SEMPRE VERITA’ PARZIALI, di GLG

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“Quando finì la guerra fredda, l’Italia si ritrovò in braghe di tela con gli ex alleati furiosi per i rospi che gli erano stati fatti inghiottire da una classe politica sclerotica e avida. L’operazione Tangentopoli fu lanciata come castigo di Dio dal Fbi, così com’è raccontato in The Italian Guillotine (La ghigliottina italiana) autori Stanton H. Burnett e Luca Mantovani. Il libro non è stato mai tradotto, chissà perché. Ma chi lo ha letto sa perché sia stato incenerito il principio di una democrazia liberale non eterodiretta, vietata col pretesto che alcuni politici rubano”. Guzzanti

 

E’ già qualcosa, ma mai un’informazione esatta ed esauriente. Nessuno vuol dire sino in fondo quanto è accaduto; magari anche in sintesi, ma con verità effettiva. Non sono in grado di sapere se all’origine di “mani pulite” ci fosse l’FBI. Per me è lo stesso se ci fosse stata la CIA o qualsiasi altro corpo “segreto” degli Usa. Il fatto decisivo è che comunque l’operazione proviene da oltreatlantico (almeno da certi “ambienti” di laggiù, diciamo). E ci si è serviti di “soffiate” del mafioso siciliano (ben noto) Buscetta; rivelazioni vere o alterate per i bisogni degli “operatori” statunitensi? In Italia vi era nel pool di “mani pulite” uno che era anche entrato in magistratura con un concorso abbastanza “chiacchierato”. In ogni caso, era in contatto con esponenti dei Servizi americani. A parte queste quisquilie, ci si deve domandare perché è stato distrutto il ceto politico governativo della prima Repubblica (il grosso della DC e del PSI, salvo pochi individui tipo Amato), salvando invece i post-piciisti (ormai avevano cambiato di nome) e la sinistra DC; esattamente quello schieramento che nel ’78 non volle salvare Moro, mentre invece si erano dati da fare in tal senso Craxi e gli altri democristiani (quelli bersagliati dalla magistratura).

E chiedetevi anche come mai, proprio dopo pochissime settimane dal rapimento di tale personaggio assai importante nella politica italiana, il n. 2 del Pci partì alla volta degli Usa per una visita definita (comicamente) “culturale”. Lo stesso Kissinger parlò del suo “comunista preferito”; pensate che un politico del suo calibro faccia simili dichiarazioni in merito a chi crede sia ancora dalla parte dell’Urss nel mondo bipolare d’allora? E questo politico ex-piciista è lo stesso che si recò nel 2010 negli Usa – o poco prima o poco dopo Fini (non ricordo bene) che, come ben si sa, abbandonò i suoi “alleati” – per discutere con le massime autorità del paese nostro “padrone”. Ed è facile intuire che si parlò anche della necessità di far cadere Berlusconi, il quale nel maggio 2011, evidentemente intimorito da “qualcosa”, si recò a Deauville a omaggiare Obama e a fargli capire che si sottometteva ai voleri della nuova strategia americana (seguita a quella di più diretto intervento aggressivo utilizzata da Bill Clinton e George Bush).

Beh, pensateci un po’ e riuscirete a capire quale manovra sia stata “mani pulite” e quale processo abbia messo in moto: la caduta della prima Repubblica e il tentativo di mandare al potere i post-piciisti e la “sinistra” Dc (divenuta infine la “Margherita”), che insieme daranno vita all’“Ulivo” con Prodi (andreattiano, non andreottiano!) uomo appunto di quella corrente democristiana. Prodi sostituirà Dini (governo pseudo-tecnico per non andare subito ad elezioni dopo aver fatto cadere il governo Berlusconi a fine ’94) nel 1996; e sarà a sua volta sostituito dopo due anni dal post-piciista D’Alema per garantire ancora di più la “fedeltà” agli Usa durante l’aggressione alla Serbia del ’99.

Tornando per un momento a “mani pulite”, la magistrata Tiziana Parenti, addetta alle indagini sulle tangenti al Pci, fu poi bloccata e non poté andare fino in fondo; ma aveva comunque già scoperto alcune cosette interessanti malgrado i silenzi di Greganti. E la tangente cospicua di Gardini fu seguita fino alle Botteghe Oscure n. 4, sede del Pci. Anzi si arrivò al piano quarto, quello della Direzione del partito, ma si disse che non si era potuta individuare concretamente la persona che aveva ricevuto il malloppo. E Di Pietro ebbe il coraggio di dichiarare che “la giustizia deve perseguire una persona fisica perché non può porre sotto accusa un partito”. Comunque sia, il Pci ricevette, nella sua propria sede centrale, il miliardo di Gardini; quindi era “tangentaro” esattamente come i partiti annientati dall’indagine. Non si distrussero solo singoli dirigenti (Andreotti, Craxi e via dicendo), ma si misero fuori gioco proprio Dc (salvo la sua sinistra) e il Psi (salvo Amato e un’assai piccola parte).

Traete da soli le conclusioni; non ci vuole molta fantasia. Tutto è chiaro e dovrebbe essere ricordato ad ogni piè sospinto; mentre invece si fanno solo mezze rivelazioni, del tutto imprecise e che consentono di far dimenticare a gente dalla scarsa memoria quale sporca manovra fu messa in atto – solo dopo che il sedicente socialismo crollò assieme alla potenza sovietica  – per rendere l’Italia ancora più succube degli Stati Uniti. Eravamo già loro sudditi con democristiani e socialisti; con i piciisti siamo divenuti delle semplici ciabatte da indossare e mollare a piacimento. Ricordiamocelo. Dagli anni ’70 non esistevano più reali comunisti, nemmeno riformisti (o revisionisti come li chiamavamo noi); o, se volete, i comunisti erano ormai un’infima minoranza. Il partito, che così continuò a chiamarsi fino alla fine del polo “socialista”, era un’accolita di autentici trasformisti, vendutisi al miglior offerente. Alla fine, passeranno alla storia per quello che sono stati, che sono e che continueranno ad essere, in sempre più accelerata degenerazione e marcescenza.