibilità, finanziano ma soprattutto sostengono politicamente e strategicamente). Sono per lo più i filoamericani – ivi compreso il neofita Sarkozy – a manifestare attualmente l’intenzione di rallentare l’ulteriore allargamento della UE. Se fosse per “sinistri”, vi entrerebbe magari anche Israele, il sicario primo degli Usa.

Non voglio trarre subito conclusioni, poiché mi interessava esclusivamente rilevare l’apparente paradosso; in realtà, tuttavia, i paradossi difficilmente esistono. Esistono solo le errate spiegazioni, le cortine fumogene gettate per sviare i nostri (cattivi) pensieri. Volevo solo ricordarlo e sottoporre il fatto all’attenzione. Non tutti gli eventi si svolgono secondo sequenze logiche e razionali; ancora più spesso, però, la loro intima razionalità e coerenza è nascosta, celata da chi ci governa (e dai fasulli oppositori che perseguono i loro piccoli interessi di bottega). L’importante è che i popoli capiscano sempre meno quello che li può coinvolgere in autentici drammi. In questo comportamento, destri e sinistri sono eguali; ma i secondi, almeno in Italia, sono più torbidi, oscuri, ipocriti, fino al midollo. La sinistra non deve essere rifondata, bensì affondata. Occorre invece un partito della ripresa, della rinascita, portatore di un atteggiamento fortemente critico, capace di chiarire, il prima possibile, anche i paradossi, le (spesso solo) apparenti irrazionalità della Storia. Non ci serve la sinistra; anzi, se questa sparisse domani stesso, il campo sarebbe libero e fertile per nuove piante rigogliose! Disinfestiamola!! Ne trarremo vantaggi incalcolabili.

 

P.S. “Nell’antichità, Aristarco di Samo introdusse la Teoria dell’Eliocentrismo, la quale sosteneva, a differenza di ciò che veniva osservato, che era la terra a girare in torno al sole e non il contrario. Questa teoria scomparve per duemila anni, finché Copernico la riprese e tornò ad esporla contro la teoria dominante del geocentrismo, imperante dai tempi di Aristotele e mantenuta dalla Chiesa. L’eliocentrismo e il geocentrismo sono due teorie opposte, la prima è vera ma non ovvia, la seconda è ovvia ma non vera” (W.R. Bion).

Meditate gente! Fissate l’attenzione sulla differenza tra ovvio e vero (non da interpretare adesso come il Vero in Assoluto). La sinistra è appunto “l’ovvio ma non vero”, in ogni sua manifestazione di “assoluta” ipocrisia. Si tratta di un’autentica “malattia dell’anima” (o, se si preferisce, dell’intelligenza raziocinante). Non rifondate per favore l’ovvio contro il “vero”. Affondate la sinistra, disperdetela, opponetevi ad ogni suo ulteriore sussulto solo agonico; altrimenti vi troverete presto nell’incubo della “Notte dei morti viventi”, con le “squadre di eliminatori” in azione poiché, agli occhi del popolo – se alla fine arrivasse una grave crisi – qualsiasi soluzione potrebbe apparire sempre migliore dell’ovvio, anche a costo di gravi e traumatici eventi del tipo degli eccidi di massa. Evitiamoli nel modo più deciso; quindi evitiamo ogni inutile tentativo di "riformare" una sinistra indecente qual è la nostra (non parliamo di quella “di classe” che solleva ondate di ilarità oscena).

Lo ripeto: per un partito della Rinascita e della Ripresa di una forte critica rivolta agli assetti sociali odierni (interni e internazionali), ma non con lo spirito cristiano della bontà verso i “diseredati”. Basta con tutti gli ismi di una umanità presunta “santa”, solidale, senza invidie, senza competizione. E’ sufficiente la volontà di emergere per proprio merito, senza prepotenza e sopraffazione, senza raggiro e subdola menzogna, senza “pugnali e veleni”. Un “egoismo” conscio delle proprie capacità e di un necessario e vantaggioso rapporto – non scevro da confronti decisi – con gli altri. Lasciate stare tutte quelle mielose e sbrodolose ideologie che vogliono ridurre l’individuo a parte organica di grandi e piccole comunità di “fedeli”, al di sopra delle quali si ergono capi furbetti che si credono superiori agli altri. Distruggiamo questi presuntuosi. Forte sviluppo di ogni individualità consapevole di agire assieme ad altri, ma orgogliosa di dare un suo contributo particolare non annegandolo nella generale mediocrità del “semo tutti eguali, volemose tutti tanto bene”. Questa merda ha fatto il suo tempo!

C.V.D. Poco prima di andare a letto (e domattina parto presto per la mia breve vacanza), ho letto al Televideo che il Presdelarep ha difeso la UE, affermando che le critiche di certi Governi (nazionali!) servono a nascondere l’inefficienza degli stessi; e che invece bisogna accelerare sull’unità politica europea. Poiché ben si conosce la provenienza politica di quest’uomo, il paradosso da me notato è ancora più evidente; e anzi, comincia persino a sciogliersi, a trovare un barlume di spiegazione coerente. I lettori intelligenti, quindi non quelli di sinistra, non hanno bisogno che io faccia ulteriori commenti, del resto impossibili visto che sto parlando di una carica molto protetta da eventuali critiche. Tornerò sull’argomento, lasciando da parte il "paravento" che mi impedisce di chiarire il mio pensiero (del resto il lettore, sempre quello intelligente e non di sinistra, non ha bisogno che glielo rispieghi). Buona notte, e riflettano le persone intelligenti, perché i tempi sarebbero maturi per qualche "piccola svolta", altrimenti la "malattia" ci stenderà. 

glg