ER MEJO C’HA LA ROGNA di GLG

gianfranco

Ne “Il Giornale”, da perfetti cretini e ignoranti, definiscono comunisti quelli di “Liberi ed eguali”. Si tratta dei piciisti che dagli anni ’70 trattarono con ambienti statunitensi per passare di campo. Una volta crollati il polo “socialista” e l’Urss, si affrettarono anche a cambiare di nome passando per Pds, DS, Pd in una corsa forsennata a cancellare perfino la denominazione “socialista” (altro che comunista). Ancora nell’altro secolo, con D’Alema premier, aggredirono la Serbia accodandosi supinamente agli Usa. Il vero fatto è che questi “destri” ignoranti – tali e quali al loro leader, il “nano d’Arcore” – sono preoccupati di non potersi vendere bene ai piddini. In effetti, se il Pd arretrasse troppo e la “sinistra” traditor-expiciista prendesse un buon risultato, c’è il rischio che Renzi (o chi per esso) tenti l’alleanza con costoro. Avrebbe comunque bisogno anche del “nano”; tuttavia, essendo coperto a “sinistra”, farebbe minori concessioni al “neobadoglio”.
In questo momento, quindi, i “destri moderati” e “antipopulisti” – allisciati da ogni parte, anche in sede europea – sparano a zero contro i sedicenti “comunisti”, sostenendo la possibilità di una loro alleanza con i “grillini”; così vorrebbero ottenere il risultato di sputtanarli insieme. I pentastellati sono certo dei pasticcioni e si prestano ad ogni diceria sul loro conto. Tuttavia, credo proprio che non ci sia grande probabilità di alleanza fra essi e “Liberi ed eguali”. Se la tentassero, significherebbe che sono disposti a dare una mano pure al Pd; perché è sicuro che, dopo le elezioni, gli ex-piciisti tenteranno il pateracchio con i piddini (soprattutto se avranno un risultato non inferiore al 7-8%).
Nel frattempo, chissà con quali promesse, i forzaitalioti sembrano ormai sicuri dell’alleanza con il piccolo nucleo dei vecchi diccì seguaci di Cesa. Con questo, cercano di far sì che la suddetta “destra antipopulista” superi con abbastanza distacco gli alleati “troppo a destra”; magari ottenendo a quel punto l’appoggio di una parte della Lega (Maroni e forse Zaia) onde invogliare il Pd a pendere dalla loro parte e a non andare verso “sinistra”. Come vedete, l’insieme di questi autentici cialtroni, che impestano il campo politico in Italia, sono interessati a tutto fuorché a dei seri programmi per il paese. Per imbrogliare la popolazione, bastano intanto le balle sfornate dall’attuale governo sulla crescita e la presunta uscita dalla crisi con la complicità di vergognosi apparati di statistica, completamente venduti al potere. Tutti questi partiti e personaggi infami dovrebbero essere spazzati via al gran completo. Qui si dorme invece; si mugugna, ma si continua ad offrire il culo.
L’infezione è gravissima; niente farmaci inutili, bisturi e asportazione totale delle parti malate. Non sono per nulla vitali come vorrebbero farci credere questi bugiardi; togliendo queste parti, l’organismo esploderà in tutta la sua forza ritrovata.

Perde l’Italia

dem

Elezioni in Sicilia. Si è verificata la disfatta del Pd e dei suoi favoreggiatori, come Alfano che non entra nel parlamentino dell’isola. Il centro-destra si è affermato largamente e Berlusconi si è subito intestato la vittoria “dei moderati”, sminuendo il contributo degli alleati, Lega a FdI i quali cantano vittoria ma farebbero meglio a guardarsi le spalle. Evidentemente, non hanno ancora imparato le lezioni del passato, anche recente, quando B., per esempio, fece di tutto per far naufragare i sogni capitolini della Meloni. Quest’ultima e Salvini hanno resuscitato il mostro che li divorerà e che insieme a Renzi (il quale è tramortito ma non fuori causa) preparerà la palude moderata in cui si consumeranno le ultime energie dell’Italia. Il M5S è il primo partito, avendo persino doppiato il Pd, tuttavia, correndo da solo, non gli è riuscita la grande impresa. L’augurio dei suoi avversari è di logorarsi con tutte queste “quasi vittorie” che alla lunga diventeranno un’unica grande sconfitta. I cespugli di sinistra superano il quorum ma hanno un peso politico del tutto irrilevante. L’astensione è stata del 54% circa, dato che conferma il grado di putrescenza della democrazia italiana. Come dice giustamente La Grassa, gli stessi elementi che privano di valore i referenda, se non raggiungono il quorum del 50%, sono pronti ad innalzare archi di trionfo quando conseguono consensi ben sotto quella soglia, grazie ai quali accedono alle cadreghe e alle casseforti pubbliche. Gli elettori danno un segnale chiaro di disaffezione e, persino, di disgusto per il teatrino partitico nazionale che sta trascinando il Paese, isole incluse, verso l’abisso. Chi spera, però, che basti il malcontento generale per sbarazzarsi dei sicofanti che ci sgovernano si sbaglia di grosso. Se non emerge il vettore di composizione delle forze che si stanno accumulando nelle viscere della società non arriveremo mai a sbocchi positivi, anzi l’autodistruzione lenta ma inesorabile resterà l’unico orizzonte possibile per questa nazione tristemente in rotta. Eppure il trucco c’è e si vede. Gli unici a non vederlo sono gli inconsapevoli collaborazionisti berlusconiani. Lo svela pure Ferrara che la partita è pilotata perchè le prossime elezioni saranno una gara di balle: “Berlusconi va con Salvini ma si prepara a governare con Renzi, Renzi va addirittura con D’Alema o altri ‘de sinistra’ ma si prepara a governare con Berlusconi”. In questa sintesi c’è tutta l’Italia di domani, ancora serva di dolore ostello e bordello degli americani.

CHE ESALTANTI ELEZIONI! di GLG

gianfranco

Se non sbaglio, nella maggior parte dei referendum, in cui si chiede un parere agli elettori, quando non si supera il 50% dei voti espressi la consultazione viene considerata nulla, perché evidentemente il disinteresse per essa è decisamente maggioritario. E in questo tipo di “democrazia” si contano appunto le teste (raramente pensanti) che esprimono la loro convinzione. Sembrerebbe quindi atteggiamento serio e responsabile non tenere conto delle elezioni in Sicilia (46% degli elettori al voto) e ad Ostia (due terzi di astenuti). Invece, pur manifestando qualche preoccupazione per questo fatto, si sta assistendo da due giorni (e si continuerà ancora, siamone sicuri) a intense e “dotte” disquisizioni sui vincitori e i perdenti. Tra l’altro, ormai da tempo immemorabile non vengono riportati i voti bianchi e nulli. Credo si tratti di cifre molto modeste, comunque era bene fornirle.
In ogni caso, la disaffezione degli elettori è manifesta. Tuttavia, osservando (in Sicilia) la discrepanza tra voti per il candidato presidente e la somma delle liste che lo appoggiavano (i “5 stelle” ne avevano una sola, la loro), si constaterebbe che una somma ragguardevole di voti espressi sulle liste di “centro-sinistra” si sarebbe riversata sul pur perdente candidato “grillino”. Nel “centro-destra”, invece, liste e candidato (vincente) andrebbero di pari passo. Molti giornalisti e commentatori ne hanno concluso che probabilmente anche gran parte della enorme massa di astenuti sono “sinistri” del tutto malcontenti dei loro rappresentanti ufficiali. Può certo essere. Tuttavia, la questione centrale è la disaffezione crescente verso questo ceto politico, scadente come mai si è verificato nel nostro paese; e del resto sembra di poco migliore (cioè meno peggiore) in tutta Europa, sintomo di una decadenza veramente preoccupante e che non si sa se sia rimediabile o meno, comunque non in tempi brevi.
Non starei a trarne indicazioni di breve momento, soprattutto relative alle prossime elezioni. Poche considerazioni, tanto per dire qualcosa. Le difficoltà di Renzi sembrano accresciute, ma starei attento a considerarlo ormai fuori gioco o quasi. L’aver incontrato pochi giorni fa Obama (notiziola ritenuta di poco conto) mostra che il leader piddino gioca sulla possibilità che il vecchio establishment americano riesca a far fuori infine Trump; e lui allora apparirà come un “fedele nei secoli”. Si continua a far finta che siamo indipendenti e invece, come ha detto Bannon con sincerità legata ad una nuova strategia, noi (e non solo noi) siamo un “protettorato” del paese ancora predominante. Chi vincerà alla fine nel contrasto acuto che laggiù si è aperto riconoscerà quali dovranno essere i migliori governanti nei “protettorati”. D’accordo: Bannon ha anche affermato che gli Usa non hanno più vero interesse a questi protettorati; ma qui ha detto una piccola bugia, volendo in realtà significare che una eventuale vittoria e permanenza del neopresidente richiederà buoni rimaneggiamenti nel personale politico europeo (e italiano in specie). Mentre si affrancheranno probabilmente in tempi medi Giappone e Corea del Sud, andando in tal caso ad accrescere il multipolarismo nel sistema delle relazioni internazionali.
Tornando a noi, ci saranno forse maggiori difficoltà per le possibili soluzioni governative in Italia se le prossime elezioni si faranno presto e andranno a finire come indicato dalle attuali previsioni, che potrebbero però cambiare, anche se non in senso diametralmente opposto. Al Pd non sembra conveniente restare attaccato a coloro che stanno alla sua “sinistra”, malgrado questa speri in un minimo di rinascita se avrà tra le sue fila Grasso. Non è escluso che a Renzi si prospetti la necessità di non porsi quale premier per favorire un qualche accordo al fine di varare il famoso governo raffazzonato “per il bene del paese”. Anche Pd e F.I., da soli, dubito però che ce la faranno a costituire una maggioranza. E del resto Toti (figura rilevante nel secondo partito) non sembra favorevole a liquidare la Lega, che del resto, dati i numeri dei parlamentari, sarà probabilmente necessaria alla costituzione del suddetto governo. Nemmeno Berlusconi, immagino, sarebbe credibile come premier; dovranno trovare un compromesso. Forse qualche “tecnico” (tipo Draghi), ma non necessariamente.
Sia chiaro che, per quanto mi riguarda, penso male di tutte le attuali formazioni politiche. Tuttavia, spero fallisca l’attuale campagna concentrica – e veramente esasperata perché si avverte che il suo fallimento renderebbe più deboli Pd e “centro-destra”, rendendo quindi più complicato e comunque precario un loro accordo – condotta da F.I. e “centro-sinistra” contro i “5 stelle”. In questa situazione – finché non si capisce che le elezioni non risolvono i nostri problemi – è allora bene che questi ultimi, pur limitati e piuttosto inetti (e anche un po’ ridicoli), restino in sella e rendano numericamente difficile il cosiddetto “inciucio”. Anche perché – dopo tutte le chiacchiere sul “nano” quale argine al populismo e destra “estrema”, ecc. – vedere che Pd e F.I. non bastano e che bisogna trascinarsi dietro Lega (e quindi anche FdI) creerebbe un forte malumore in settori non indifferenti del partito di Renzi; e anche dall’altra parte, molti elettori leghisti e fratellitalioti non sarebbero molto soddisfatti. Insomma, si creerebbe una situazione interessante; soltanto, però, se i pentastellati resisteranno all’attacco concentrico. Oltre che pasticcioni, sono pur essi fondamentalmente legati alla politica estera di sottomissione sostanziale agli Stati Uniti (chiunque comanderà in questo paese); ma l’importante, nel breve periodo, è che non vada in porto il disgustoso e pestilenziale “mercanteggiamento” tra sedicenti “sinistri” e “destri”.
L’Italia deve restare in questa situazione di disagio dovuto al malgoverno con crescente disaffezione della popolazione verso gli attuali politicanti. Non ci sarà la stessa astensione delle elezioni siciliane e ostiensi, ma l’importante è che questa si attesti alle elezioni politiche intorno al 40% almeno. Sarà soprattutto dovuta a elettori “di sinistra”? Questo lo vedremo. Certamente, non mi convince chi si illude su formazioni come “Casa Pound”. Non c’entra nulla il populismo o il fascismo, accuse di puro comodo e solo irritanti per la loro malafede. Il problema è che occorrono nuove idee trascinanti e poi la nascita di organizzazioni politiche, che sappiano cavalcare il malcontento senza manovrine e ideuzze per raccogliere un po’ di voti e inviare qualche loro caporione a prendersi quel bel gruzzolo con cui sono retribuiti i parlamentari. Occorre ben altro “orientamento”. Per il momento, però, non si constata la nascita di vere nuove organizzazioni “di sfondamento”. Quindi, speriamo semplicemente che continui ad aggrovigliarsi la situazione politica, rendendo vani i tentativi di una tranquilla governabilità da parte dei maneggioni attuali ai danni della popolazione italiana. Deve crearsi una crescente ingovernabilità; questa la speranza per gli anni a noi più prossimi. E poi speriamo…..

PS Ho sentito da poco in TV le dichiarazioni di Berlusconi secondo cui “hanno vinto i moderati”. Lega e FdI si sentono tali? Il “nano” vuol mettere il cappello sulla vittoria e precostituirsi la posizione di decisivo intrallazzatore per garantire il prossimo governo italiano, dandosi da fare anche in sede europea per rendersi sempre più ben accetto all’interno del “partito popolare” del continente quale argine nei confronti del populismo e delle “destre estreme”.

1

Il BISOGNO REALE di GLG

gianfranco

 

Qui

l’articolo berlusconiano trasuda un vero gongolare per aver allontanato la pur pallida prospettiva di un accordo, successivo alle elezioni, tra “5 stelle” e Lega, l’unico che avrebbe rappresentato una effettiva “zeppa” tra i piedi dell’ormai svelato (e da tutti finalmente “chiacchierato”) inciucio tra Pd e F.I. La Lega ha scelto di partecipare a quest’ultimo e punta a mantenere i suoi voti verso il 15%, in modo da poter poi reclamare il suo gruzzoletto di posticini nelle varie amministrazioni pubbliche. Ulteriore dimostrazione che chi “gioca” solo sul piano elettorale alla fine getta la maschera e si svende. La Lega tornerà ad essere un partito “ancella” (del “vile nano”) nell’accozzaglia detta “centro-destra”; e resterà di fatto nordico. Per il momento, temo lunghetto, ha vinto Berlusconi che ha i suoi migliori referenti leghisti in Maroni e, appena un po’ in sordina, in Zaia. Salvini aveva del resto mostrato il suo trasformismo con il mutato atteggiamento sulla UE e sull’euro. Sia chiaro che non ritengo essenziale il semplice “rumoreggiare” su questi temi. Ci vuole ben altro; ed infatti anche queste posizioni si mostrano per quello che sono, semplici mascherature e agitazione scomposta per avere un po’ di voti. Una volta ottenuto (nei sondaggi intanto) questo risultato, si passa subito all’incasso, mostrando chiaramente la propria miserabilità e inconsistenza politica.
Tuttavia, farsi vedere ancora patrioti e per la Nazione, magari organizzare marcette su Roma che sono semplici “caricature” di comportamenti di epoche definitivamente passate, serve soltanto ai farabutti che si gonfiano il petto con il vuoto e declamatorio antifascismo; e non solo di “sinistra” perché anche le “destre” sedicenti moderate urlano pur esse contro il fascismo (e contro il comunismo) e vomitano in modo inconsulto e perfettamente ignorante il loro mal inteso liberalismo, autentico sfregio di quello reale d’altra epoca e semplice finzione atta a nascondere un atteggiamento depredatorio verso la popolazione sempre più smarrita. Non ci si libererà di simile immane vergogna che attanaglia il paese (e del resto anche il resto dell’“Occidente”, sia pure in forme meno eclatanti) fino a quando non si afferrerà un’idea tale da unire quote decisive di popolo “incazzato”. Occorrerà però nel contempo la formazione di un autentico gruppo dirigente che – trattando adeguatamente anche con settori, credo per nulla soddisfatti, degli apparati di sicurezza – vada veramente a Roma assai poco pacificamente, entri a Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama, ne tiri fuori tutti gli occupanti che lì si troveranno (molti saranno già scappati e altri dichiareranno d’essere sempre stati dalla parte dei “nuovi arrivati”; l’Italia è il paese di Pulcinella), facendoli sfilare in diretta TV sotto le ben note “forche caudine”. E poi a casa a curarsi le sculacciate e pedate prese dalla folla osannante.
Purtroppo quel momento non è vicino; buona parte della popolazione brontola ma è senza direzione alcuna. Tuttavia, tutto sta marcendo; chi capisce qualcosa lo avverte, ne sente la puzza. Nella storia è però impossibile dire quando la misura sarà colma. Si colmerà e si avrà la “rigenerazione”; il quando non si riesce al momento a predire.

IL GRANDE IMBROGLIO, di GLG

gianfranco

qui

superato il primo ostacolo (molto facilmente) – e convinti (come lo sono pure io) che supererà anche quello del Senato, magari con l’appoggio di Verdini (semplice “sezione staccata” dell’infame berlusconismo, la peggiore infezione italiana) – questi sicofanti cominciano a non più nascondere le loro reali intenzioni di accordo fra banditi per disfare il paese, raggiungendo l’obiettivo di piegarlo al conseguimento dei loro interessi, del tutto opposti a quelli della gran massa dei nostri connazionali (compresi i coglioni ignari, che ancora li votano).
Dal 2011 sto denunciando (ovviamente senza alcun risalto, questo è logico) il “vile nano”, il peggiore “badoglio” della storia italiana. Ha tradito Gheddafi, pienamente consenziente con la sua liquidazione (voluta, in ultima analisi, da Obama e realizzata mediante i sicari inglesi e francesi; e anche italiani) pur dichiarando, ad anni di distanza da quel tradimento, che non era d’accordo; ma nulla ha fatto per impedirlo e nemmeno si è dimesso dal governo per almeno mostrarsi contrario a quella decisione. Poi ha continuato a compiere azioni da me sempre puntualmente colte e denunciate immediatamente. Ha di fatto appoggiato Napolitano nella nomina di Monti, favorendolo con le proprie dimissioni e facendo finta di credere alle difficoltà create dallo “spread”, creato ad arte ed infatti denunciato, ma dopo due anni, come operazione mirata a sostituirlo. Ha appoggiato anche Letta, la rielezione di Napolitano a presdelarep (un vulnus alla tanto strombazzata Costituzione), ha stilato il Patto del Nazareno con Renzi (anche lui appoggiato nelle sue varie operazioni d’imbroglio) per poi staccarsene per meglio restare nel “centrodestra”, di cui danneggiare continuamente ogni unità di effettiva opposizione.
Oggi, nemmeno si aspettano le elezioni è già si fa capire che l’“inciucio” è pronto e si è ormai convinti di riuscire a farlo. Infatti, si spera (realisticamente) che una buona quota di elettori di “opposizione” siano ingannati anche dal sottile gioco di Toti, che sembra differenziarsi da Berlusconi per meglio tenere agganciati i leghisti; e questi si differenziano opportunamente fra loro, con Salvini in pieno gioco di rappresentanza nazionale mentre altri (Maroni e Zaia, però con sfumature a loro volta differenti; più netto il primo e più “moderato” il secondo) rappresenterebbero gli umori “nordisti” della maggior parte del loro elettorato. Siamo insomma in presenza di una grande truffa portata avanti con il solito metodo delle “tre carte”. Gli elettori, scontenti della terribile situazione in cui questi banditi hanno cacciato l’Italia, si dedicheranno inutilmente alla ricerca di dov’è la “carta giusta”. E non si accorgeranno che in realtà tale “carta” non esiste da nessuna parte poiché ormai, dopo la liquidazione della prima Repubblica, si è venuto formando un ceto, balordamente definito politico, di truffatori da rifiutare nel loro insieme. Gentaglia infame, sordida, un vero letamaio. Ma imperversano in TV e in tutti i media che fanno opinione (altro che internet!). E per meglio ingannare gli sprovveduti si accapigliano fra loro. Tuttavia, indubitabilmente, anche con una certa convinzione perché ognuno vuol prendere più voti; così arrafferà una più elevata quota di quel bottino di cui viene “derubata” la popolazione italiana.
Lo schifo rappresentato da questa gentaccia – e da un’accolita di pseudointellettuali, alcuni addirittura recitanti la parte degli “antisistema”: anti-capitalismo, anti-gruppi finanziari, ma solo meschini mentitori e con gruppetti di violenti al seguito, in modo da provocare il rigetto della popolazione verso ogni idea di mutamento di questo disgustoso ammasso di banditelli, che non vengono così mai gettati tra i rifiuti e “sotterrati” per impedire ulteriori epidemie – è abbastanza afferrato dalla gente comune, che però si fa ancora ingannare da alcuni e crede all’esistenza di una possibile opposizione radicale. Niente da fare; è solo una recita per mantenere in piedi questa laida “democrazia” del voto, in cui tutti gli individui sono dichiarati eguali e devono esprimere su carta straccia le loro preferenze per ignoti (salvo che per le balle raccontate in campagna elettorale e per le loro faccione di merda sempre sorridenti o reciprocamente incazzate ai fini della loro recita); poi, però, ci si appella alla “governabilità” e si rinnega bellamente ogni eguaglianza (del resto inesistente) onde perseguire i propri interessi di imbroglioni e ingannatori di professione, intenzionati a vivere lautamente alla faccia di chi sgobba.
Sarebbe ora di finirla con questa pantomima e di dedicarsi invece ad un certo “lavoretto di fino” nei confronti di questi autentici maiali (mi scusino le povere bestie, che già massacriamo per mangiarcele). Bisogna trovare altre vie; e infliggere un bel giorno una lezione definitiva a costoro. Mi sembra che per il momento, anche tra i più giovani, prevalga l’ambizione di poter entrare a far parte dell’infame gioco. Alla fine pagheremo tutti; e sarà una soluzione veramente giusta, ma non scoperta da noi, invece imposta dal fallimento di questi “molluschi”, tanto inetti quanto disgustosi.
2

NON SE NE PUO’ PIU’, di GLG

gianfranco

 

 

In effetti, se ricordo bene, fonti di irritazione miste a disprezzo ce n’erano anche all’epoca della prima Repubblica. Mai però come adesso. Da un pezzo è chiaro che cosa sono ormai questi istituti di statistica (come pure certi sondaggisti). Alterano i dati su ordine di governi di sfasciacarrozze quali sono i politicanti odierni, in specie quelli del lato “sinistro”. Lasciamo perdere la faccenda dell’occupazione che, come detto mille volte, viene data in aumento (ora mettendo avanti i giovani ora quelli di mezza età) e si dice solo di sfuggita che l’80% dell’aumento (in realtà sarà la quasi totalità) è a tempo determinato e per lavori stagionali o di poche, minime, ore al giorno e/o per pochi giorni alla settimana.

Lasciamo stare; l’imbroglio più grande è quello relativo agli incrementi del Pil, alla fiducia dei consumatori e imprenditori. Il tutto per far pensare alla ripresa ormai robusta. Il che fa ridere comunque, dato che si parla, pur imbrogliando, di aumenti dell’1,5% per tre anni; e uno dovrebbe ricordare quali erano gli incrementi nei periodi in cui le crescite si alternavano alle “recessioni”. Comunque, anche se i dati fossero reali (e fossero reali quelli degli altri paesi europei), non farebbero che confermare la sostanziale stagnazione, che poi si rivelerà con ancora maggior risalto appena sarà terminato il periodo elettorale. In effetti, l’Italia dei “sinistri” – governi tutti destituiti di autorità poiché mai veramente eletti e con un terzo dei parlamentari che hanno cambiato casacca da “destra” a “sinistra” dopo le ultime elezioni – è la più serva che si ricordi e accentua sempre più questo suo carattere. Di conseguenza anche gli organi internazionali (europei in specie) corroborano le falsità pubblicate dai nostri istituti statistici.

Il tutto è appunto in funzione di un aiuto elettorale a questi “sinistri” in affanno per troppa cretineria sul problema dell’“accoglienza”, malgrado la “correzione” Minniti. Quando le elezioni saranno passate, allora assisteremo: 1) se vincesse un diverso orientamento politico (e quindi governativo), tutto tornerebbe in discesa, la catastrofe economica sarebbe imminente; 2) se rivincesse l’inetta (e anche un po’ delinquenziale) “sinistra”, si avrebbero comunque alcune difficoltà, delle pericolose zone d’ombra, che richiederebbero ulteriori batoste soprattutto sui ceti medi (a livelli bassi perché quelli alti sono troppo poco numerosi e da loro si “tira su” ben poco).

********************

Ho parlato della “correzione Minniti”. In effetti, ci si è resi conto, nell’ambito di una parte dei piddini (quelli per il momento ancora “renziani”), delle fesserie commesse sperando di approfittare dei risultati, piuttosto deludenti, della politica obamiana relativa alla “primavera araba”. I “sinistri”, coadiuvati da un ceto “intellettuale” di una pochezza intellettiva da far paura (oltre che schifo), credevamo di poter approfittare delle migrazioni – in minima parte dovute a persecuzioni e “annessi” – al fine di conquistarsi masse d’appoggio nel momento in cui sono in decadenza. I risultati che sembrano profilarsi in Germania (ne parleremo a risultati acquisiti e un po’ “digeriti”) dimostrano che il “politicamente corretto” sta cominciando forse, probabilmente, la sua discesa. A questo punto, gli ambienti un po’ più furbi della “sinistra” hanno deciso negli ultimi tempi di correre ai ripari; intanto almeno fino alle elezioni.

Interessante è anche come viene presentato Minniti da buona parte del suddetto ceto intellettuale “buonista”; sintomatica anche la presa in giro di un mediocre comico come Crozza, che tutti i deficienti di “sinistra” ritengono un portento, mentre è di una faziosità, astio, volgarità, banalità, totale mancanza d’umorismo mai viste in vita mia (nemmeno Bob Hope, Red Skelton, Gianni e Pinotto, ecc. erano a così basso livello). L’importante è far passare Minniti per quasi fascista, comunque un “destro”. Cosicché una parte di quegli irritati per le migrazioni, che tuttavia non vorrebbero proprio votare per la “destra”, potranno tornare a votare a “sinistra”. I gruppi dominanti filo-UE puntano ormai, per l’Italia, ad un accordo – rigorosamente dopo le elezioni – tra Pd “renziano” e Forza Italia berlusconiana. E’ chiaro che quest’ultima, pur decisa a partecipare a tale progetto comune, ha però convenienza ad aumentare i propri voti per riequilibrarsi un po’ rispetto al futuro “alleato” Pd. Quest’ultimo (la sua parte più furba) vuole invece restare largamente preminente nel suo rapporto con Berlusconi. Minniti serve esattamente a questo; e i cretini di intellettuali, di comici da strapazzo e altri “mentecatti televisivi”, sono utili a tale scopo, presentando Minniti come “destro”.

Incredibile che altri – sciocchi o in cerca di manovre ambigue? – di provenienza “fratelliniditalietta” corroborino tale falsa credenza ad Atreju, tributando applausi al Ministro dell’Interno, che fa sorridendo (in realtà, ridendo dentro di lui) il suo show a base di scrivania di Mussolini, di stanza di Italo Balbo e altre fregnacce simili. Naturalmente, Minniti (la parte che lo ha messo in primo piano per ridurre il danno prodotto dal troppo benevolo “accoglimento” dei falsi profughi e perseguitati) saprà come ridurre lo sconcerto di coloro che, pur non essendo favorevoli a simile improvvida politica dei governi “sinistri”, è ancorata all’antifascismo. Questi fottuti piddini – nati dalla trasformazione dei fallimentari settori ex-piciisti, quelli che trattarono con gli Usa il voltafaccia dal filo-sovietismo – devono comunque raccontare che sono pur sempre eredi della Resistenza, naturalmente quella che ha tradito ogni speranza di rinnovamento della nostra società e ha finto che l’unico scopo, per cui molti sono morti, era quello di essere “liberati” dagli americani e divenire i loro burattini.

Molto bene, la putrefazione avanza. Non avanzo ipotesi, mi limito a rilevare certi fatti.

P.S. Mi è stato riferito che in realtà ad Atreju Minniti è stato più fischiato che applaudito. Alcuni giornali che avevo letto non hanno riportato correttamente le notizie da quell’incontro di FdI. Quindi va corretto quanto detto sopra. Non conosco ovviamente quanto è stato detto e discusso in quel luogo.

 

L’OBIETTIVO DEI POTERI DOMINANTI ITALIANI: VICINANZA F.I. E PD, di GLG

gianfranco

QUi

Non mi erigo certo a difensore della Lega, che merita quello che sta avvenendo proprio per l’incapacità, legata alla smania elettorale, di denunciare quello che è il figuro più miserabile della vita politica italiana almeno dal 2011 a questa parte, cioè Berlusconi, falso loro alleato che sta subdolamente svolgendo la sua funzione di gettare in una parte dell’opposizione (detta di centrodestra) le basi del disfacimento. Un anno fa F.I. era scesa nei sondaggi sotto il 10%. Il brontolio confuso e sempre incerto di Lega (e anche FdI) hanno riportato in su tale partito mentre la Lega è rimasta al palo del 13-14%. Adesso questa Lega codarda subisce la sottile malevolenza dei berluscones oltre a quella aperta del Pd, soprattutto renziano. E lo stesso devo dire dei “5 stelle”. Nessuna particolare simpatia per un partito pasticcione, che ha giocato su una dirittura morale e politica ormai piuttosto intaccata. Anche in tal caso, però, si constata con chiarezza l’attacco concentrico di P-idioti e berlusconiani. Ci vuole così tanto a capire che il “vile d’Arcore” è il vero elemento di corruzione del sistema politico italiano? Renzi (o chi eventualmente lo sostituisse, ma credo non sarà facile; e poi non è la questione centrale da discutere) è a suo modo scoperto nell’affermare ciò che vuole ottenere. Berlusconi è invece una vera “lingua biforcuta”; è ambiguo, viscido, subdolo.
Non mi si dica che Salvini e Meloni sono così scemi da non capire che il vero disegno dei poteri dominanti in Italia è di arrivare ad un accordo tra Pd e forzaitalioti; senz’altro non scevro di contrasti, creati tuttavia a bella posta per mai svelare alla popolazione la vera alleanza che si andrà costituendo a danno dei nostri “destini”. No, non sono stupidi, capiscono, ma sono abbagliati dalla prospettiva elettoralistica. Abbiamo bisogno di altre forze, ancora da nascere (almeno così sembra), in grado di rovesciare tutti i tavoli e prendere il potere per via assai diversa; e che poi mettano fuori dalla scena politica italiana con metodi “d’urgenza” tutti questi cialtroni e malfattori. Lunga è la via, ma il primo passo è l’eliminazione dei forzaitalioti e del loro capo, il “Gano di Maganza” di turno in questo paese sempre abituato ai tradimenti e ai voltafaccia. Denunciarlo a tutto campo, smerdarlo ogni giorno, ogni ora. Isolarlo insomma; sarà costretto a smascherarsi, non avrà altra strada da percorrere che quella di mostrare il suo vero volto, quello della “morte rossa” per questo paese (si ricordi il racconto di Edgar Allan Poe). Senza il suo doppio gioco, si arriverà ad una reale contrapposizione netta tra i due schieramenti, che debbono restare nemici acerrimi in modo da scatenare infine la “soluzione” necessaria: presa del potere senza complimenti e con programmi chiari e netti, in primo luogo in politica estera. Fine dell’atlantismo e della sua copertura “union-europeista”, inventata da personaggi finanziati dagli Usa dal 1945 e anche prima (si vedano comunque in proposito gli studi di Joshua Paul).
1

AUGURIAMOCI L’ALLEANZA LEGA – 5 STELLE

salvini putin-2

 

Gli attacchi della magistratura a Lega e M5S sono un avvertimento per le prossime elezioni. Che ai due partiti non venga in testa di mettersi insieme per governare il Paese, ricorrendo a patti di qualche genere, atti a garantire una sintesi originale delle loro posizioni differenziate ma convergenti sull’analisi che la rovina dell’Italia ha come cause principali l’Ue e il “consociativismo” Pd-FI.
Alla Lega sono stati sequestrati i conti correnti per vicende vecchie di dieci fa, riguardanti la gestione Bossi. Probabilmente, saranno dissequestrati in tempo per il vivo della campagna elettorale ma l’ammonimento è stato consegnato al “buon senso” di Salvini e compagni. Ai 5Stelle, invece, il tribunale di Palermo ha contestato la correttezza delle “regionarie” siciliane, entrando a gamba tesa nelle questioni di un organismo privato che è pur sempre libero di decidere chi candidare e con quali strumenti. Effettivamente, un’alleanza elettorale (complicatissima) o post-elettorale (più ragionevole) tra Salvini e Grillo (a legge elettorale invariata) avrebbe, quanto meno, il merito di sparigliare le carte ed impedire il ricoagulamento del famigerato partito della Nazione, a guida Renzi con la desistenza di Berlusconi o dei suoi vari prestanome, che tanti danni ha già procurato al Belpaese. Secondo quanto riporta il faccendiere Bisignani, su Il Tempo, ci sarebbero poteri interni ed esterni che gradirebbero questa soluzione innovativa per far uscire Roma dalla pericolosa morta gora in cui sta soffocando. Meglio l’azzardo della riproposizione di un risultato scontato che ha già dimostrato, nel recente passato, di fare molto male allo Stato e alle sue istituzioni, generando crisi in ogni comparto sociale. I soggetti a cui fa riferimento Bisignani sono: la Russia, il Vaticano e quel che resta di Mediobanca. Si tratta però di poteri articolati, per cui bisognerebbe capire quali settori in particolare starebbero lavorando all’intesa (soprattutto, con riferimento a quelli autoctoni sempre abbastanza infidi e doppiogiochisti). Sono drappelli convintamente “revisionisti” che puntano a modificare alle basi gli assetti statali italiani o opportunisti che intendono far fallire l’operazione “novità”, al massimo puntando a rifare il trucco ad un panorama politico ampiamente screditamento da destra a sinistra? C’è già da segnalare che il M5S, blindando alla figura di Premier il più moderato dei suoi attivisti, Luigi di Maio – uno che dichiara solennemente di voler rimanere nella Nato e che si siede volentieri al tavolo con finanzieri e banchieri filoamericani – dimostra di preferire una soluzione “conformista”, il che vuol dire maggiormente orientata a sinistra. Una riproposizione del vecchio sfacelo a protagonisti mutati, con il Pd che si accontenta di svolgere una funzione stabilizzatrice riconoscendo la (momentanea) leadership ai grillini (facilmente condizionabili nelle camere di compensazione del potere, in cui i pentastelluti possono essere rapidamente disorientati). Da par suo, il leader della Lega, nonostante dichiarazioni roboanti, non riesce a staccarsi dal Cavaliere di Arcore e a denunciare il ruolo di staffa del sistema giocato da quest’ultimo, sin dalle sue dimissioni del 2011, concordate con Napolitano (il che la dice lunga anche sulle sue intenzioni attuali). Se il leghista non svolta radicalmente sarà fagocitato e questa volta sarà davvero la fine della Lega. C’è da augurarsi, invece, che i processi oggettivi finiscano per costringere M5S e Lega ad organizzarsi congiuntamente per non essere stritolati dai comuni nemici che si presentano come amici. Non cambieranno il Paese perché sono sostanzialmente incompetenti ma, se non altro, metteranno fine ai sogni di strapotere di Renzi (e del suo sodale Berlusconi) che costituiscono il vero incubo dell’Italia.

VITALIZI, IL VERO OBIETTIVO SONO I CITTADINI

aula-parlamento-italiano

 

La Camera ha approvato la proposta di legge Ricchetti sul taglio ai vitalizi dei parlamentari che lede i diritti acquisiti, cioè si applica anche agli eletti cessati dal mandato che già percepiscono l’assegno. L’odio, meritatissimo, contro i nullafacenti delle istituzioni elettive ha offuscato la vista al popolo, il quale non si rende conto che presto verrà bastonato con gli stessi metodi. Naturalmente, dietro l’iniziativa, spacciata per una battaglia di moralità, contro una classe di privilegiati, ci sono i peggiori partiti della storia nazionale, in primis Pd e M5S (ma l’Aula è tutta compiacente perché il qualunquismo anticasta porta voti), che stanno litigando per attribuirsi la paternità del “grande” risultato. Non tarderanno, c’è da scommetterci il culo, a giocare allo scaricabarile allorché provvedimenti similari saranno presi, scatenando la rabbia generale, per togliere garanzie ad altri settori sociali. Allora, ma solo allora, la pdl Ricchetti resterà orfana, nonostante porti il nome di un deputato del Partito Democratico.
Come volevasi dimostrare, sin da ieri, i principali quotidiani discutevano, portandosi avanti con le loro idee “brillanti”, della possibilità di generalizzare la ratio della norma, senza risparmiare nessuno. Ha scritto Macioce su Il Giornale: “Questa riforma dei vitalizi rischia infatti di mettere in discussione le storie di ieri. Non quelle grandi, di popoli e nazioni, ma quelle quotidiane, personali, di casa, lavoro e vecchiaia. Molto dipende dai giudici, quelli vestiti di ermellino, quelli a guardia della Costituzione. Se l’alta corte, infatti, conferma che i «diritti acquisiti» non sono sacri e inviolabili, allora tutto il passato torna in gioco. Non solo la pensione dei D’Alema e dei Fini o di Cicciolina. Si rompe un tabù e può accadere che chi ha versato poco e ogni mese riceve molto non può più resistere dietro un «quel che è fatto è fatto». Il passato ritorna in gioco. Tutto torna in discussione. Le pensioni d’oro? Un po’ troppo d’oro. Quelli che sono andati in pensione con il retributivo? Vediamo. La reversibilità? Dipende. … non c’è più nulla di scontato e sicuro. In fondo, se non si fa qualcosa, il destino dell’Inps è segnato, questo sistema non regge: i giovani guadagnano troppo poco per pagare le pensioni ai vecchi. È il grande dilemma del nostro welfare. Che fare? La crepa nel muro dei diritti acquisiti non risolve tutto, ma crea spazi di fantasia. Non ci sono più paletti, gli spazi di intervento si ampliano, si getta lo sguardo su soldi ritenuti intoccabili. Qualcuno magari si mette lì e ridisegna, più di Dini e più della Fornero, il sistema previdenziale. Con un grande vantaggio, però: la prospettiva è molto più ampia. Non c’è sulla mappa solo un pezzetto di ieri e quel futuro che chi verrà domani dovrà scontare. La prossima volta si può giocare sul passato, territorio inesplorato. Non pagheranno solo quelli che non sono ancora arrivati a riva, ma anche chi si sentiva su una spiaggia sicura. L’incertezza non ha più ripari generazionali. Si esagera? Forse. Ma tra quelli che ieri a Montecitorio hanno votato sì qualcuno ci starà pensando. Oggi a noi, domani a voi. La vendetta è un piatto che si consuma freddo”.
Cari imbecilli, state danzando intorno alle vostre bare. Il “campo inesplorato” siete voi, verrete sbranati dai lupi che si sono rasati un po’ di pelo per tendervi un agguato. Con questa sedicente riforma saranno giustificati i colpi che vi assesteranno con lo scopo di privarvi delle ultime sicurezze sociali ancora in piedi.
Anche Il Foglio, con un intervento di Luciano Capone, si augura che questo “principio sacrosanto, se deve valere per gli eletti, a maggior ragione dovrebbe valere per tutti gli altri cittadini”. Ed eccovi serviti, ma la pietanza cotta a puntino siete ancora voi.
Questo Paese, incapace di crescere e di svilupparsi, a causa di una classe dirigente inetta e servile ad interessi stranieri, ha deciso di ricorrere all’autofagia. Sta divorando i suoi organi perché non ha più occhi per guardare lontano, testa per immaginare il futuro e mani per afferrare il presente. Possibile che l’Italia deve annegare nelle sue lacrime?

1 2 3 4 5