Danno i numeri, di GLG

gianfranco

<<Nel Comune del medico Bartolo, che con il Pd si ferma al 20 per cento, il partito del ministro arriva al 45 per cento. Ma è record astenuti: il 74 per cento dei lampedusani è rimasto a casa. Il sindaco dem Martello: “Il segretario di circolo del mio partito non ha fatto votare il nostro medico”>>.

I pidioti hanno messo in dubbio il successo leghista sostenendo che la gran massa degli isolani non è andata a votare. Gli idioti (questa volta senza p) sembrano dimentichi del fatto che il sindaco (aduso a straparlare) è loro; quindi avevano vinto le comunali. Adesso, evidentemente, gli abitanti di quel luogo sfortunato non li possono più vedere e hanno tolto ogni appoggio. Mi sento di fare una sola critica ai lampedusani. Inutile brontolare, devono andare in Comune, tirare fuori il sindaco e sigillare ben bene l’edificio comunale. Poi devono andare al porto e manifestare con energia contro gli sbarchi. Formando una notevole massa d’urto, afferrino i membri dell’equipaggio della ONG di turno ed eventuali parlamentari e attori che vi sono saliti a bordo per solidarietà e li rendano più neri degli africani arrivati. Infine li mettano su gommoni simili a quelli mezzo sgonfi degli scafisti e li spingano in alto mare, soprattutto quando è bello mosso. E…… inutile continuare, penso abbiate capito il finale. I migranti vengano accolti. Tanto, se ci si comporta come ho detto, non arriveranno più le ONG. Ovviamente, anche con i cosiddetti “sbarchi fantasma” si usino metodi solo appena un po’ più morbidi, facendo comunque capire a chi scende a terra che non tira buona aria per loro.

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ma pensa che buffoni. Pur essendo più che dimezzati in un anno tra le elezioni del 2018 (oltre 10 milioni di voti) e quelle del ’19 (4 milioni e mezzo di voti) – per non parlare delle regionali – la piattaforma Rousseau con 115000 iscritti rappresenta il 2% dei votanti grillini alle europee. Di questi hanno votato in 35.000, cioè il 30% degli iscritti. E ha votato sì il 61% dei votanti, cioè il 18% degli iscritti e lo 0,000….% dei votanti alle europee. Questo viene salutato dai fautori della “democrazia diretta” come un successone popolare, una vera svolta che rende più maturi i “5 stelle”. C’è bisogno di fare commenti? E’ necessario dire quale fine si dovrebbe far fare a simili politicanti e ai giornalisti e semicolti che appoggiano questo governo? D’altra parte non vedo alcuna reale opposizione capace di bonificare questo paese da tutti questi autentici escrementi.

QUESTA CLASSE POLITICA CI ROVINERA’ PER SECOLI

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I media nazionali sono di una stupidità oltre ogni limite. Sono davvero stufo di sentire che Salvini sia andato incontro a suicidio avviando la crisi di governo. Semmai, il capo della Lega non è stato in grado di gestire una difficile situazione ma l’accerchiamento a cui era sottoposto richiedeva doti alla Sun Tzu per mutare in vantaggio uno svantaggio. Salvini, in ogni caso, non essendo né un generale cinese né un leggendario cavaliere del XII secolo e prediligendo i piatti da DJ agli scudi da guerriero, si è comportato secondo i suoi mezzi (e limiti) ed ha fatto l’unica cosa in suo potere, far saltare l’alleanza col M5S, prima di restare invischiato in un complottone molto più invalidante.

Il Premier Conte è un uomo di Mattarella, come lo sono Tria e Moavero. Oggi possiamo affermarlo senza tema di smentita, tanto più che il suo successore BisConte parla ormai come un vero sinistro istituzionale. Il PresdelRep, subito dopo le elezioni del 2018, e considerate le difficoltà delle organizzazioni più votate ad accordarsi, usò la provocazione Cottarelli, palesemente organico al solito establishment, esclusivamente per fare accettare ai gialloverdi un altro individuo, da lui selezionato, appartenente ugualmente alla élite ma più camaleontico. Questa soluzione proposta in seconda battuta dal capo di Stato era in verità una “prima scelta”. Su questo non si devono nutrire dubbi e sono arciconvinto che il nome dell’Avvocato foggiano sia stato passato ai grillini dal Quirinale.
Il compito dei trio all’interno dell’esecutivo è sempre stato di disturbo e di impedimento, soprattutto alle politiche del partito sedicente sovranista. Come riporta La Verità, infatti, alla base di tutto vi sarebbe ”la lettera inviata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Ministro dell’economia Giovanni Tria lo scorso 2 luglio ai vertici della Commissione Ue, nella quale si certificava la resa incondizionata del governo italiano ai diktat europei e l’impossibilità di introdurre la Flat Tax”.
Il Carroccio non avrebbe mai potuto calarsi le braghe sino a tal punto e non avendo altri strumenti a disposizione ha tentato di scompaginare i giochi prima di farsi intestare un siffatto tradimento dei suoi indirizzi e programmi. Così stanno le cose e chi non ha capito almeno il quadro generale in cui deve essere intesa questa crisi o fa parte della macchinazione, e dunque finge, oppure è di una idiozia sconcertante.
Qualcosa di poco chiaro vi è comunque nello sviluppo degli eventi ma riguarda l’atteggiamento del Presidente americano Trump, al quale non va affatto bene il ritorno dei ”morti viventi” appoggiati dall’Ue. Secondo quanto riferisce Bannon in una intervista a La Verità: “Il presidente Trump non avrebbe mai dato il suo endorsement a questo governo se avesse saputo che tipo di governo era. Un governo che non condivide le politiche trumpiane, un governo contro il patrimonio, pro Cina e pro immigrazione incontrollata. Non ero presente al G-7 ma non credo che Conte abbia spiegato a Trump cosa stesse accadendo in Italia. È impensabile che lo stesso leader – nella fattispecie Conte – rappresenti contemporaneamente due fazioni politiche contrapposte. Quello che poi mi sorprende è che il presidente Trump, deriso e anche pubblicamente dileggiato dai leader della sinistra e del Pd, adesso diventi improvvisamente emblema di credibilità e autorevolezza legittimando il governo italiano”.

Ma qui Bannon è fin troppo banale quando avanza il sospetto che Trump semplicemente non avesse capito la doppiezza di Conte. Piuttosto, potremmo sospettare che considerata la scarsa capacità dei sovranisti salviniani di essere pienamente assertivi nelle loro scelte antieuropeistiche, l’amministrazione statunitense abbia considerato più ”producente”, dal suo punto di vista, un ribaltone che facesse riemergere dalla cloaca il marciume filoeuropeistico, cosicché gli eventi possano raggiungere sul serio un punto di non ritorno. Tanto è vero che se una nuova e più pesante tempesta economica è effettivamente all’orizzonte, lo cosca autoctona dei “brussellesi” sarà inequivocabilmente intesa dal popolo come un tutt’uno col disastro. E’ una interpretazione ma sicuramente ce ne saranno altre maggiormente ficcanti e precise. Cosa dobbiamo aspettarci ora? Lo dice chiaramente Bannon: “Dal punto di vista politico, questo ipotetico governo Pd-5 stelle, il governo giallo rosso come dite voi, sarà benedetto dall’ Europa e sarà il governo dei porti aperti. Aperti come le borse della Banca centrale europea…
Ricominceranno gli sbarchi incondizionati e ingiustificati sulle vostre coste contro la volontà degli italiani ma con il consenso dell’ Europa. Prevedo anche che l’ Europa farà di tutto perché questo nuovo governo rimanga in piedi, per garantire quell’ Italia che fa tanto comodo all’ Europa”.
Lo aveva però già affermato anche Gianfranco La Grassa in un recente video. L’Europa ci “foraggerà” per qualche tempo, coprirà le nostre difficoltà, non ci imporrà l’aumento dell’Iva, decanterà il virtuosismo politico-economico della coalizione giallo-rosé fino a…fino alla prossima debacle finanziario-economica che si annuncia peggiore del 2008. A quel punto per il nostro Paese arriveranno i giorni dell’abbandono e della disperazione. Tutto questo perché mentre avremmo dovuto attrezzarci per superare i nostri problemi con politiche avanzate e autonome abbiamo consentito ad una classe politica di traditori di svenderci i gioielli nazionali e anche il futuro.

L’Umanesimo di Giuseppi è un imbroglio.

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Giuseppi, incaricato dal PresdelRep di trovare una nuova maggioranza in parlamento, ha evocato la formula di un “nuovo umanesimo” come orizzonte ideale per un intero Paese. Significa che vuol portare il Paese al fallimento, al disastro totale. Posso tollerare tante cose ma non l’umanesimo istituzionale. L’umanista teorico è sempre un antiumanista pratico, un cialtrone che nasconde dietro formule vacue il proprio “incapacismo”, o, ancor peggio, delle cattive intenzioni. Giuseppi è un malintenzionato che disprezza lo Stato, altrimenti mai avrebbe accettato di far da garante al pactum sceleris tra partiti che non hanno il consenso degli elettori e sono minoranza di fatto nella nazione. Chi invoca l’umanesimo, occupando ruoli e svolgendo funzioni che richiedono scienza e conoscenza, è generalmente un impostore. Il bravo politico è quello capace, diceva Croce, non quello dispensante bontà e amore. L’umanesimo non è una categoria politica. Anzi se questo falso ideale viene trasferito in politica (che è strategia) degrada repentinamente nel suo opposto.

Altrove, La Grassa ha scritto: Essere antiumanisti scientifici significa meglio prepararsi ad essere fortemente umanisti sul piano politico e sociale; significa precostituirsi degli strumenti di ricognizione del terreno della lotta – strumenti che sono teorie basate su ipotesi rivedibili – onde sconfiggere l’immoralità dei dominanti (non di questo o quel membro della loro classe) e rovesciare intanto le condizioni di quel determinato assetto sociale che consente quella data forma di dominio.

Questi invece arrivano già innamorati non del prossimo ma di loro stessi e delle loro consorterie, non intendono lottare contro i dominanti ma servire il vecchio establishment depravato dalla sua decadenza. Il loro vessillo è appunto la pochette, non la bandiera nazionale.
Esseri umani umanisti è pura tautologia, solo ad un extraterrestre sarebbe dato essere umanista laddove egli sposasse la nostra causa in un conflitto interplanetario con altre razze diverse dalla nostra. Gli esseri umani possono essere animalisti semmai, discendere (o innalzarsi, fate vobis) al livello delle bestie in determinate occasioni. Occorre rifiutare qualsiasi umanesimo di governo che cela in realtà, immancabilmente, un inganno ai danni dei più deboli e più vessati del popolo. Del resto, si chiama pure Conte mica Esposito o Proietti. Sicuramente i sovranisti hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione ma con Sua Altezza e i suoi sodali stiamo cadendo ancora più in basso.

Auspichiamo sanzioni all’Italia da parte Ue di GLG

gianfranco

So che mi si potrebbe obiettare che sono per il “tanto peggio tanto meglio”. Tuttavia, sarei contento se la UE comminasse le sanzioni minacciate all’Italia senza sconti. Credo che si arriverà a qualche compromesso, ma mi piacerebbe che ciò non accadesse. Si metterebbe in piena luce che cos’è questa UE, che lascia passare il deficit francese ormai ben più alto (e oltre il “mitico” 3%), condannando invece l’Italia malgrado le sue “convulsioni” (a mio avviso meschine) per andare perfino sotto il 2,4%. I “traditori” del paese (politicanti, giornalisti, imprenditori inetti) già mettono le mani avanti a favore della UE: la Francia ha un debito pubblico inferiore e lo spread basso. Lo schifo che fanno è indescrivibile. La Francia è circa al 100% con il suo debito in rapporto al Pil (e non parliamo di altri paesi come USA e poi Giappone, Cina, ecc.), che non è poi così incommensurabilmente inferiore al nostro.
Inoltre il risparmio dei nostri connazionali è enormemente più alto di quello francese (e anche di quello tedesco e di altri paesi UE). Allora i “vermi” già citati affermano; ma quello è un fatto privato, il debito di cui si parla è quello dello Stato. Schifosi ancor di più. Continuano a trattare lo Stato come un “padre di famiglia”, che deve comportarsi secondo l’atteggiamento parsimonioso di un singolo individuo che deve pensare ai suoi pargoli. E viene subito in testa la “Favola delle api” di Mandeville (citata spesso da Keynes in occasione della “grande crisi”), in cui la “virtù privata” (qual è appunto il risparmio del “padre di famiglia”) si ribalta in “vizio pubblico”, qual è la mancanza di adeguata spesa statale per rilanciare la domanda complessiva (consumi + investimenti) tentando di risollevare il sistema economico in crisi “d’asfissia”.
E comunque, brutti scalzacani – sia politicanti di PD e F.I., sia i giornalisti di Repubblica, Corriere, Stampa, Messaggero, Foglio e similari, sia gli imprenditori privati di una Confindustria da sciogliere con calci in culo – siate coerenti: lo Stato deve ridicolmente comportarsi come fosse un singolo individuo con le sue virtù parsimoniose? E allora a fronte del suo debito va messo l’enorme risparmio dei cittadini italiani. Altrimenti, se lo trattate come “soggetto” che deve pensare ai problemi generali di una data collettività abitante una certa area territoriale su cui esiste la sua autorità, allora tale “soggetto” deve agire proprio in contrasto con l’atteggiamento del singolo risparmiatore per pensare invece a risollevare la domanda complessiva rivolta ai prodotti di quel sistema in crisi.
Il vero problema – che ho sentito sollevare in TV solo da due personaggi di cui non credo di condividere in generale le convinzioni: la Maglie e Mario Giordano – è politico e basta. Il vecchio establishment europeo e italiano è alla frutta (come quello Usa obamian-clintoniano) e vuole distruggere il suo antagonista, che non ha convinzioni politiche e ideologiche antagoniste, non ha una vera politica contrapposta a quella “atlantica” di subordinazione di un intero complesso di Stati agli Stati Uniti. Semplicemente avverte che è avvenuta e si sta accentuando la rottura sociale tra quelli dei “quartieri alti”, seguiti dai benestanti, e una massa di ex ceto medio in via di abbassamento vertiginoso del suo tenore di vita e quindi prossimo ai ceti detti popolari, pur essi in affanno. E allora si è schierato con questi ceti sociali in perdita di benessere e tenta di tenerli sotto controllo per impedire che avvengano rotture ancora più gravi, di tipo prossimo a quello rivoluzionario. Ecco perché spero in gravi errori di “opportunità politica” da parte della UE; e uno di tali errori sarebbe comminare la procedura d’infrazione all’Italia mentre la si risparmia alla Francia. Gli insetti nocivi da disinfestare è bene che appaiano sempre più in piena luce. I popoli in crisi dovranno, almeno in tempi medi, prendere coscienza che è necessario “acquistare” l’insetticida.

La caduta dei radical chic di A. Terrenzio

immigrazione

 

La sinistra perde anche l’ultimo feudo. In Toscana 10 comuni passano al centro-destra ed ormai tra le file del Partito democratico è caos.

La sinistra è al capolinea e si avvia ella definitiva estinzione.

Le polemiche violente che negli ultimi giorni sono state mosse da Roberto Saviano, il guru dell’antimafia approdato alla difesa delle Ong, non sono servite a scalfire il prestigio e la cavalcata della Lega.

Attacchi offensivi ed isterici hanno caratterizzato un po’ tutti gli elementi del main stream progressista.

Da Mentana, che commentando il censimento nei campi Rom, allarmava sul pericolo di un vago ritorno ai “rastrellamenti nazisti”, alla proposta demenziale di Orfini del PD, di schedare i fascisti.

Il solito mantra ossessivo, da caso psichiatrico, ha caratterizzato tutta la stampa e nazionale con le accuse rivolte al MdI di “inumanita’”, “xenofobia”, “fascismo”, per le politiche di freno ai traffici sui migranti e la chiusura dei porti voluta ed attuata da Matteo Salvini.

Un’orgia di stupidità collettiva di una sinistra che non fa altro che gridare al fascismo e al razzismo, pur di squalificare ogni minima azione di governo che sia orientata a riportare ordine sulla Penisola, invasa da centinaia di migliaia di disperati.

Moltissimo è stato scritto sulle ragioni del declino inesorabile della Sinistra italiana in tutte le sue gradazioni.

La lontananza dal mondo reale, l’abbraccio incondizionato e dogmatico al multiculturalismo, l’accettazione acritica delle leggi del libero mercato, hanno inesorabilmente scavato la fossa all’area politica peggiore vista negli ultimi decenni.

Convinzione di essere dalla parte giusta, sempre e comunque, incapacità di vedere come il tessuto socio-economico dell’Italia stesse cambiando, odio manifesto per ogni istanza popolare, sono le caratteristiche che accomunano i vertici e la base del Partito Democratico.

Hanno dovuto ingoiare la formazione di un governo identitario/populista, e sin da subito hanno iniziato a nicchiare, cercando di gettare  zizzania tra il partito di Di Maio e quello di Salvini.

Nemici di ogni cambiamento, responsabili di decenni di svendita ed umiliazione della sovranità nazionale.

Ora il Pd e la sinistra tutta sono passati dalla disfatta elettorale alla definitiva liquidazione.

E’ già si discute delle possibili cause, delle “divisioni”, dell’assenza di “leadership”. Tutto, meno che una radicale e sincera autocritica sulle ragioni di un fallimento culturale prima che elettorale.

Siamo di fronte ad un cambio di paradigma dove i vecchi concetti di destra e sinistra sono insufficienti a comprendere il cambio socio/politico delle masse. La sinistra fa ancora fatica ad assimilare perché’ grosse fette del suo elettorato si rivolgono ai partiti populisti. La Geografia elettorale parla chiaro, oramai il PD è praticamente condannato all’estinzione ed è troppo tardi per riconquistare un elettorato che ha preferito sostituire con i migranti ed altri marginali.

Giusta punizione per che si è creduto superiore disprezzando i ceti subalterni, ha etichettato qualsiasi proposta di riappropriazione di sovranità come populista, e non ha mai smesso di predicare “umanità’” e “accoglienza” dall’alto delle ville di Capalbio o dalle patetiche “tavolate multietniche”

 

Salvini e la Libia

 

Lasciate cadere le inutili polemiche sui Rom e la scorta a Saviano, il MdI si è recato il Libia per parlare con il Presidente Serraj e le autorità libiche per la creazione di “hot spot” ai confini esterni della paese e non in Italia, come invece vorrebbe Bruxelles. L’intento sarebbe fermare il traffico di vite umane che provengono dall’Africa sub-sahariana, arrestando il problema delle migrazioni illegali verso l’Europa. A tale visita era preceduta quella del premier Conte in sede UE, dove il PdC aveva ribadito la proposta italiana della creazione di “centri di accoglienza” in paesi di transito nel continente africano come Niger e Libia, appunto. Inoltre, ferma la volontà da parte del governo italiano di annullare gli accordi di Dublino e procedere ad una equa ripartizione delle quote di migranti tra i paesi dell’UE.

La politica estera italiana è radicalmente mutata con l’esecutivo giallo-verde e Roma ha sicuramente recuperato una posizione autorevole rispetto ai governi di marca PD.

La Francia di Macron è il principale nemico dell’Italia in sede europea. L’ipocrita leader di “En marche” ha definito “vomitevoli” le politiche di blocco dei flussi da parte del Governo Italiano e come “lebbra” il vento populista, con chiaro riferimento all’Italia. Immediata la risposta del nostro MdI che ha definito Macron più cattivo di Orban, nella ripartizioni delle quote migranti.

Ma la Libia, oltre ad essere cruciale per la questione dei flussi migratori, è anche al centro della disputa energetica tra Italia e Francia.

Ricordiamo che Macron approfittò dei giorni di vuoto governativo per recarsi a Tripoli e stabilire accordi con le varie fazioni libiche, per la “ricostruzione” del territorio.
I “cugini” sono decisi a cacciarci definitivamente dalla nostra ex colonia per mettere le mani sul petrolio libico ed estromettere l’ENI. Matteo Salvini ne è ben consapevole e ha già fissato un incontro per il prossimo Settembre, per discutere col governo libico di tali questioni e tutelare i nostri interessi petroliferi e commerciali.

Non solo la Cirenaica è al centro del nostro attrito coi francesi ma anche il Niger e la Tunisia, paesi di transito e formazione di gruppi jihadisti e fondamentali per la nostra sicurezza. In Nord Africa, la Francia ci è palesemente ostile e gioca sporco dal 2011.

Altro paese importantissimo per i nostri interessi nel Mediterraneo è l’Egitto di Al-Sisi, con il quale i nostri rapporti diplomatici sono entrati in crisi per il “caso Regeni”, anch’esso pedina di un progetto che mira ad estromettere l’ENI, dopo la scoperta del più grande giacimento petrolifero del Mediterraneo (lo Zohr), nei fondali adiacenti le coste egiziane.

Intanto giunge la notizia da parte di Matteo Salvini, sempre più protagonista di questo Governo a trazione leghista, di essere intenzionato a voler rimuovere le sanzioni alla Russia. Parole che non sono state precedute dai fatti, dato che anche l’Italia si è accodata all’UE nel loro rinnovo.

Sulla domanda in tema di veto in Consiglio UE, il leader del Carroccio ha opportunamente  passato la palla a Conte.
Le sanzioni alla Russia saranno il banco di prova per capire se l’attuale esecutivo M5S-Lega fa davvero sul serio.

Spaesamento totale

SudItaliabordello

 

Ormai è difficile raccapezzarsi. Cottarelli potrebbe rinunciare, ma aspettiamo domani. È uscito dal Quirinale senza dare la lista dei ministri a Mattarella. Una balla perché semmai sarebbe stato il contrario. Il presdelrep la lista l’aveva già passata anzitempo al suo “tecnico” che ha ora stoppato perché preoccupato dal clima ostile. Il Pd che chiede elezioni anticipate con Lega e 5S. Si conferma che l’iniziativa di Mattarella è andata oltre le prerogative costituzionali (ma è l’aria che tira ad incidere sul valore delle norme), perché si tratta certamente di un suo passo indietro (timore per un impeachment?) Ciò spiegherebbe l’adesione del Pd alle elezioni anticipate. Un commissario europeo ha soffiato sul fuoco dichiarando che gli italiani devono imparare a votare. Ciò ha alzato il livello di rabbia popolare già straboccante contro questa Europa lontana dai bisogni generali. Qualora si votasse a Luglio Lega e 5S dovrebbero presentarsi insieme per sbancare. Sarebbe finalmente la fine del vecchio mondo. Senza credere comunque nei riti elettorali, laddove si concretizzasse l’ipotesi, votare questa volta assumerebbe un senso, non per la democrazia ma per accelerare il trapasso. Resta il dubbio che l’establishment abbia deciso di suicidarsi così. Si inventano un Macron in pochi mesi o travestono qualcuno già sulla piazza?

Salvini resterà con Berlusconi sperando di scalare ampiamente il cdx e accorciare sui 5S o, appunto, stringerà con quest’ultimi?

I 5S usciranno indeboliti a causa delle indecisioni di Di Maio che ha provato a dialogare prima col Pd e poi con la Lega?

Ormai grande è la confusione sotto il cielo e non è detto che la situazione sia favorevole.

Urgono vere avanguardie di GLG

gianfranco

E’ ancora presto, siamo appena all’inizio della giornata (e della settimana). Si può essere sicuri però che i “mercati” (e lo spread) daranno segnali positivi. Ormai non si finge più nemmeno per un’ora. Le entità economiche sono al puro servizio di poteri che stanno totalmente al di fuori di ogni controllo della povera popolazione, che ancora crede di determinare le situazioni politiche con la presa in giro del “voto democratico”. Intanto, le forze politiche esistenti (che ormai di veramente politico hanno ben poco) giocano le loro partite intorcolate delle quali non si capisce gran che, salvo che nessuno dice che cosa ha veramente in testa. E tutti manifestano l’intenzione di cambiare la legge elettorale in senso maggioritario in modo da arrivare a situazioni di tipo francese, dove Macron, con il favore (del tutto incosciente su che cosa si stava scegliendo) di un quarto dell’elettorato, si è preso la maggioranza in ogni dove di istituzioni ormai marce, di una indecenza unica.
La vera soluzione (cui non do alcuna definizione; democratica, dittatoriale, una definizione più ingannevole dell’altra) sarà nella formazione di gruppi fortemente determinati a compiere quello che ormai urge, e non da oggi: spazzare via il fango che si è ormai incrostato su tutte le forze che da settant’anni, in Europa, sono asservite a qualcuno di “altra provenienza”. Non si deve assolutamente “uscire dalla legalità”, cioè dall’ordine costituito sia pure da quelli che sono ormai un vero “ancien régime” in aperta marcescenza. Si deve chiarire sempre più il gioco sporco di quelli che lo difendono ancora a denti stretti, ma anche di quelli che lo vorrebbero sostituire, non certo per aprire finalmente una nuova epoca. Del resto, e la storia ce l’insegna, ci sono fasi storiche transitorie, purtroppo non brevi, in cui non è del tutto evidente che cosa di nuovo è realmente in formazione.
E’ però necessario mantenere la testa fredda e cercare di cogliere i caratteri delle diverse tappe di questa “transizione storica”. Vedrete quale confusione si andrà viepiù creando; si renderà sempre più complicata, e spesso errata, l’analisi delle situazioni. Non si tratta di vedere sempre giusto, ma di saper individuare gli errori in modo rapido. E purtroppo, si dovrà ricorrere al parlato (quindi anche ai video), perché scrivere esige un tempo enormemente più lungo ed estremamente faticoso. Infatti, rinvio la continuazione di questo discorso a nuove “incursioni parlate”. La “ghigliottina”, per i fottuti che ci stanno togliendo “la vita”, non è vicinissima. Tuttavia, la strada è segnata, l’infezione in accelerata diffusione esigerà anticorpi adatti. Adesso, però, lo ripeto: legalità e lavoro (urgente) per affrontare meglio la “transizione”. Poi, quando sarà il momento, nessuna pietà: non più carri, ma autocarri, grandi Tir, con decine di migliaia di ceste piene delle teste tagliate dei farabutti della politica servile, del giornalismo e “intellettualità”; individui corrotti fino al midollo (impressionante in questi giorni vederli sbavare in TV e sui giornali).
E poi il regolamento di conti con gli immondi nostri “cotonieri”. Non però per ricominciare con l’errore “reazionario”; nel senso non pessimo del termine, solo un rifugiarsi in “tempi antiqui”, quelli della solita piccola imprenditoria, dei volenterosi che da soli (o con il lavoro dei famigliari e poco più) si danno senz’altro da fare. Così si perisce, si fanno ancora vincere coloro che si dovranno infine “ghigliottinare”. Abbiamo bisogno di potenza, di settori strategici di avanzata tecnologia, ma destinata anche alle armi. E non ripetendo vecchi “motivetti” del tipo del “mare nostrum”, di “Roma caput mundi” e fregnacce varie. Alleanze con gruppi analoghi in altri paesi. Colloqui fitti e proficui. E già oggi spostamento di “vicinanze” (politiche) con paesi in crescita nell’attuale multipolarismo avanzante. Ripeto che diventa fondamentale il rapporto (NON DI NUOVO ASSERVIMENTO) con la Russia. E credo si debba gettare un occhio anche verso sud; ad es. l’Iran. Forse Turchia (ma molte perplessità). In ogni caso, nuove “visioni” e “aperture” in opposizione ai farabutti e delinquenti dell’“ancien régime”. Per il momento, lo ripeto, assoluta legalità e niente colpi di testa. Poi, arriverà infine la fase in cui si penserà alle loro, di teste, in “modo nuovo”.

E’ CADUTA LA MASCHERA DI PURI SERVI E VENDUTI! di GLG

gianfranco

La vergogna e infamia di questi politicanti e di questi giornalisti e intellettuali in svendita ha finalmente raggiunto vertici impensati. La maschera è caduta di brutto. Debbo apprezzare, negli ultimi giorni, quasi solo un Belpietro, giornalista di “destra” (diverso però da quelli berlusconiani, puri fantocci pieni di m….). Non parliamo degli sporcaccioni di “sinistra” (e “antifascisti”, tipo Repubblica, Corriere, ecc.), una cloaca a cielo aperto. Da quando sembrava esserci la prospettiva di governo, vomitano continuamente gli art. 92 e 95 della Costituzione (nessuno disse nulla quando venne rieletto un presdelarep contro ogni norma costituzionale); e vogliono farci passare questa Repubblica da operetta come fosse presidenziale sul tipo di quella Usa e diFrancia.

Il vero fatto è che, come già detto nei giorni scorsi, noi non siamo una Repubblica, bensì una regione (e nemmeno a statuto speciale) della Ue, i cui poteri centrali ci stanno riducendo ad area da sfruttare per cercare di mettere a posto la situazione in Germania e Francia. Invece di chiudere l’Ilva (una acciaieria fra le maggiori), bisognava non farla cadere nelle mani di un’impresa straniera. Egualmente, la CDP, con soldi pubblici, invece di tentare il ri-controllo della Telecom, ha semplicemente favorito un fondo americano, puramente interessato ai giochi sui pacchetti azionari, contro unaltra straniera, la Vivendi. Non siamo certo come il Texas, l’Arkansas, la California e via dicendo nell’ambito degli Stati Uniti d’America. Lo ripeto: siamo una regione ormai devastata da poteri “altri”.

Si pretenda Savona all’economia e qualche altro vero sovranista agli Esteri. Agli Interni qualcuno che la smetta di insistere solo sull’immigrazione. Non è il problema centrale; l’eccesso di arrivati certo non “integrabili” in pochi anni; e accolti con guadagni abietti da vermi ipocriti che fingono la “carità cristiana” è effetto della vera causa: il predominio degli Usa con i loro sicari nella UE, che hanno messo a soqquadro intere aree dell’Africa e del Medioriente.

Non si combina niente con due movimenti come quelli messi in gioco per fare un governo; e con uno dei due che non si capisce che gioco fa, facendosi insultare dai “nanetti berlusconiani” e da “patrioti” che mostrano la giustezza della famosa frase di Samuel Johnson (pronunciata nel 1775; buona come “predizione”) sull’ “ultimo rifugio delle canaglie”. In effetti, questo è il problema:troppe canaglie in questo paese. Occorrono strumenti adeguati a sfoltirne il numero. Ma prima di tutto occorrerebbe una popolazione meno frastornata, che “invocasse” l’arrivo di veri “giustizieri”. Se ci si preparasse all’arrivo, può essere che qualcuno si incoraggi.

 

Sempre più schifo di GLG

gianfranco

Avevo ragione ad usare sempre un se (tra parentesi magari) quando accennavo al nuovo governo. Mai visto nulla di più scatenato contro “i due”. Schifosi in particolare gli “alleati”: sfrenati i forzaitalidioti e i “fradici d’Italia” con affermazioni di idiozia e malafede oltre ogni limite. Il Pd non desta sorpresa. I mezzi di informazione e i loro rappresentanti votati ad un disprezzo, ostilità, disgusto mai visti finora. Perfino TGcom24, che qualche volta avevo apprezzato (in specie in politica estera per la verità) ha tirato fuori dei giornalisti e commentatori mai visti prima, di una faziosità incredibile. Credo che i “5 stelle” siano stati bellamente “incartati”. Se lo meritano, sia chiaro, per il loro opportunismo atlantico e quant’altro. Chissà se Di Battista non sia stato un po’ defilato per vedere come andavano le cose. Mi sembra evidente che, se Salvini e i suoi continuano ad essere morbidi verso “alleati” ultraoffensivi, vuol dire che c’è qualche piano in gestazione. Difficile capire fino in fondo qual è. Comunque, Mattarella ha sempre agito ben sapendo cosa andava maturando e sempre in contatto con ambienti europei. Adesso i casi sono due: se si farà un governo, sarà destinato ad ingripparsi in un tempo relativamente rapido. Oppure il governo potrebbe non farsi, i 5 stelle prenderebbero una bella legnata (i sondaggi e anche la Val d’Aosta hanno detto quanto stanno pagando) mentre la Lega, rinforzatasi, tornerebbe all’ovile e si metterebbe di nuovo d’accordo con gli altri due. O per tornare al voto (in autunno) o per farsi dare il nuovo incarico di fare il governo, che si presenterà in minoranza ma con la certezza di recuperare vari voltagabbana. Tuttavia, è facile che un aiutino arrivi anche dai renziani (la stragrande maggioranza dei parlamentari piddini; basta dare ordine a qualche decina di loro di votare per reggere il governo, naturalmente per mettere in moto nuovi processi di “inciucio”). Ovviamente, tutte le soluzioni sono abbastanza complicate nell’attuazione e produrranno varie ripercussioni. Si può stare comuque certi che si sta lavorando per la peggior sorte possibile del nostro paese in termini di subordinazione allo straniero. E chi più parla d’Italia sarà il peggiore dei nostri affossatori.

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