Auspichiamo sanzioni all’Italia da parte Ue di GLG

gianfranco

So che mi si potrebbe obiettare che sono per il “tanto peggio tanto meglio”. Tuttavia, sarei contento se la UE comminasse le sanzioni minacciate all’Italia senza sconti. Credo che si arriverà a qualche compromesso, ma mi piacerebbe che ciò non accadesse. Si metterebbe in piena luce che cos’è questa UE, che lascia passare il deficit francese ormai ben più alto (e oltre il “mitico” 3%), condannando invece l’Italia malgrado le sue “convulsioni” (a mio avviso meschine) per andare perfino sotto il 2,4%. I “traditori” del paese (politicanti, giornalisti, imprenditori inetti) già mettono le mani avanti a favore della UE: la Francia ha un debito pubblico inferiore e lo spread basso. Lo schifo che fanno è indescrivibile. La Francia è circa al 100% con il suo debito in rapporto al Pil (e non parliamo di altri paesi come USA e poi Giappone, Cina, ecc.), che non è poi così incommensurabilmente inferiore al nostro.
Inoltre il risparmio dei nostri connazionali è enormemente più alto di quello francese (e anche di quello tedesco e di altri paesi UE). Allora i “vermi” già citati affermano; ma quello è un fatto privato, il debito di cui si parla è quello dello Stato. Schifosi ancor di più. Continuano a trattare lo Stato come un “padre di famiglia”, che deve comportarsi secondo l’atteggiamento parsimonioso di un singolo individuo che deve pensare ai suoi pargoli. E viene subito in testa la “Favola delle api” di Mandeville (citata spesso da Keynes in occasione della “grande crisi”), in cui la “virtù privata” (qual è appunto il risparmio del “padre di famiglia”) si ribalta in “vizio pubblico”, qual è la mancanza di adeguata spesa statale per rilanciare la domanda complessiva (consumi + investimenti) tentando di risollevare il sistema economico in crisi “d’asfissia”.
E comunque, brutti scalzacani – sia politicanti di PD e F.I., sia i giornalisti di Repubblica, Corriere, Stampa, Messaggero, Foglio e similari, sia gli imprenditori privati di una Confindustria da sciogliere con calci in culo – siate coerenti: lo Stato deve ridicolmente comportarsi come fosse un singolo individuo con le sue virtù parsimoniose? E allora a fronte del suo debito va messo l’enorme risparmio dei cittadini italiani. Altrimenti, se lo trattate come “soggetto” che deve pensare ai problemi generali di una data collettività abitante una certa area territoriale su cui esiste la sua autorità, allora tale “soggetto” deve agire proprio in contrasto con l’atteggiamento del singolo risparmiatore per pensare invece a risollevare la domanda complessiva rivolta ai prodotti di quel sistema in crisi.
Il vero problema – che ho sentito sollevare in TV solo da due personaggi di cui non credo di condividere in generale le convinzioni: la Maglie e Mario Giordano – è politico e basta. Il vecchio establishment europeo e italiano è alla frutta (come quello Usa obamian-clintoniano) e vuole distruggere il suo antagonista, che non ha convinzioni politiche e ideologiche antagoniste, non ha una vera politica contrapposta a quella “atlantica” di subordinazione di un intero complesso di Stati agli Stati Uniti. Semplicemente avverte che è avvenuta e si sta accentuando la rottura sociale tra quelli dei “quartieri alti”, seguiti dai benestanti, e una massa di ex ceto medio in via di abbassamento vertiginoso del suo tenore di vita e quindi prossimo ai ceti detti popolari, pur essi in affanno. E allora si è schierato con questi ceti sociali in perdita di benessere e tenta di tenerli sotto controllo per impedire che avvengano rotture ancora più gravi, di tipo prossimo a quello rivoluzionario. Ecco perché spero in gravi errori di “opportunità politica” da parte della UE; e uno di tali errori sarebbe comminare la procedura d’infrazione all’Italia mentre la si risparmia alla Francia. Gli insetti nocivi da disinfestare è bene che appaiano sempre più in piena luce. I popoli in crisi dovranno, almeno in tempi medi, prendere coscienza che è necessario “acquistare” l’insetticida.

La caduta dei radical chic di A. Terrenzio

immigrazione

 

La sinistra perde anche l’ultimo feudo. In Toscana 10 comuni passano al centro-destra ed ormai tra le file del Partito democratico è caos.

La sinistra è al capolinea e si avvia ella definitiva estinzione.

Le polemiche violente che negli ultimi giorni sono state mosse da Roberto Saviano, il guru dell’antimafia approdato alla difesa delle Ong, non sono servite a scalfire il prestigio e la cavalcata della Lega.

Attacchi offensivi ed isterici hanno caratterizzato un po’ tutti gli elementi del main stream progressista.

Da Mentana, che commentando il censimento nei campi Rom, allarmava sul pericolo di un vago ritorno ai “rastrellamenti nazisti”, alla proposta demenziale di Orfini del PD, di schedare i fascisti.

Il solito mantra ossessivo, da caso psichiatrico, ha caratterizzato tutta la stampa e nazionale con le accuse rivolte al MdI di “inumanita’”, “xenofobia”, “fascismo”, per le politiche di freno ai traffici sui migranti e la chiusura dei porti voluta ed attuata da Matteo Salvini.

Un’orgia di stupidità collettiva di una sinistra che non fa altro che gridare al fascismo e al razzismo, pur di squalificare ogni minima azione di governo che sia orientata a riportare ordine sulla Penisola, invasa da centinaia di migliaia di disperati.

Moltissimo è stato scritto sulle ragioni del declino inesorabile della Sinistra italiana in tutte le sue gradazioni.

La lontananza dal mondo reale, l’abbraccio incondizionato e dogmatico al multiculturalismo, l’accettazione acritica delle leggi del libero mercato, hanno inesorabilmente scavato la fossa all’area politica peggiore vista negli ultimi decenni.

Convinzione di essere dalla parte giusta, sempre e comunque, incapacità di vedere come il tessuto socio-economico dell’Italia stesse cambiando, odio manifesto per ogni istanza popolare, sono le caratteristiche che accomunano i vertici e la base del Partito Democratico.

Hanno dovuto ingoiare la formazione di un governo identitario/populista, e sin da subito hanno iniziato a nicchiare, cercando di gettare  zizzania tra il partito di Di Maio e quello di Salvini.

Nemici di ogni cambiamento, responsabili di decenni di svendita ed umiliazione della sovranità nazionale.

Ora il Pd e la sinistra tutta sono passati dalla disfatta elettorale alla definitiva liquidazione.

E’ già si discute delle possibili cause, delle “divisioni”, dell’assenza di “leadership”. Tutto, meno che una radicale e sincera autocritica sulle ragioni di un fallimento culturale prima che elettorale.

Siamo di fronte ad un cambio di paradigma dove i vecchi concetti di destra e sinistra sono insufficienti a comprendere il cambio socio/politico delle masse. La sinistra fa ancora fatica ad assimilare perché’ grosse fette del suo elettorato si rivolgono ai partiti populisti. La Geografia elettorale parla chiaro, oramai il PD è praticamente condannato all’estinzione ed è troppo tardi per riconquistare un elettorato che ha preferito sostituire con i migranti ed altri marginali.

Giusta punizione per che si è creduto superiore disprezzando i ceti subalterni, ha etichettato qualsiasi proposta di riappropriazione di sovranità come populista, e non ha mai smesso di predicare “umanità’” e “accoglienza” dall’alto delle ville di Capalbio o dalle patetiche “tavolate multietniche”

 

Salvini e la Libia

 

Lasciate cadere le inutili polemiche sui Rom e la scorta a Saviano, il MdI si è recato il Libia per parlare con il Presidente Serraj e le autorità libiche per la creazione di “hot spot” ai confini esterni della paese e non in Italia, come invece vorrebbe Bruxelles. L’intento sarebbe fermare il traffico di vite umane che provengono dall’Africa sub-sahariana, arrestando il problema delle migrazioni illegali verso l’Europa. A tale visita era preceduta quella del premier Conte in sede UE, dove il PdC aveva ribadito la proposta italiana della creazione di “centri di accoglienza” in paesi di transito nel continente africano come Niger e Libia, appunto. Inoltre, ferma la volontà da parte del governo italiano di annullare gli accordi di Dublino e procedere ad una equa ripartizione delle quote di migranti tra i paesi dell’UE.

La politica estera italiana è radicalmente mutata con l’esecutivo giallo-verde e Roma ha sicuramente recuperato una posizione autorevole rispetto ai governi di marca PD.

La Francia di Macron è il principale nemico dell’Italia in sede europea. L’ipocrita leader di “En marche” ha definito “vomitevoli” le politiche di blocco dei flussi da parte del Governo Italiano e come “lebbra” il vento populista, con chiaro riferimento all’Italia. Immediata la risposta del nostro MdI che ha definito Macron più cattivo di Orban, nella ripartizioni delle quote migranti.

Ma la Libia, oltre ad essere cruciale per la questione dei flussi migratori, è anche al centro della disputa energetica tra Italia e Francia.

Ricordiamo che Macron approfittò dei giorni di vuoto governativo per recarsi a Tripoli e stabilire accordi con le varie fazioni libiche, per la “ricostruzione” del territorio.
I “cugini” sono decisi a cacciarci definitivamente dalla nostra ex colonia per mettere le mani sul petrolio libico ed estromettere l’ENI. Matteo Salvini ne è ben consapevole e ha già fissato un incontro per il prossimo Settembre, per discutere col governo libico di tali questioni e tutelare i nostri interessi petroliferi e commerciali.

Non solo la Cirenaica è al centro del nostro attrito coi francesi ma anche il Niger e la Tunisia, paesi di transito e formazione di gruppi jihadisti e fondamentali per la nostra sicurezza. In Nord Africa, la Francia ci è palesemente ostile e gioca sporco dal 2011.

Altro paese importantissimo per i nostri interessi nel Mediterraneo è l’Egitto di Al-Sisi, con il quale i nostri rapporti diplomatici sono entrati in crisi per il “caso Regeni”, anch’esso pedina di un progetto che mira ad estromettere l’ENI, dopo la scoperta del più grande giacimento petrolifero del Mediterraneo (lo Zohr), nei fondali adiacenti le coste egiziane.

Intanto giunge la notizia da parte di Matteo Salvini, sempre più protagonista di questo Governo a trazione leghista, di essere intenzionato a voler rimuovere le sanzioni alla Russia. Parole che non sono state precedute dai fatti, dato che anche l’Italia si è accodata all’UE nel loro rinnovo.

Sulla domanda in tema di veto in Consiglio UE, il leader del Carroccio ha opportunamente  passato la palla a Conte.
Le sanzioni alla Russia saranno il banco di prova per capire se l’attuale esecutivo M5S-Lega fa davvero sul serio.

Spaesamento totale

SudItaliabordello

 

Ormai è difficile raccapezzarsi. Cottarelli potrebbe rinunciare, ma aspettiamo domani. È uscito dal Quirinale senza dare la lista dei ministri a Mattarella. Una balla perché semmai sarebbe stato il contrario. Il presdelrep la lista l’aveva già passata anzitempo al suo “tecnico” che ha ora stoppato perché preoccupato dal clima ostile. Il Pd che chiede elezioni anticipate con Lega e 5S. Si conferma che l’iniziativa di Mattarella è andata oltre le prerogative costituzionali (ma è l’aria che tira ad incidere sul valore delle norme), perché si tratta certamente di un suo passo indietro (timore per un impeachment?) Ciò spiegherebbe l’adesione del Pd alle elezioni anticipate. Un commissario europeo ha soffiato sul fuoco dichiarando che gli italiani devono imparare a votare. Ciò ha alzato il livello di rabbia popolare già straboccante contro questa Europa lontana dai bisogni generali. Qualora si votasse a Luglio Lega e 5S dovrebbero presentarsi insieme per sbancare. Sarebbe finalmente la fine del vecchio mondo. Senza credere comunque nei riti elettorali, laddove si concretizzasse l’ipotesi, votare questa volta assumerebbe un senso, non per la democrazia ma per accelerare il trapasso. Resta il dubbio che l’establishment abbia deciso di suicidarsi così. Si inventano un Macron in pochi mesi o travestono qualcuno già sulla piazza?

Salvini resterà con Berlusconi sperando di scalare ampiamente il cdx e accorciare sui 5S o, appunto, stringerà con quest’ultimi?

I 5S usciranno indeboliti a causa delle indecisioni di Di Maio che ha provato a dialogare prima col Pd e poi con la Lega?

Ormai grande è la confusione sotto il cielo e non è detto che la situazione sia favorevole.

Urgono vere avanguardie di GLG

gianfranco

E’ ancora presto, siamo appena all’inizio della giornata (e della settimana). Si può essere sicuri però che i “mercati” (e lo spread) daranno segnali positivi. Ormai non si finge più nemmeno per un’ora. Le entità economiche sono al puro servizio di poteri che stanno totalmente al di fuori di ogni controllo della povera popolazione, che ancora crede di determinare le situazioni politiche con la presa in giro del “voto democratico”. Intanto, le forze politiche esistenti (che ormai di veramente politico hanno ben poco) giocano le loro partite intorcolate delle quali non si capisce gran che, salvo che nessuno dice che cosa ha veramente in testa. E tutti manifestano l’intenzione di cambiare la legge elettorale in senso maggioritario in modo da arrivare a situazioni di tipo francese, dove Macron, con il favore (del tutto incosciente su che cosa si stava scegliendo) di un quarto dell’elettorato, si è preso la maggioranza in ogni dove di istituzioni ormai marce, di una indecenza unica.
La vera soluzione (cui non do alcuna definizione; democratica, dittatoriale, una definizione più ingannevole dell’altra) sarà nella formazione di gruppi fortemente determinati a compiere quello che ormai urge, e non da oggi: spazzare via il fango che si è ormai incrostato su tutte le forze che da settant’anni, in Europa, sono asservite a qualcuno di “altra provenienza”. Non si deve assolutamente “uscire dalla legalità”, cioè dall’ordine costituito sia pure da quelli che sono ormai un vero “ancien régime” in aperta marcescenza. Si deve chiarire sempre più il gioco sporco di quelli che lo difendono ancora a denti stretti, ma anche di quelli che lo vorrebbero sostituire, non certo per aprire finalmente una nuova epoca. Del resto, e la storia ce l’insegna, ci sono fasi storiche transitorie, purtroppo non brevi, in cui non è del tutto evidente che cosa di nuovo è realmente in formazione.
E’ però necessario mantenere la testa fredda e cercare di cogliere i caratteri delle diverse tappe di questa “transizione storica”. Vedrete quale confusione si andrà viepiù creando; si renderà sempre più complicata, e spesso errata, l’analisi delle situazioni. Non si tratta di vedere sempre giusto, ma di saper individuare gli errori in modo rapido. E purtroppo, si dovrà ricorrere al parlato (quindi anche ai video), perché scrivere esige un tempo enormemente più lungo ed estremamente faticoso. Infatti, rinvio la continuazione di questo discorso a nuove “incursioni parlate”. La “ghigliottina”, per i fottuti che ci stanno togliendo “la vita”, non è vicinissima. Tuttavia, la strada è segnata, l’infezione in accelerata diffusione esigerà anticorpi adatti. Adesso, però, lo ripeto: legalità e lavoro (urgente) per affrontare meglio la “transizione”. Poi, quando sarà il momento, nessuna pietà: non più carri, ma autocarri, grandi Tir, con decine di migliaia di ceste piene delle teste tagliate dei farabutti della politica servile, del giornalismo e “intellettualità”; individui corrotti fino al midollo (impressionante in questi giorni vederli sbavare in TV e sui giornali).
E poi il regolamento di conti con gli immondi nostri “cotonieri”. Non però per ricominciare con l’errore “reazionario”; nel senso non pessimo del termine, solo un rifugiarsi in “tempi antiqui”, quelli della solita piccola imprenditoria, dei volenterosi che da soli (o con il lavoro dei famigliari e poco più) si danno senz’altro da fare. Così si perisce, si fanno ancora vincere coloro che si dovranno infine “ghigliottinare”. Abbiamo bisogno di potenza, di settori strategici di avanzata tecnologia, ma destinata anche alle armi. E non ripetendo vecchi “motivetti” del tipo del “mare nostrum”, di “Roma caput mundi” e fregnacce varie. Alleanze con gruppi analoghi in altri paesi. Colloqui fitti e proficui. E già oggi spostamento di “vicinanze” (politiche) con paesi in crescita nell’attuale multipolarismo avanzante. Ripeto che diventa fondamentale il rapporto (NON DI NUOVO ASSERVIMENTO) con la Russia. E credo si debba gettare un occhio anche verso sud; ad es. l’Iran. Forse Turchia (ma molte perplessità). In ogni caso, nuove “visioni” e “aperture” in opposizione ai farabutti e delinquenti dell’“ancien régime”. Per il momento, lo ripeto, assoluta legalità e niente colpi di testa. Poi, arriverà infine la fase in cui si penserà alle loro, di teste, in “modo nuovo”.

E’ CADUTA LA MASCHERA DI PURI SERVI E VENDUTI! di GLG

gianfranco

La vergogna e infamia di questi politicanti e di questi giornalisti e intellettuali in svendita ha finalmente raggiunto vertici impensati. La maschera è caduta di brutto. Debbo apprezzare, negli ultimi giorni, quasi solo un Belpietro, giornalista di “destra” (diverso però da quelli berlusconiani, puri fantocci pieni di m….). Non parliamo degli sporcaccioni di “sinistra” (e “antifascisti”, tipo Repubblica, Corriere, ecc.), una cloaca a cielo aperto. Da quando sembrava esserci la prospettiva di governo, vomitano continuamente gli art. 92 e 95 della Costituzione (nessuno disse nulla quando venne rieletto un presdelarep contro ogni norma costituzionale); e vogliono farci passare questa Repubblica da operetta come fosse presidenziale sul tipo di quella Usa e diFrancia.

Il vero fatto è che, come già detto nei giorni scorsi, noi non siamo una Repubblica, bensì una regione (e nemmeno a statuto speciale) della Ue, i cui poteri centrali ci stanno riducendo ad area da sfruttare per cercare di mettere a posto la situazione in Germania e Francia. Invece di chiudere l’Ilva (una acciaieria fra le maggiori), bisognava non farla cadere nelle mani di un’impresa straniera. Egualmente, la CDP, con soldi pubblici, invece di tentare il ri-controllo della Telecom, ha semplicemente favorito un fondo americano, puramente interessato ai giochi sui pacchetti azionari, contro unaltra straniera, la Vivendi. Non siamo certo come il Texas, l’Arkansas, la California e via dicendo nell’ambito degli Stati Uniti d’America. Lo ripeto: siamo una regione ormai devastata da poteri “altri”.

Si pretenda Savona all’economia e qualche altro vero sovranista agli Esteri. Agli Interni qualcuno che la smetta di insistere solo sull’immigrazione. Non è il problema centrale; l’eccesso di arrivati certo non “integrabili” in pochi anni; e accolti con guadagni abietti da vermi ipocriti che fingono la “carità cristiana” è effetto della vera causa: il predominio degli Usa con i loro sicari nella UE, che hanno messo a soqquadro intere aree dell’Africa e del Medioriente.

Non si combina niente con due movimenti come quelli messi in gioco per fare un governo; e con uno dei due che non si capisce che gioco fa, facendosi insultare dai “nanetti berlusconiani” e da “patrioti” che mostrano la giustezza della famosa frase di Samuel Johnson (pronunciata nel 1775; buona come “predizione”) sull’ “ultimo rifugio delle canaglie”. In effetti, questo è il problema:troppe canaglie in questo paese. Occorrono strumenti adeguati a sfoltirne il numero. Ma prima di tutto occorrerebbe una popolazione meno frastornata, che “invocasse” l’arrivo di veri “giustizieri”. Se ci si preparasse all’arrivo, può essere che qualcuno si incoraggi.

 

Sempre più schifo di GLG

gianfranco

Avevo ragione ad usare sempre un se (tra parentesi magari) quando accennavo al nuovo governo. Mai visto nulla di più scatenato contro “i due”. Schifosi in particolare gli “alleati”: sfrenati i forzaitalidioti e i “fradici d’Italia” con affermazioni di idiozia e malafede oltre ogni limite. Il Pd non desta sorpresa. I mezzi di informazione e i loro rappresentanti votati ad un disprezzo, ostilità, disgusto mai visti finora. Perfino TGcom24, che qualche volta avevo apprezzato (in specie in politica estera per la verità) ha tirato fuori dei giornalisti e commentatori mai visti prima, di una faziosità incredibile. Credo che i “5 stelle” siano stati bellamente “incartati”. Se lo meritano, sia chiaro, per il loro opportunismo atlantico e quant’altro. Chissà se Di Battista non sia stato un po’ defilato per vedere come andavano le cose. Mi sembra evidente che, se Salvini e i suoi continuano ad essere morbidi verso “alleati” ultraoffensivi, vuol dire che c’è qualche piano in gestazione. Difficile capire fino in fondo qual è. Comunque, Mattarella ha sempre agito ben sapendo cosa andava maturando e sempre in contatto con ambienti europei. Adesso i casi sono due: se si farà un governo, sarà destinato ad ingripparsi in un tempo relativamente rapido. Oppure il governo potrebbe non farsi, i 5 stelle prenderebbero una bella legnata (i sondaggi e anche la Val d’Aosta hanno detto quanto stanno pagando) mentre la Lega, rinforzatasi, tornerebbe all’ovile e si metterebbe di nuovo d’accordo con gli altri due. O per tornare al voto (in autunno) o per farsi dare il nuovo incarico di fare il governo, che si presenterà in minoranza ma con la certezza di recuperare vari voltagabbana. Tuttavia, è facile che un aiutino arrivi anche dai renziani (la stragrande maggioranza dei parlamentari piddini; basta dare ordine a qualche decina di loro di votare per reggere il governo, naturalmente per mettere in moto nuovi processi di “inciucio”). Ovviamente, tutte le soluzioni sono abbastanza complicate nell’attuazione e produrranno varie ripercussioni. Si può stare comuque certi che si sta lavorando per la peggior sorte possibile del nostro paese in termini di subordinazione allo straniero. E chi più parla d’Italia sarà il peggiore dei nostri affossatori.

Uomini e caporali

cartina_italia

Un’alleanza di rottura, come si preannunciava quella tra Lega e 5Stelle, avrebbe dovuto indicare un Premier forte, non uno sconosciuto dal lungo curriculum professionale. Ora viene pure fuori che il prof. Giuseppe Conte, questo il nome del futuro Primo Ministro (ormai quasi bruciato, ma vedremo) indicato al Quirinale da Salvini e Di Maio, ha “esagerato” con i titoli, inserendo specializzazioni estere non risultanti alle Università interessate che, invece, parlano di eventuali corsi brevi, di cui non resta traccia nei loro archivi. Ma non è questo il punto, gli attacchi sono pretestuosi ma ciò non toglie che sia da dilettanti scoprirsi il fianco in tale maniera. La competenza in politica è la capacità, non la portata di riconoscimenti accademici e lavorativi. Non è un percorso di studi che fa il politico. La politica è strategia nei conflitti. Servono le idee, la personalità, le proposte prorompenti, la voglia di cambiamento estrema e senza compromessi, in una fase in cui non vi è più nulla da salvare del passato, perché è tutto da rifare. Questo è un breve indice delle proprietà occorrenti ad un leader. A chi sarebbe mai venuto in mente di chiedere il curriculum a Mussolini e a Hitler o a Stalin e Mao? Un giornalista, un pittore e due contadini (grandissimi cervelli tutti e quattro, ognuno a modo proprio, che non avevano bisogno dei timbri universitari per veder riconosciute certe qualità). Occorre rompere gli schemi. Basta con queste sciocchezze. Urgono condottieri e non commercialisti o giuristi. La Storia è sensibile solo all’intelligenza e al coraggio, non alle lauree e ai master. Ci vogliono uomini convinti e forse anche qualche “caporale” per salvare l’Italia.

In ogni caso, abbiamo finalmente ben presente tutta la feccia che vuol fermare il cambiamento, anche se blando. F.i., Pd e ora anche Fratelli d’Italia rappresentano un unico fronte reazionario a sostegno dei soliti poteri marci nazionali e internazionali. Questi partiti vogliono che continui il pantano italiano degli anni precedenti e stanno utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione per ripristinare la vecchia merda. Sono loro il vero pericolo, non l’intesa tra populisti che, peraltro, manca della giusta assertività. Se non si spazzano via i traditori nessun nuova prospettiva può stagliarsi all’orizzonte.

PREVISIONE DI MASSIMA, di GLG

gianfranco

A parte che le questioni più rilevanti sono quelle internazionali:dalla temporanea “distensione” sul fronte asiatico (coreano) e all’inasprimento verso l’Iran e, nei fatti, contro la Russia. E poi le drammatiche vicende israelo-palestinesi, che tuttavia meno comportano sul piano dei conflitti inerenti al multipolarismo crescente. Parlando delle miserie italiane, mi permetto una previsione, che certo non si avvererà nei suoi termini precisi, ma temo si rivelerà abbastanza vicina a ciò che accadrà. Dubito assai che nascerà il governo “5 stelle”-Lega e ciò avrà riflessi pesanti soprattutto sul primo partito, che si è fatto menare per il naso – ma certo anche per lincoerenza e opportunismo dei suoi attuali massimi dirigenti – da colui che vedevano come nemico irriducibile (esatto), combattendolo però sul piano (inesatto, balordo) del giustizialismo e moralismo; mentre la vera infamità del “nano” è nell’essersi svenduto nel 2011 a Obama e poi a tutti i poteri europei e italiani (i “cotonieri”) subordinati a UE e Usa. I due “alleati” del traditore hanno mostrato adesso con chiarezza di essere suoi complici; ecco perché hanno sempre accettato le sue vili manovre (ad es. alle comunali di Roma quando costui favorì il piddino Giachetti contro la Meloni). Di Maio, con la sua stupida alternativa dei “due forni”, pur avendo consapevolezza della continuazione del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi, si è fatto fregare e perderà assai probabilmente la segreteria delpartito; se lo terranno ancora, sarà comunque dimezzato e sotto tutela.

Si andrà allora ad elezioni? Non credo, verrà fatto un governo di transizione, votato da una masnada di doppiogiochisti e squallidi personaggi fatti eleggere sia nel centro-dx che tra i pentastellati. I piddini mostreranno sostanzialmente benevolenza verso questo governo poiché sarebbe quello della loro possibile rinascita (almeno parziale). Il governo transitorio cercherà probabilmente di tener duro fino alle europee del prossimo anno, dove diverrà manifesta la crisi dei grillini (se non corrono con energia ai ripari; ma hanno questa energia? Chi possono mettere al posto di Di Maio? Non certo uno che continui la stessa solfa). Anche la Lega si vedrà almeno un po’ ridimensionata e saliranno invece le quotazioni del “vile nano” e del Pd renziano. A quel punto si farà un governo con premier rigorosamente fedele al berlusca (un suo mero scherano) appoggiato dall’intero centro-dx e da una parte(renziana) del Pd in ripresa. Già ben prima della fine dellalegislatura si arriverà alla piena realizzazione del “renzusconi”. Tutto questo, però, prescindendo dalle vicende internazionali, che invece avranno – e lo si spera vivamente – notevoli influssi anche sulle nostre vicende interne.

Tuttavia, mi sembra d’essere in mano a dei manutengoli senza alcuna dignità né minimo spessore politico. Tutta gente che appare più adatta a raccogliere pomodori, frutta, pelare patate, ecc. Purtroppo, prima che questa popolazione si svegli rischia di accadere qualche vicenda poco piacevole. Si potrebbe se nonevitare, almeno attenuarne gli effetti; però prendendo nettamente le distanze dai politicanti attuali, tutti nessuno escluso! Altrimenti…..

 

FREGATURE IN VISTA, di GLG

gianfranco

Qui

il leghista aveva tuonato sempre contro i “raccogliticci”. Adesso, chiamandoli “responsabili”, li accetta. Sempre più si chiariscei chi è Salvini e quali legami “profondi” lo legano al “nano” (guardate che non penso a problemi finanziari o altro del genere). Solo uno sciocco non aveva capito a suo tempo che un Verdini era andato in soccorso del governo Pd per preciso accordo con il “nano”, impossibilitato a ripetere il patto del Nazareno. Adesso si pensa a dei “verdini” all’incontrario. E sappiamo chi saranno. Una pattuglia di renziani in “libera uscita” per assolvere all’“inciucio” fallito per i risultati elettorali, ma sempre in atto segretamente nei continui contatti tra Renzi e il berlusca. Salvini (con Maroni alle spalle) gioca a fare il puro (e che alzerà la voce contro l’Europa), ma in realtà sembra a questo punto pienamente consapevole dello sporco gioco del suo “alleato”, cui allora terrebbe bordone fingendo autonomia. E la Meloni si “crogiola” da Orban, del tutto inviso ai vertici UE e considerato quasi fascista; poi anche lei è d’accordo con il “traditore” che dichiara ogni momento: “sono l’argine al populismo e fedele all’europeismo e ai suoi impegni e programmi”. Bisogna liberarsi di tutti questi autentici falsi, imbroglioni, pericolosi affossatori di ogni speranza di nostra maggiore autonomia. Può darsi che si tenti prima un governo “di scopo” o “tecnico” o qualcosa del genere. In tal caso, sarebbe probabilmente la mossa transitoria per dimostrare che proprio bisogna andare alla parte più velenosa di questo infame gioco. E non è escluso che in un primo tempo i renziani in salvataggio dell’eventuale governo di centro-dx (se nascerà) si astengano. Poi, con complesse (e non visibili) trattative si arriverà a prolungare l’esistenza del governo e verrà pian piano annacquato ogni programma non accettato dalla UE. Non è detto che i giochi non siano ancora più complessi. Tuttavia, credo che si tratterà pur sempre di inganni per gli elettori che credevano di cambiare qualcosa con il voto del 4 marzo. Dubito che si vada a nuove elezioni. Speriamo che i giochi di questi cialtroni falliscano. Comunque siamo in cattive mani. Seguiamo e cerchiamo di capire le fregature in arrivo

PS ore 15 4 maggio. Ho seguito adesso una mezzoretta (anche meno) di TV alla 7 in cui c’era discussione sulla situazione politica con Boccia (minoranza Pd), una serie di giornalisti, Flick (giurista noto), ecc. Fra le altre cose, qualcuno (non rammentochi) ha ben rilevato che adesso – e ha notato che è una novità(almeno in apparenza) – Salvini accetta i “responsabili”, cioè quelli che non fanno parte di alcun accordo (almeno non esplicito). E allora ha appunto citato la possibilità di un governo di centro-dx con la benevola attenzione (voto o almeno astensione) di una parte del Pd (non ha esplicitato quale, ma era evidente). Come vedete, l’avevo detto prima io, ma chi lo sa? L’unica cosa che non viene ricordata è che tale prospettiva è sul tappeto da quando, con il risultato del 4 marzo (Lega avanti a FI), non era più possibile un rapido “inciucio” tra i due peggiori guastatori del nostro paese. Essi si sono però messi subito al lavoro per allungare le cose, rendere vischiosa e irrisolvibile la faccenda in modo da arrivare egualmente allo stesso risultato già stabilito prima del voto. Tuttavia, tale conclusione non è ottenibile senza la complicità aperta e di tradimento (dei propri elettori) di Salvini e Meloni. Per cui o non si arriva a nulla oppure, se si realizza una simile prospettiva, i due “alleati” del “vile nano” mostrano di essere marci e putridi come lui, suoi complici fin dall’inizio della farsa. Altrimenti, rompano e denuncino apertamente le mene di “Renzusconi”.  

 

1 2 3 4