LI AVETE VOTATI? VI HANNO GABBATI.

SudItaliabordello

LI AVETE VOTATI? VI HANNO GABBATI.

La pantomima dei partiti in Italia è ormai acclarata. Tutti contro tutti ed ognuno pronto a piegarsi ad un governo del Presidente, per il bene del Paese, ça va sans dire, che si incammini sulla strada dei precedenti esecutivi. Il pretesto, in mancanza di intese tra le parti, sarà la riforma della legge elettorale. Ma stabilita l’impossibilità di trovare un accordo per modificare il sistema di voto s’individuerà qualche altra urgenza che impedirà di sciogliere le camere e tornare al voto, scippando nuovamente i cittadini dei loro diritti.
Una consonanza sul modello elettorale da adottare è però l’unica questione realmente irrisolvibile della fase politica. I 5 Stelle, primi per consensi, pretenderanno una legge che premi il partito con più preferenze. Il Centro-destra, invece, una favorevole alle coalizioni e non ai movimenti che corrono in solitaria. Il Pd qualsiasi altro sistema che impedisca agli avversari di governare (il rosatellum è stato il frutto avvelenato di questa logica) o, almeno, qualcosa che resusciti una specie di patto del nazareno tra i soliti lazzaroni. Insomma, non arriveranno a nulla ma, nel frattempo, sarà riuscito ad insediarsi un gabinetto di salute pubblica che la salute la toglierà al popolo italiano, come già accaduto negli ultimi anni. Dalle voci che trapelano si sa che Mattarella non ha intenzione di dare l’incarico a Salvini che sarebbe, ovviamente, inadatto allo scopo prefissato. Di Maio idem. “Traghettatori” di F.I. sarebbero invisi a Salvini e Di Maio. Uno del Pd non potrebbe nemmeno affacciarsi alla soglia di Palazzo Chigi senza scatenare una guerra civile.
In queste ore circola l’ipotesi di Giorgetti (n.2 della Lega) sostenuto da centro-destra e Pd. Un Renzusconi mascherato con l’appoggio di Lega e FdI (ma non erano pericolosi populisti e razzisti?). L’obiettivo del Colle è, in ogni caso, quello di identificare qualcuno che duri abbastanza a lungo perché tanto non si farà nessuna legge elettorale. Si vuole soltanto ricominciare a gabbare gli italiani che, in un certo senso, se lo sono meritati perchè hanno creduto di poter svoltare recandosi alle urne, il 4 marzo scorso. Ma è proprio questa finta democrazia che si deve buttare a mare. Come dice giustamente La Grassa: “nel 1953, la DC tentò con il premio di maggioranza, ma che scattava al 50% + 1. Si fece gran can can contro la ‘Legge truffa’ (così è passata alla storia); e non ebbe successo per un pelo (49 e rotti %) con grande festeggiamento dell’opposizione (allora sia Pci che Psi). E una volta fallito l’obiettivo, da molte parti (non solo appartenenti all’opposizione) si ammise che era una legge “antidemocratica”; sempre nel senso della “democrazia” del voto, cioè del sondaggio d’opinione su com’è andata – cioè quale successo ha avuto – la pubblicità di quel “prodotto” (partito) presso i “consumatori” (elettori). Adesso si pensa a premi di maggioranza ben prima del 50% dei voti validi. In Francia, con circa un quarto degli elettori, Macron si è preso una maggioranza assoluta. Qui non so come si potrebbe fare. Se il premio è per il partito, lo prendono i “5 stelle”. Se è per schieramento, lo prende quello di tre sciamannati che non la pensano affatto nello stesso modo sull’Europa, sui rapporti internazionali, sul “populismo” di personaggi alla Orban, ecc. Non sanno come meglio fregare il “poppolo” dichiarato “sovrano”. Tuttavia, anche questa popolazione (che non è un popolo, bensì un insieme di strati e comparti sociali assai diversi) non riesce ancora a capire che deve liberarsi di tutti questi cialtroni”.
Questa è la situazione. Tuttavia, faccio una previsione da prendere molto con le pinze. Se i diabolici disegni di cui sopra non dovessero funzionare ci sarebbe un’altra carta da piazzare. Forse l’ultima di questa classe dirigente vergognosa giunta ad un pensoso stallo istituzionale (oltre che economico, politico e sociale). Potrebbe essere la volta buona per Mario Draghi o per uno che gli somigli molto. Ma sarebbe l’ultima spiaggia di un naufragio iniziato dalla fine della I Repubblica. Molto pericoloso nelle attuali circostanze in cui nessuno ha predisposto un vero piano di riserva perché si sono giocati tutte le risorse a disposizione. Allora, o intervengono direttamente i poteri esteri che da tempo ci tengono sotto il loro tallone (come in Grecia) o iniziamo a liberarci da dentro travolgendo per sempre i loro scherani.

LA RECITA DEL NUOVO “INCIUCIO”, di GLG

gianfranco

Oggi nell’editoriale de “La Verità” s’inizia ad accennare all’ipotesi che ho formulato nei post precedenti, ma in modo deformato e non esattamente quello che penso io. Si dice insomma che Renzi fa l’intransigente perché alla fine i “5 stelle” facciano ampie concessioni al suo programma (cioè di fatto a quellopiddino nel vero senso della parola). In effetti, non è che Martina è in effettivo dissenso con l’ex segretario, di fatto sempre il capo del partito. Martina deve condurre la manfrina con Di Maio mentre i renziani sembrano far quadrato contro ogni accordo. Si spera (da parte piddina) che alla fine il pentastellato, se non vuol apparire come quello che ha condotto per due mesi inutili trattative fallendo l’obiettivo, prenda in seria considerazione le concessioni necessarie all’alleanza (che i “5 stelle” continuano ridicolmente a definire “contratto”). Tuttavia, il programma non è semplicemente quello di Renzi, bensì quello che costui ha già concordato con il berlusca per avere un appoggio esterno di quest’ultimo. E a Di Maio verrà chiesto senza mezzi termini di accettarlo come del resto aveva già detto di poter fare per giungere all’accordo con la Lega. In quel caso, il “nano”, in continuo contatto con il “padrone” del Pd, aveva rifiutato sdegnato sentendosi offeso per essere così diminuito nel suo ruolo. Tutta una ignobile commedia che Salvini (con Meloni al seguito) ha accettato. E non credo sia così stupido da non capire che era una farsa e che il “viscido” è in continuo contatto con Renzi; e non credo che nemmeno la Meloni sia così cogliona da non afferrare la stessa cosa.

Tuttavia, Salvini ha seguito l’infido alleato nel rifiutare il semplice appoggio esterno di F.I. Adesso questo verrà dato al Pd(con i pentastellati), una volta che Renzi abbia ottenuto il programma di compromesso che vuole. Il “neobadoglio” farà tutta la scena di accettare per il bene d’Italia (e dei suoi cittadini) e chiederà anche agli “alleati” (di cui se ne frega altamente) di fare lo stesso. Vedremo cosa risponderanno questi; ma comunque il governo avrebbe comunque i numeri necessari con Pd, “5 stelle” e F.I. La popolazione non ci capisce nulla per il semplice fatto che non riesce nemmeno ad intuire che il vero problema non è l’interesse nazionale, ma quello della UE e delle sue possibili alleanze con gli Usa dove ancora non è risolto lo scontro interno. E a quel livello si notano le manovre di Macron che, fregandosene altamente delle difficoltà interne (tipo sciopero nei trasporti), sta giocando una complessa partita (con la Merkel alla testa di un governo tutt’altro che forte) per avere il leaderato in Europa. Il “nano” sembra più legato attualmente ai tedeschi, ma doppiogiochista qual è può benissimo accettare il predominio di “questo” o di “quella”. E’ solo un tirapiedi pronto a servire chiunque si dimostri il più forte. L’importante è essere antipopulista, europeista convinto e fingendo però di voler ottenere qualcosa dalla UE per il nostro paese; in realtà solo per se stesso e i suoi interessi più imprenditoriali che politici.

Questa la sceneggiata in gioco, dove tutti fingono di star facendo gli interessi nazionali mentre sanno benissimo che gli attori principali e più esiziali per l’Italia (Renzi e Berlusconi) guardano semplicemente a come apparire i migliori sicari di UE e degli Usa (quelli che usciranno dal loro complesso conflitto interno). Certamente, tale gioco sarebbe stato già risolto a partire dal 5 marzo se F.I avesse vinto il confronto con la Lega nello schieramento di sedicente centro-dx. Adesso tutto è più complicato, i tempi sono ormai fin troppo “diluiti”, ma il “complotto”, denominato “inciucio”, è pur sempre in pieno svolgimento. Riuscirà? Salvini si piegherà tradendo i suoi elettori? La Meloni a chi sta dando una mano? Domande a cui al momento non si può rispondere in modo congruo e definitivo. Tuttavia, la presa in giro è già in atto poiché si tace al “popolo” il problema centrale, che è quello internazionale, non l’interesse nazionale. Per realizzare quest’ultimo, bisogna prima decidere come atteggiarsiin politica estera. E senza reticenze, mezze parole, mal di pancia finti più che realmente sofferti. La soluzione non è ancora decisa con certezza. I tentativi di imbroglio sono però in pieno svolgimento; e tutte le forze politiche sono responsabili nel non dire agli italiani che cosa si sta giocando.

 

CI VUOL BEN ALTRO CHE LEGA E 5 STELLE PER RISOLLEVARE L’ITALIA

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L’incertezza post elettorale è solo questione di spartizione di incarichi e posti a sedere. Non bisogna farsi ingannare da chi, in questo momento, forte dell’ affermazione del 4 marzo scorso, minaccia un nuovo ricorso alle urne. Improbabile accada, considerato l’istinto di sopravvivenza del neoeletto. Sottobanco stanno tutti trattando, o quasi, anche se, ovviamente, Lega e M5S, essendo le compagini che hanno preso più voti, mirano a guidare il governo prendendosi la parte più ampia della torta. Di Maio non fa altro che lanciare rassicurazioni all’estero. L’aspirante premier dei pentastelluti ha ampiamente rassicurato Nato, Ue e mercati sul senso di responsabilità del suo partito. I poteri forti internazionali possono stare “sereni”, il M5S non ammannirà sorprese a lorsignori. Inoltre, le simpatie dei vertici grillini per la sinistra e i suoi addentellati giudiziari, sindacali, cooperativistici, civici ecc., sono innegabili. Esiste una convergenza tematica e corporativa che facilita gli approcci tra le parti. Salvini, invece, continua a muoversi nel solco di un sovranismo di bassa lega che non incute timore ai circoli euro-americani e prosegue il dialogo con Berlusconi, il più grande traditore di questi ultimi tempi, il quale a sua volta fa il piedino a Renzi sotto le macerie del Pd (i due non hanno ancora rinunciato a “salvare la patria” dall’instabilità, per affossarla meglio). Se ti accompagni ad un vile (più del tempo tattico necessario) forse hai molto in comune con lui. In un modo o nell’altro sono tutti compromessi con i guasti degli anni passati, anche se con un peso diverso di colpe. Chi ha governato o appoggiato gli esecutivi degli anni scorsi ha perso qualsiasi credibilità. Ha rovinato un intero Paese e non si sgraverà facilmente dai suoi delitti. Chi si è opposto non lo ha fatto con la giusta convinzione o con idee alternative ai partiti liquidatori dello Stato, dimostrandosi non all’altezza dei compiti di cui questa epoca necessita. Anche ciò costituisce un crimine nei confronti del popolo italiano. L’elettorato ha per ora premiato i meno coinvolti nel malgoverno ma di fronte all’ incompetenza dei neofiti non tarderà a ricollocarsi, ritornando confusamente sui suoi passi o disaffezionandosi più profondamente alla politica. Purtroppo, manca una forza di rottura che, senza tentennamenti e miseri cabotaggi, sia in grado di dire due paroline chiare a vecchi e nuovi sabotatori nazionali, facendosi capire dalle masse. Come fece Hitler nelle ’32 quando il suo partito conquistò la maggioranza relativa del Reichstag. Le sue dichiarazioni furono coerenti con le azioni successive del partito nazista, dentro e fuori le aule parlamentari:
“Ci siamo dati un obiettivo, spazzare questi partiti politici fuori dal parlamento. I contadini, gli operai, i commercianti, la classe media, tutti sono testimoni… invece loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo degli ultimi sei mesi… chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati… sono loro i responsabili! […]Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba!Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento… MI HANNO PROPOSTO UN’ALLEANZA. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico… noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. E’ un movimento che non può essere fermato… non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta… noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo.”
Come ho commentato altrove, ci tengo però a sottolineare che non sono mai stato nazista (l’unica tessera da me presa è stata quella del partito comunista), la soluzione del führer era l’unica possibile per uscire dal pantano weimariano, provocato da partiti corrotti e incapaci, succubi di un ordine internazionale vessatorio e iniquo che ridusse la Germania sul lastrico.
Putroppo, in Italia manca una forza del genere, con i suoi corpi di sicurezza (non dimentichiamo le sa e le ss, senza le quali Hitler non avrebbe spaventato un moscerino) e i collegamenti con i drappelli coercitivi statali (anche militari) stufi delle commedie parlamentari autodistruttive della Germania di Weimar.
E’ vero che mancano simili protagonisti assertivi (probabilmente i tempi non sono nemmeno maturi) ma sarebbe auspicabile che, almeno, M5S e Lega si mettessero temporaneamente insieme per spazzare via tutto il canagliume che dall’inizio della II Repubblica ci ha portati ad una completa disfatta geopolitica, sociale ed economica. Una volta ripulito l’ambiente con i giusti sistemi (legali, finché efficaci…) si sarà fatta opera utile al paese. Da un ambiente più salubre, libero dalle mummie berlusconiane e dai loro alleati di sinistra, potrebbero fiorire nuove generazioni di attori politici, più propense a far sbocciare l’indipendenza ed il benessere nazionale. I leghisti e i grillini, avranno avuto il merito di aver preparato il campo a questa fioritura di avanguardie proiettate su un futuro meno ameno di quello che ora ci aspetta, guadagnandosi così la riconoscenza dei posteri. Questo è l’unico compito positivo che possono svolgere facendosi poi prontamente da parte. È d’uopo una tempra diversa per cambiare i destini di questo Stato a brandelli che loro non possono avere perché generati da un incubo.

 

IL “VILE NANO”, ILPRINCIPALE NEMICO, di GLG

gianfranco

“Salvini dice no a un accordo anche con il Pd e i democratici si ritagliano ormai un ruolo all’opposizione. BERLUSCONI PERO’ E’ CONVINTO CHE LE ELEZIONI ANTICIPATE SAREBBERO UN PERICOLO [maiuscolo mio]. E Mattarella prende tempo” (dal “Giornale” del “padrone” nel cartaceo di oggi). Ho fatto maiuscolo per fare vedere che cosa vorrebbe il “figlio di….”. Credeva di diventare il leader del centro-dx, adesso si trova spiazzato; e lo stesso accade per il Pd (sempre in mano a Renzi, per il momento), che sperava in un 22-23% e di avere come interlocutore il suddetto “figlio di….”. Per loro le nuove elezioni sarebbero un pericolo; e soprattutto per il “nano”, che verrebbe di nuovo perseguitato nei modi indubbiamente infami che contraddistinguono certa nostra magistratura. Questa volta, però, sarebbero incazzati anche i vertici della UE, cui egli aveva dato assicurazioni e addirittura messo come candidato premier l’inespressivo e intellettivamente poco dotato Tajani. Adesso deve temere veramente anche per Mediaset. Renzi e il “vile” stanno tentando sicuramente di fare “compere” massicce tra chi non vuole perdere lo stipendio e addirittura la pensione (enorme è il numero dei neoeletti; l’80% fra i pentastellati a quanto ho letto).
Per questo Mattarella prende tempo; anche lui attende se mai ci potesse essere qualche “colpo di mano” dei perdenti. Devono essere un po’ più veloci i “5 stelle” e soprattutto la Lega, che ha la possibilità di dare un colpo definitivo ai vermiciattoli forzaitalioti. Un gioco non “a somma zero” e che vedremo come verrà condotto. Se sono intelligenti, i due maggiori partiti possono andare a nuove elezioni in cui “sbancano”. Ma è una situazione complicata con molti “nemici” che tramano. Questi, comunque, hanno poco da temere. Di Maio si è già sbracato su fedeltà alla UE, alla Nato, ecc. E’ in effetti una specie di operazione Macron (“all’italiana” come al solito, noi siamo i “Pulcinella” di sempre). Bisognerebbe capire meglio perché Di Battista, pur impegnandosi allo stremo nella campagna elettorale (in modo da acquistare meriti), si è defilato dalla votazione con scuse “personali” non chiarite.
Incredibile comunque quello che sta facendo pure il “civile occidente” (via via più decadente) con la tensione verso la Russia, inventandosi avvelenamenti in serie. Se la popolazione ci cade, allora siamo veramente vicini allo zero assoluto, all’entropia massima. Povera nostra “civiltà”, una volta era qualcosa che inorgogliva anche chi era scettico o anche “contro” un simile assetto sociale.
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IL NON VOTO SPAVENTA PIU’ DEL VOTO

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Mentre fate i conti con la vostra coscienza che vi impone il voto (ma che coscienza di cartapesta avete?) i farabutti già studiano come mettervi nel sacco. Se non volete rendervi complici della più grande schifezza secolare NON ANDATE A VOTARE. Lo so che siete de coccio ma quanti altri elementi vi si debbono offrire per portarvi a ragionare?

Ecco Sallusti su Il Giornale di oggi:

” il quesito è: «Pensate che Forza Italia,o tutto il centrodestra,debba allearsi con Renzi?», ovvio che la risposta è «No,mai».
Ma se fosse: «Vi alleereste con Renzi per impedire che vadano al governo Di Maio,Grasso e la Boldrini?», immagino che solo un pazzo potrebbe rimanere sulla sua posizione antiinciucio,o grande coalizione che dir si voglia”. Sallusti chiama i nemici di Berlusconi e Renzi i grillocomunisti. Ancora con simili sciocchezze. Il vero pericolo sono gli imbroglioni che urlano al comunismo e al fascismo per preservarsi in un potere sempre più marcio e corrotto.

Inoltre, calcolate pure che gli inciuciatori ricorreranno alla più vasta ed intensa campagna acquisti parlamentare che si possa immaginare. Vedrete quanti deputati e senatori riusciranno a comprare da ogni partito per il loro scopo.

Lo scenario tracciato è pressoché inevitabile. Fate vobis.

Ecco una dichiarazione di Giulio Andreotti che sembra darmi ragione (però pare sia una bufala ma cambia poco, è quello che penso)

“Voi pensate che noi politici, il giorno delle elezioni ci mettiamo incollati davanti al televisore, come fate voi, per vedere chi vince e chi perde?

A noi, non ce ne frega nulla, tanto il potere è uno solo [in realtà sono più di uno e lottano per lo stesso dominio].

A noi interessano solo i dati di quanti non vanno a votare, quante schede bianche e quante annullate.

Perché se il non voto arriva al 60%, per noi è finita! Significherebbe che il popolo ha sfiduciato tutto il sistema politico.

I giudici non sarebbero più sotto scacco e farebbero immediatamente i processi per davvero. E finiremmo tutti in galera!

Ma per fortuna nostra, voi questo non lo sapete e continuate a ripetere le frasette che vi mettiamo in bocca, come: se non vai a votare ti rimetti alla volontà degli altri che ci vanno”.

E rideva di gusto. ..

La persona che conosco gli rispose: “Scusi, ma chi glielo garantisce che, quando esco di qua, non racconto ciò che lei mi ha appena detto”?

E Andreotti: “Lo faccia, lo faccia pure! La prenderanno per scemo”!

Sicuri che non sia meglio ignorare le urne?

LA NOSTRA ITALIETTA, TRALLARALLA’ TRALLARALLERO, di GLG

gianfranco

 

Finalmente è terminata questa indecente legislatura e se ne è andato un governo fra i più insipidi e inutili di tutti i tempi. Sintomatico però che anche la parte infida dell’opposizione, quella berlusconiana, stia sostenendo che il premier è stato bravo, equilibrato (nel senso, appunto, di inconsistente), addirittura il migliore di questi anni così grigi per il nostro povero paesello. E non a caso – come del resto previsto da alcuni commentatori non stupidi né mascalzoni come altri – si è mantenuto in carica il governo con la scusa dell’ordinaria amministrazione. Bugia disgustosa. Se fosse stato così, doveva essere indicato che, subito dopo il voto, il governo si sarebbe dimesso procedendo poi alle consultazioni di rito. Invece, è stato chiaramente affermato che resterà pienamente in carica anche dopo il voto e probabilmente darà corso alla “manovra aggiuntiva”. E non sia mai che metta anche mano allo ius soli.

Il “vile nano” – che in questo momento di crisi del Pd rappresenta il sostegno delle forze dette “democratiche”, composte dagli attuali fetenti dirigenti europei e oppositrici di quelle definite populiste, anti-UE e magari perfino nazifasciste – ha espressamente dichiarato la disponibilità a mantenere in piedi questo governo per tre mesi se non ci fosse la possibilità di trovare una coalizione in grado di governare. Questa è una colossale presa in giro come pure la sua dichiarazione d’essere convinto di prendere il 30% dei voti. Secondo sondaggi di alcuni mesi fa, un quarto degli italiani vorrebbe un uomo solo al comando (e non certo fra i politicanti in lizza alle elezioni) per almeno 4-5 anni. Lascio perdere l’ingenuità di simili opinioni (ne parleremo un’altra volta); resta il fatto che una parte consistente della popolazione (e ben oltre quel quarto) non ne può più dell’attuale politica da mentecatti. Se dopo le elezioni non si formasse un governo, andare dopo tre mesi a indirne di nuove porterebbe ad un buon aumento del numero di coloro che desiderano l’uomo nuovo, dotato di pieni poteri, al comando. Il minimo che accadrebbe sarebbe una considerevole crescita dell’astensione per totale disaffezione verso questa sedicente politica praticata da autentici sciagurati.

Di conseguenza, è del tutto evidente che il “vile nano” racconta balle come quelle dei suoi programmi per far vivere meglio gli italiani e soprattutto i più bisognosi. Tutto questo serve a non rompere con gli “alleati di coalizione” (puramente elettorale per contare di più nelle trattative di tradimento successive al voto); i quali, se non sono deficienti totali (e non lo penso), sanno bene tutto questo e digrignano i denti. Uno dei due (Salvini) fa il possibile per non essere surclassato da F.I., ma secondo me ha ormai perso il treno per l’incapacità di andare oltre il miraggio dei voti da raccogliere. Brontola, dice sciocchezze come quella del patto firmato dal notaio. L’altra, la Meloni, è simpatica, è una ragazza intelligente, ma anche lei non sa fare politica oltre l’arrangiarsi per aumentare un po’ i voti. Oltre settant’anni di intossicazione da “democrazia all’americana” hanno creato la più completa incapacità di capire che ormai da tempo la situazione è mutata; si sta entrando in un’epoca in cui solo chi saprà mettere mano ad altri metodi di conquista del potere avrà possibilità di sopravvivenza.

Gli Usa possono reggere questa “democrazia”, perché è nata fin da subito (e senza affatto negare la presenza di gruppi dirigenti capaci e di alcuni presidenti carismatici) con una forte tendenza alla criminalità (senza troppe mascherature intralcianti), tendenza che si è poi tradotta in forti legami tra politica senza scrupoli e la criminalità divenuta apertamente “organizzata”. La borghesia europea aveva altre tradizioni (non particolarmente democratiche), ma più “timide” verso la criminalità aperta. Oggi non esiste più quella borghesia, ma nemmeno siamo stati capaci di “americanizzarci” nel profondo; abbiamo classi dirigenti prive del “savoir faire” borghese e impacciate nell’essere criminali. Lo sono, ma si comportano più da ladruncoli che da abili in ogni forma di delinquenza anche estrema. Non a caso, quando c’è stato bisogno di uccidere (metti Mattei e non faccio altri nomi, in specie di magistrati), si è ricorso alla mafia, adusa ai metodi americani, visto che ha dato un buon apporto al gangsterismo di quel paese.

In ogni modo, per il momento non si vede come uscirne. Evidente è il bisogno di disintossicarsi per affrontare in modo diverso la nuova epoca che – accanto al multipolarismo crescente – non potrà non conoscere conflitti interni ai vari paesi, tuttavia molto diversi da quelli caratteristici della precedente epoca a questa relativamente simile: dagli ultimi decenni dell’800 alla seconda guerra mondiale, con la lunga crisi di “stagnazione” (1873-96) e poi tutto quanto avvenuto nella prima metà del secolo XX. Allora ci fu, quale asse centrale del conflitto interno ai paesi più avanzati, la lotta di classe (tra quella capitalistica e la classe operaia), presunta rivoluzionaria in modo errato, ma che comunque diede vita, quale “riflesso”, ai movimenti di profondo ribaltamento dei rapporti sociali in molti paese a “base” contadina.

L’attuale crisi di stagnazione – che non esclude la crescita né tanto meno la veloce innovazione tecnologica, ma nell’ambito di forti disagi sociali con sommovimenti vari – sta accompagnando il nuovo avvio di un’epoca di crescenti conflitti multipolari (nulla a che vedere con quelli del sistema bipolare e dei “tre mondi”). Nel più lungo periodo (non credo meno di vent’anni) constateremo che nuovi conflitti sociali seguiranno all’accentuarsi di quello (anche bellico) tra i diversi “poli” che infine si aggregheranno per uno scontro di carattere mondiale. Per il momento, siamo però costretti a seguire le più avvilenti vicende di questi confronti tra miserabili organizzazioni dedite alla raccolta di voti tra menzogne, raggiri da bambini ritardati, proposte che nulla hanno di veramente politico e conducono ormai il nostro paese, assieme a quelli dell’area cui appartiene, verso una storica débacle.

Siamo in mezzo a degli svergognati, privi della minima decenza. E’ ovvio che anche noi ne risentiamo. Frammischiati a simili omuncoli, credo che già stiamo analizzando e argomentando in modo non completamente ottuso. Non possiamo però elevarci a chissà quali altezze. Ci arrabattiamo come possiamo. E per il prossimo futuro (proprio di mesi o pochissimi anni), nell’italietta da pochade, lanciamo la previsione di una inesistente ripresa degna di questo nome, di uno sprofondamento economico (e industriale in particolare) notevole – e non per il Pil (spesso inventato da statistici prezzolati) bensì per la smobilitazione dei settori portanti di un sistema robusto e strategicamente attrezzato – e di una accentuazione della divisione sociale. Per il momento si nota che il tanto decantato modello “a botte” (della distribuzione del reddito) si sta modificando in una più tradizionale forma piramidale (o conica). Non credo sarà però questo il risultato peggiore dei prossimi anni, con speciale riguardo all’Italia. In ogni caso all’erta: “tempesta in arrivo, marinaio in piè”.

ER MEJO C’HA LA ROGNA di GLG

gianfranco

Ne “Il Giornale”, da perfetti cretini e ignoranti, definiscono comunisti quelli di “Liberi ed eguali”. Si tratta dei piciisti che dagli anni ’70 trattarono con ambienti statunitensi per passare di campo. Una volta crollati il polo “socialista” e l’Urss, si affrettarono anche a cambiare di nome passando per Pds, DS, Pd in una corsa forsennata a cancellare perfino la denominazione “socialista” (altro che comunista). Ancora nell’altro secolo, con D’Alema premier, aggredirono la Serbia accodandosi supinamente agli Usa. Il vero fatto è che questi “destri” ignoranti – tali e quali al loro leader, il “nano d’Arcore” – sono preoccupati di non potersi vendere bene ai piddini. In effetti, se il Pd arretrasse troppo e la “sinistra” traditor-expiciista prendesse un buon risultato, c’è il rischio che Renzi (o chi per esso) tenti l’alleanza con costoro. Avrebbe comunque bisogno anche del “nano”; tuttavia, essendo coperto a “sinistra”, farebbe minori concessioni al “neobadoglio”.
In questo momento, quindi, i “destri moderati” e “antipopulisti” – allisciati da ogni parte, anche in sede europea – sparano a zero contro i sedicenti “comunisti”, sostenendo la possibilità di una loro alleanza con i “grillini”; così vorrebbero ottenere il risultato di sputtanarli insieme. I pentastellati sono certo dei pasticcioni e si prestano ad ogni diceria sul loro conto. Tuttavia, credo proprio che non ci sia grande probabilità di alleanza fra essi e “Liberi ed eguali”. Se la tentassero, significherebbe che sono disposti a dare una mano pure al Pd; perché è sicuro che, dopo le elezioni, gli ex-piciisti tenteranno il pateracchio con i piddini (soprattutto se avranno un risultato non inferiore al 7-8%).
Nel frattempo, chissà con quali promesse, i forzaitalioti sembrano ormai sicuri dell’alleanza con il piccolo nucleo dei vecchi diccì seguaci di Cesa. Con questo, cercano di far sì che la suddetta “destra antipopulista” superi con abbastanza distacco gli alleati “troppo a destra”; magari ottenendo a quel punto l’appoggio di una parte della Lega (Maroni e forse Zaia) onde invogliare il Pd a pendere dalla loro parte e a non andare verso “sinistra”. Come vedete, l’insieme di questi autentici cialtroni, che impestano il campo politico in Italia, sono interessati a tutto fuorché a dei seri programmi per il paese. Per imbrogliare la popolazione, bastano intanto le balle sfornate dall’attuale governo sulla crescita e la presunta uscita dalla crisi con la complicità di vergognosi apparati di statistica, completamente venduti al potere. Tutti questi partiti e personaggi infami dovrebbero essere spazzati via al gran completo. Qui si dorme invece; si mugugna, ma si continua ad offrire il culo.
L’infezione è gravissima; niente farmaci inutili, bisturi e asportazione totale delle parti malate. Non sono per nulla vitali come vorrebbero farci credere questi bugiardi; togliendo queste parti, l’organismo esploderà in tutta la sua forza ritrovata.

Perde l’Italia

dem

Elezioni in Sicilia. Si è verificata la disfatta del Pd e dei suoi favoreggiatori, come Alfano che non entra nel parlamentino dell’isola. Il centro-destra si è affermato largamente e Berlusconi si è subito intestato la vittoria “dei moderati”, sminuendo il contributo degli alleati, Lega a FdI i quali cantano vittoria ma farebbero meglio a guardarsi le spalle. Evidentemente, non hanno ancora imparato le lezioni del passato, anche recente, quando B., per esempio, fece di tutto per far naufragare i sogni capitolini della Meloni. Quest’ultima e Salvini hanno resuscitato il mostro che li divorerà e che insieme a Renzi (il quale è tramortito ma non fuori causa) preparerà la palude moderata in cui si consumeranno le ultime energie dell’Italia. Il M5S è il primo partito, avendo persino doppiato il Pd, tuttavia, correndo da solo, non gli è riuscita la grande impresa. L’augurio dei suoi avversari è di logorarsi con tutte queste “quasi vittorie” che alla lunga diventeranno un’unica grande sconfitta. I cespugli di sinistra superano il quorum ma hanno un peso politico del tutto irrilevante. L’astensione è stata del 54% circa, dato che conferma il grado di putrescenza della democrazia italiana. Come dice giustamente La Grassa, gli stessi elementi che privano di valore i referenda, se non raggiungono il quorum del 50%, sono pronti ad innalzare archi di trionfo quando conseguono consensi ben sotto quella soglia, grazie ai quali accedono alle cadreghe e alle casseforti pubbliche. Gli elettori danno un segnale chiaro di disaffezione e, persino, di disgusto per il teatrino partitico nazionale che sta trascinando il Paese, isole incluse, verso l’abisso. Chi spera, però, che basti il malcontento generale per sbarazzarsi dei sicofanti che ci sgovernano si sbaglia di grosso. Se non emerge il vettore di composizione delle forze che si stanno accumulando nelle viscere della società non arriveremo mai a sbocchi positivi, anzi l’autodistruzione lenta ma inesorabile resterà l’unico orizzonte possibile per questa nazione tristemente in rotta. Eppure il trucco c’è e si vede. Gli unici a non vederlo sono gli inconsapevoli collaborazionisti berlusconiani. Lo svela pure Ferrara che la partita è pilotata perchè le prossime elezioni saranno una gara di balle: “Berlusconi va con Salvini ma si prepara a governare con Renzi, Renzi va addirittura con D’Alema o altri ‘de sinistra’ ma si prepara a governare con Berlusconi”. In questa sintesi c’è tutta l’Italia di domani, ancora serva di dolore ostello e bordello degli americani.

CHE ESALTANTI ELEZIONI! di GLG

gianfranco

Se non sbaglio, nella maggior parte dei referendum, in cui si chiede un parere agli elettori, quando non si supera il 50% dei voti espressi la consultazione viene considerata nulla, perché evidentemente il disinteresse per essa è decisamente maggioritario. E in questo tipo di “democrazia” si contano appunto le teste (raramente pensanti) che esprimono la loro convinzione. Sembrerebbe quindi atteggiamento serio e responsabile non tenere conto delle elezioni in Sicilia (46% degli elettori al voto) e ad Ostia (due terzi di astenuti). Invece, pur manifestando qualche preoccupazione per questo fatto, si sta assistendo da due giorni (e si continuerà ancora, siamone sicuri) a intense e “dotte” disquisizioni sui vincitori e i perdenti. Tra l’altro, ormai da tempo immemorabile non vengono riportati i voti bianchi e nulli. Credo si tratti di cifre molto modeste, comunque era bene fornirle.
In ogni caso, la disaffezione degli elettori è manifesta. Tuttavia, osservando (in Sicilia) la discrepanza tra voti per il candidato presidente e la somma delle liste che lo appoggiavano (i “5 stelle” ne avevano una sola, la loro), si constaterebbe che una somma ragguardevole di voti espressi sulle liste di “centro-sinistra” si sarebbe riversata sul pur perdente candidato “grillino”. Nel “centro-destra”, invece, liste e candidato (vincente) andrebbero di pari passo. Molti giornalisti e commentatori ne hanno concluso che probabilmente anche gran parte della enorme massa di astenuti sono “sinistri” del tutto malcontenti dei loro rappresentanti ufficiali. Può certo essere. Tuttavia, la questione centrale è la disaffezione crescente verso questo ceto politico, scadente come mai si è verificato nel nostro paese; e del resto sembra di poco migliore (cioè meno peggiore) in tutta Europa, sintomo di una decadenza veramente preoccupante e che non si sa se sia rimediabile o meno, comunque non in tempi brevi.
Non starei a trarne indicazioni di breve momento, soprattutto relative alle prossime elezioni. Poche considerazioni, tanto per dire qualcosa. Le difficoltà di Renzi sembrano accresciute, ma starei attento a considerarlo ormai fuori gioco o quasi. L’aver incontrato pochi giorni fa Obama (notiziola ritenuta di poco conto) mostra che il leader piddino gioca sulla possibilità che il vecchio establishment americano riesca a far fuori infine Trump; e lui allora apparirà come un “fedele nei secoli”. Si continua a far finta che siamo indipendenti e invece, come ha detto Bannon con sincerità legata ad una nuova strategia, noi (e non solo noi) siamo un “protettorato” del paese ancora predominante. Chi vincerà alla fine nel contrasto acuto che laggiù si è aperto riconoscerà quali dovranno essere i migliori governanti nei “protettorati”. D’accordo: Bannon ha anche affermato che gli Usa non hanno più vero interesse a questi protettorati; ma qui ha detto una piccola bugia, volendo in realtà significare che una eventuale vittoria e permanenza del neopresidente richiederà buoni rimaneggiamenti nel personale politico europeo (e italiano in specie). Mentre si affrancheranno probabilmente in tempi medi Giappone e Corea del Sud, andando in tal caso ad accrescere il multipolarismo nel sistema delle relazioni internazionali.
Tornando a noi, ci saranno forse maggiori difficoltà per le possibili soluzioni governative in Italia se le prossime elezioni si faranno presto e andranno a finire come indicato dalle attuali previsioni, che potrebbero però cambiare, anche se non in senso diametralmente opposto. Al Pd non sembra conveniente restare attaccato a coloro che stanno alla sua “sinistra”, malgrado questa speri in un minimo di rinascita se avrà tra le sue fila Grasso. Non è escluso che a Renzi si prospetti la necessità di non porsi quale premier per favorire un qualche accordo al fine di varare il famoso governo raffazzonato “per il bene del paese”. Anche Pd e F.I., da soli, dubito però che ce la faranno a costituire una maggioranza. E del resto Toti (figura rilevante nel secondo partito) non sembra favorevole a liquidare la Lega, che del resto, dati i numeri dei parlamentari, sarà probabilmente necessaria alla costituzione del suddetto governo. Nemmeno Berlusconi, immagino, sarebbe credibile come premier; dovranno trovare un compromesso. Forse qualche “tecnico” (tipo Draghi), ma non necessariamente.
Sia chiaro che, per quanto mi riguarda, penso male di tutte le attuali formazioni politiche. Tuttavia, spero fallisca l’attuale campagna concentrica – e veramente esasperata perché si avverte che il suo fallimento renderebbe più deboli Pd e “centro-destra”, rendendo quindi più complicato e comunque precario un loro accordo – condotta da F.I. e “centro-sinistra” contro i “5 stelle”. In questa situazione – finché non si capisce che le elezioni non risolvono i nostri problemi – è allora bene che questi ultimi, pur limitati e piuttosto inetti (e anche un po’ ridicoli), restino in sella e rendano numericamente difficile il cosiddetto “inciucio”. Anche perché – dopo tutte le chiacchiere sul “nano” quale argine al populismo e destra “estrema”, ecc. – vedere che Pd e F.I. non bastano e che bisogna trascinarsi dietro Lega (e quindi anche FdI) creerebbe un forte malumore in settori non indifferenti del partito di Renzi; e anche dall’altra parte, molti elettori leghisti e fratellitalioti non sarebbero molto soddisfatti. Insomma, si creerebbe una situazione interessante; soltanto, però, se i pentastellati resisteranno all’attacco concentrico. Oltre che pasticcioni, sono pur essi fondamentalmente legati alla politica estera di sottomissione sostanziale agli Stati Uniti (chiunque comanderà in questo paese); ma l’importante, nel breve periodo, è che non vada in porto il disgustoso e pestilenziale “mercanteggiamento” tra sedicenti “sinistri” e “destri”.
L’Italia deve restare in questa situazione di disagio dovuto al malgoverno con crescente disaffezione della popolazione verso gli attuali politicanti. Non ci sarà la stessa astensione delle elezioni siciliane e ostiensi, ma l’importante è che questa si attesti alle elezioni politiche intorno al 40% almeno. Sarà soprattutto dovuta a elettori “di sinistra”? Questo lo vedremo. Certamente, non mi convince chi si illude su formazioni come “Casa Pound”. Non c’entra nulla il populismo o il fascismo, accuse di puro comodo e solo irritanti per la loro malafede. Il problema è che occorrono nuove idee trascinanti e poi la nascita di organizzazioni politiche, che sappiano cavalcare il malcontento senza manovrine e ideuzze per raccogliere un po’ di voti e inviare qualche loro caporione a prendersi quel bel gruzzolo con cui sono retribuiti i parlamentari. Occorre ben altro “orientamento”. Per il momento, però, non si constata la nascita di vere nuove organizzazioni “di sfondamento”. Quindi, speriamo semplicemente che continui ad aggrovigliarsi la situazione politica, rendendo vani i tentativi di una tranquilla governabilità da parte dei maneggioni attuali ai danni della popolazione italiana. Deve crearsi una crescente ingovernabilità; questa la speranza per gli anni a noi più prossimi. E poi speriamo…..

PS Ho sentito da poco in TV le dichiarazioni di Berlusconi secondo cui “hanno vinto i moderati”. Lega e FdI si sentono tali? Il “nano” vuol mettere il cappello sulla vittoria e precostituirsi la posizione di decisivo intrallazzatore per garantire il prossimo governo italiano, dandosi da fare anche in sede europea per rendersi sempre più ben accetto all’interno del “partito popolare” del continente quale argine nei confronti del populismo e delle “destre estreme”.

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