PROVIAMO INDIGNAZIONE, MA SENZA IPOCRISIA, di GLG

gianfranco

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E’ bene prendere atto che si tratta di “normalità”. In Irak non sembra esistere un potere compatto in grado di assicurare una certa unitarietà al paese e alla sua direzione politica. In simili condizioni, certe spiacevoli (eufemismo) risultanze dell’infamità umana risultano più evidenti e di più facile rilevazione. Ad esempio, alla fine della seconda guerra mondiale, invece, i vincitori – pur dividendosi praticamente subito in due blocchi distinti – erano, nell’area di loro competenza, di compattezza e omogeneità tali da potersi descrivere quali portatori di civiltà e umanità contro la ferocia e crudeltà dei vinti. Balle colossali. Fin da ragazzino sono stato “vaccinato” contro questa falsità. Il capo delle Brigate Nere della mia cittadina era marito di una parente della mia famiglia; e i suoi giovani figli, miei cugini in quarta (o quinta, non so bene) facevano parte delle stesse. Sapevo così, anche se ne capivo poco al momento, delle torture inflitte ai partigiani catturati e spesso poi accoppati. E seppi subito che questi lontani cugini avevano prelevato, proprio pochi giorni prima del 25 aprile, due presunti partigiani dall’Ospedale (mentre erano in effetti dei semplici ricoverati perché malati) e li avevano fucilati nel cimitero. Ho però conosciuto a casa mia un certo numero di fascisti, alcuni restati tali anche finita la guerra, che non erano per nulla implicati in “fatti” di disumanità (ivi compreso mio padre).

All’inizio degli anni ’50, da poco uscito dall’adolescenza, entrai in contatto stretto con il partito comunista. Non presi la tessera, ma partecipai alla vita del partito per più di un decennio, allontanandomi solo dopo la netta rottura tra sovietici e cinesi (nel ’63); mi avvicinai così ai gruppi filo-cinesi. In ogni caso, conobbi in quegli anni molti che avevano combattuto la guerra partigiana e  raccontavano senza reticenze quello che avevano fatto loro e i loro compagni di lotta. E appresi così che anche in “questo settore” vi erano brave persone, con cui ho avuto molta amicizia, e individui nefasti, di una aberrazione e crudeltà difficile a credersi (in specie alla mia età d’allora). Ho dunque imparato prestissimo che non vi sono solo orrori da una parte e vicende esaltanti dall’altra. La scelta di una delle fazioni in lotta va comunque, secondo la mia netta convinzione, compiuta in base alla strada che ci sembra la migliore da imboccare in quella data contingenza storica. Tuttavia, tra coloro che si schierano su date posizioni e quelli che ne appoggiano altre, vi sono eguali quantità di individui che ci credono veramente e sono fondamentalmente “sani” (il che non significa che non debbano, in certi scontri acuti, anche ammazzare, ma solo per assoluta necessità: o loro o gli altri) e di ignobili personaggi che sono invece dei degenerati, sadici, vogliosi di semplice vendetta e di cogliere opportunità per emergere o anche arricchirsi a spese dei vinti. Non c’è nessun motivo di “migliore e più virtuosa” umanità che spinga a scegliere una parte o l’altra. Per questo ho sempre provato schifo per chi racconta solo le “mostruosità” del “nemico” mentre i “suoi” avrebbero esclusivamente compiuto azioni giuste e luminose. Mentitori a 360°, che sporcano la causa per cui hanno combattuto.

Sia chiaro che quanto detto non significa che si debbano trattare con indifferenza simili orrori. Vanno denunciati con forza e vanno pure denunciati tutti coloro che di fatto li tollerano e anzi spesso li alimentano per i loro interessi. Quando possibile, gli autori d’essi vanno repressi o anche eliminati con la dovuta durezza. Questo è indubitabile. L’importante è sapere che da ogni parte possono venire in evidenza le mostruosità di cui è capace la nostra specie animale, in tutte le sue componenti; non esistono quelle più “educate” di altre. E il bene come il male, anche nelle loro punte più alte, estreme, sono dentro di noi. Chi inorridisce e grida ai “mostri” è puramente ipocrita o stupido come lo sono appunto i cosiddetti “benpensanti”; invece propagatori di falsi pensieri e dai quali dobbiamo guardarci. Sono pericolosi “guardiani” di un “bene”, che è al contrario il male assoluto, quello che sparge a piene mani l’inconsapevolezza di quanto si annida in tutti noi. E può sempre risvegliarsi in ogni momento difficile e di scontro acuto tra convinzioni opposte. Dobbiamo scegliere ciò che ci sembra migliore in quella data contingenza; ma la scelta apre una via la cui fine ci è largamente ignota e può sorprenderci e anche perderci. Quindi basta con i “mostri”, i “folli perversi” e con i “buoni e generosi”, che rigenerano il mondo. Non si rigenera un bel nulla, spargiamo a tutto andare – e tutti convinti di operare per il meglio e per la salvezza degli uomini – tutto l’amaro, che poi assurge pure alle più alte espressioni dell’animo umano con l’arte e la letteratura.

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SIAMO QUASI ALL’ULTIMA SPIAGGIA, di GLG

gianfranco

http://www.corriere.it/esteri/17_luglio_11/tv-irachena-isis-pronta-ad-annunciare-morte-al-baghdadi-f8c2c3de-661b-11e7-99cd-8ba21567bad4.shtml

questa volta la notizia sembra vera. In ogni caso, è chiaro che è già finita una fase dell’Isis, così come era finita da tempo quella di Al Qaeda quando si decise di assassinare Bin Laden in Pakistan. Con quell’assassinio – visto (per finta) in diretta TV dai vertici statunitensi, con la Clinton (brava attrice in questo caso) che lanciò un “wow” quando vide (sempre per finta) sparare addosso al vero o presunto capo dell’organizzazione terroristica, alimentata tramite i soliti paesi arabi nell’“era” George Bush – detta organizzazione non ha cessato le sue attività, ma le svolge in modo, diciamo così, endemico, senza più azioni dotate di clamore del tipo di quella dell’11 settembre 2001 contro le “due Torri” (anche tale azione ha destato e continua a tenere vivi molti dubbi). Dopo Al Qaeda, viene lanciata in “era” Obama l’Isis (sempre tramite Arabia Saudita e Qatar e altri), che serve alla nuova strategia del caos statunitense, praticata in grande stile a partire dal 2011 con la “primavera araba”, una delle massime vergogne dell’“occidente” e della “sinistra” europea (con al seguito perfino i comici e disgustosi residui dei gruppetti “comunisti”), inneggianti al massacro di Gheddafi e all’evoluzione “democratica” (sic!) dei paesi del Nord Africa e del Medioriente. Adesso – che sia morto o meno il Califfo, che i gruppi “obamian-clintoniani” riescano o meno ad aver ragione di Trump – quella strategia è di fatto morta; entreremo nella fase “endemica” anche dell’Isis.
Cosa s’inventerà di nuovo, per rallentare il multipolarismo in avanzata e l’evidente difficoltà degli Stati Uniti (e dei vertici di questa abominevole UE), non è facile al momento immaginare. Comunque, non è finita la fase “terroristica” e probabilmente altri fenomeni tipici della stessa (attentati in Europa, migrazioni massicce e destabilizzanti, ecc.) continueranno a manifestarsi. Tuttavia, vivremo pur sempre la fase di declino (non si sa quanto lunga) di questo establishment “occidentale”, ormai catastrofico per le sorti dell’intera società mondiale. Speriamo si riesca ad eliminarlo (nel senso più letterale del termine) in tempi relativamente brevi; altrimenti conosceremo un’epoca di disfacimento di questa “civiltà” ormai vetusta e odorante di stantio. Speriamo nella rinascita, che non potrà però avvenire senza violenze assai accentuate nei confronti di una “classe dirigente” (sia politica che economica) veramente marcia e maleodorante. Lo ripeto: devono essere eliminati tutti questi decrepiti gruppi politico-economici. Ci si sbrighi; sennò pazienza, ci sarà un passaggio d’epoca che vedrà spostarsi altrove il “faro” di una nuova umanità. Care nuove generazioni “occidentali”, che dai sondaggi risultate sempre essere le più favorevoli agli imbroglioni, avete voglia di rimettervi in carreggiata? Muovetevi allora, spazzate via tutta la melma accumulatasi in quest’area negli ultimi decenni. Oppure dormite e godetevi i vostri sogni dorati; avrete la vostra terribile punizione e la vostra baldanza giovanile non vi salverà da altri massacri e orrori vari.

QUANDO SI ATTUERA’ LA GIUSTA SOLUZIONE?, di GLG

gianfranco

 

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[metto anche l’articolo dello stesso autore contro i vermi detti “di sinistra” che hanno appoggiato tutte le “rivoluzioni colorate” e in particolare quella ucraina e il massacro di Gheddafi: QUI].
La più sostanziale obiezione che mi sentirei di fare a questo articolo è la dimenticanza di come ha in realtà agito Berlusconi proprio a partire dal 2011. Si è “inginocchiato” davanti a Obama, ricevendo da questi assicurazioni di non essere proprio annientato (anche nei suoi interessi e forse nella sua stessa vita). Ho raccontato mille volte l’episodio di Deauville. Ha tradito poi Gheddafi vergognosamente. E non si deve solo parlare delle trame di Napolitano e compagnia varia. Berlusconi era in pieno accordo (certo ben mascherato) con costoro per essere sostituito da Monti (ci si ricorda cosa disse il “badogliano” di quest’ultimo e come votò F.I. per quel governo sedicente tecnico e invece fortemente politico e di transizione al peggio?).
Oggi si compie un altro passo del “voltagabbanismo” (scusate il termine) del “nano d’Arcore”. Su “Il Giornale” appare in anteprima, per gentile concessione, un pezzo del libro di Renzi in cui si critica la Magistratura per i suoi interventi in politica. Lungi da me voler difendere i magistrati, ma l’atteggiamento del “nano” appare chiaro. E non ci si ferma qui. Sempre sullo stesso quotidiano, oggi, appare un articolo di fatto a sostegno delle tesi di Boeri, l’inetto e pericoloso presidente dell’Inps. Si sostiene che i pensionati del settore pubblico sono privilegiati perché andati in pensione con il retributivo (come se i privati, andati in pensione fino alla stessa data, non fossero nell’identica situazione). Si parla di ingiustizia e di scusa sollevata tirando in ballo i “diritti acquisiti”. Evidentemente chi ha utilizzato la legge, vigente quando è maturata la sua età pensionabile (che ovviamente non era allora di 67 anni, anche questo è un improprio diritto acquisito?), ha commesso un illecito. E adesso, dopo tanti anni e a età vegliarda (se non sono morti com’è nelle speranze di questi menagrami), i pensionati statali dovrebbero subire un taglio della pensione. Idea di questi sporcaccioni di “destra” come di quelli di “sinistra”. Con simili personaggi in campo, d’ogni schieramento, è impossibile salvarsi. Come ripulirsi di questo ciarpame subumano?

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Renzi parla e sparla, dice una cosa e poi un’altra (alla fin fine vedremo come si comporterà). Al momento, sembra adeguarsi alla tattica di un Trump, che procede con colpi al cerchio e alla botte. In Polonia (e non solo) costui sostiene che la Russia è un minaccia per la “civile” Europa e l’“occidente” in genere; poi incontra cordialmente Putin e stabilisce possibili accordi sulla Siria (vedremo in seguito come li attuerà).
Idem per il “Matteo bamboccione”. Nel 2014 , ormai lo sappiamo, ha fatto accordi con la UE per accogliere in Italia tutti i migranti in fuga per la politica del caos obamiana, supinamente accettata dai servi europei. Adesso sostiene un’idea meno grama, anche se dubito che sia un dovere aiutare a casa loro quegli africani abbienti, che hanno migliaia di dollari o euro per pagarsi il trasbordo in Italia. In ogni caso, diciamo che il malcontento sempre più evidente degli italiani ha convinto il “maneggione” a rendere meno disastrosa la sua politica di aiuto ai falsi perseguitati e affamati.
E cosa accade allora? Quelli alla sua “sinistra” si sbracano e piangono sulla miseria dei poveri “privilegiati” (quelli in grado di pagarsi l’imbarco) e affermano che aiutare a casa loro i (presunti) diseredati, invece di accoglierli in Italia a centinaia di migliaia, non è “idea di sinistra”. Questi scialbi politicanti sono ormai all’ultimo stadio della “discesa” verso la “pietosa ipocrisia”. Fanno concorrenza a Bergoglio, che però dirige una Chiesa ultramillenaria e basa il suo “buonismo” sulla promessa di un’altra vita per tutta l’eternità. Questi “spompati”, situati “a sinistra” del “sinistro” Renzi (in sotterraneo accordo con il voltagabbana già citato), non hanno nulla da offrire; sono solo dei confusionari, ormai senza più prospettive. Sono seguiti da sempre più ristrette “masse” di persone spesso illuse, orfani di tutte le sperate rivoluzioni: quella “proletaria”, poi quella dei “dannati” del terzo mondo, ecc. Posso anche (solo in parte) capirli, perfino per certi versi scusarli date le delusioni provate in tanti decenni di “caduta agli inferi”. Tuttavia devono infine svegliarsi e smetterla di arrampicarsi sugli specchi. Continuando così, scivoleranno giù e si romperanno la testa.

LE “COMMEDIE” DELLA POLITICA “POLITICANTE”, di GLG

gianfranco

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da cui estraggo un paio di passaggi molto indicativi:
[“Russia e Cina condividono la preoccupazione di una escalation nella penisola coreana”, dice l’ambasciatore Vladimir Safronkov, vice rappresentante permanente della Russia all’Onu. “Siamo contrari a qualsiasi affermazione o azione che porti ad una escalation, lanciamo un appello alla moderazione e non alla provocazione”, continua, rimarcando che “la possibilità dell’uso della forza militare deve essere esclusa”. Da escludere anche nuove sanzioni: i tentativi di strangolare economicamente la Corea del Nord sono inaccettabili e non risolvono i problemi.]
[Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento dell’ambasciatore cinese, Liu Jieyi: l’ultimo lancio di missile balistico da parte di Pyongyang è “una flagrante violazione” delle risoluzioni Onu ed è “inaccettabile”. Ma si “chiede a tutte le parti coinvolte di esercitazione moderazione, evitare azioni provocatorie, retorica belligerante, dimostrando la volontà di dialogo incondizionato e lavorando attivamente assieme per disinnescare la tensione”. Liu ha anche chiesto lo stop al dispiegamento del sistema di difesa antimissile Thaad americano in Corea del Sud.]
Tipica “commedia” di quest’epoca che assomiglia, come detto (e ripeterò ancora) molte volte, a quella di fine XIX secolo, con la crescita delle nuove potenze in concorrenza con l’Inghilterra e il conseguente accentuarsi del multipolarismo poi sfociato in mezzo secolo XX di importanti guerre per la supremazia mondiale.
Nell’epoca odierna, Russia e Cina affermano di rendersi conto delle preoccupazioni create dal Nord Corea (la seconda afferma addirittura che il lancio di missili da parte di quest’ultima è “inaccettabile”), ma si oppongono perfino a sanzioni economiche. Fa soprattutto sorridere l’atteggiamento cinese (non a caso si parla spesso di “cineserie”), che evidentemente conosce bene, e sono convinto in buon anticipo, le mosse nordcoreane. Gli Usa fanno la voce grossa, minacciano pesante, magari potrebbero pure compiere qualche mossa bellica; non ci si preoccupi, fa parte delle varie sceneggiate di quest’epoca di “transizione” (ormai sempre più confusa e difficilissima da seguire), ancora piuttosto lontana dall’esigenza di regolare infine i conti.
Qualsiasi cervello pensante, e non abituato al conformismo più deprivante, si dovrebbe poi chiedere: per quale motivo alcuni paesi (Usa, Urss e oggi Russia, Cina e qualche altro) hanno il diritto di tenersi arsenali nucleari e missilistici mentre altri (non solo il Nord Corea, ricordo pure l’Iran) hanno la proibizione di seguire la stessa strada? Sono dei paria forse? E non si tratta solo di mantenere tali arsenali, che vengono invece accresciuti, potenziati, dai paesi cui tutto è permesso. E in questi si stanno anzi sperimentando nuove strumentazioni belliche, si studiano riorganizzazioni strategiche (e territoriali) degli eserciti (nelle loro tre classiche sezioni, comprese cioè quella navale e aerea) e via dicendo. Certi paesi hanno però la proibizione di seguire, chiaramente in forma ridotta, tale via. In ogni caso, poiché il Nord Corea non ha certo dimensioni e forza tali da far concorrenza alle vere potenze, è evidente che non agisce in modo isolato e privo di ogni copertura. Assistiamo a variegate “commedie”, delle quali si deve prendere atto senza troppo scaldarsi; altrimenti si fa la figura dei cretini, che tuttavia rappresentano la stragrande maggioranza delle varie popolazioni; come al solito ignare di che cos’è la vera politica, non quella raccontata da solenni mentitori o praticata da quaquaraqua tipo quelli esistenti in Italia e anche nella UE.

CHI CONDUCE IL GIOCO E CHI DOVRA’ CONDURLO, di GLG

gianfranco

1. Francamente non mi sento molto avvinto dalla discussione sullo ius soli. Intanto non mi piacciono le ciance sul diritto (o i diritti, al singolare o al plurale che dir si voglia). Inoltre, il gioco è fatto apposta per distrarre dalle questioni più rilevanti, in particolare una: non ci si vuol liberare di vecchie diatribe, di vecchie ideologie, di divisioni dei tempi che furono. Sono ancora utili al potere di gruppi ormai corrotti e abbastanza delinquenziali come quelli ancora in sella in questo nostro mondo “occidentale”. Cominciamo con ordine. Intanto, senz’altro, il discorso su questo diritto di cittadinanza è condotto dalla “sinistra” con i soliti metodi da imbroglioni. In generale essi negano l’automatismo della nascita; cercano di sostenere che si tiene conto anche dei problemi culturali sollevati dallo schieramento opposto a tale progetto di legge. A me sembra piuttosto evidente che se uno ha la cittadinanza non appena fa “uè, uè!”, uscito dal grembo materno, sia in atto un automatismo indiscutibile. Mi sbaglierò, ma non riesco a vedere altri fattori che rendano diversa e più complessa tale attribuzione.

Inoltre, altro squallido inganno è il racconto sull’“integrazione”. Non si integra nulla se c’è una mescolanza incongrua, una reale melassa, di provenienze culturali, di tradizioni plurisecolari, di modi di vita e di strutture relazionali sociali abissalmente differenti. Non c’entra nulla il razzismo, altro cavallo di battaglia dei “sinistri”, degli “antifascisti” per i quali è fascista (nero o rosso, mentre essi sono arcobaleno) chiunque osi pensare in modo diverso dal loro. Non credo che a nessuno venga in testa di sostenere che è di “razza inferiore” il popolo cinese, con una storia e civiltà perfino più antiche della nostra. Ciò non toglie che in ogni dove siano andati, i cinesi hanno creato delle “china town”, delle comunità ben chiuse atte a conservare la loro identità d’antica tradizione. E per quanto mi riguarda, apprezzo nella sostanza la loro scelta, non vedo perché dovrebbero partecipare alla creazione di “maleodoranti intrugli” di culture con millenni di storia del tutto differente. Semmai l’amicizia, lo scambio, l’arricchimento reciproco possono avvenire se ognuno è geloso portatore delle proprie prerogative e costumi, di modi di comportarsi e anche di pensare che mantengono viva la propria diversità rispetto agli altri con cui si entra in interrelazione, in tal caso proficua.

Tale flusso migratorio è iniziato in seguito alla strategia del caos usata dall’establishment Usa rappresentatosi in Obama; caos creato soprattutto nelle zone a sud e sud-est dell’Europa, in particolare dopo la cosiddetta “primavera araba” del 2011 (fatta passare per rivolta di masse popolari tese a ripristinare la “democrazia”), appoggiata in pieno dai servi europei “di sinistra” e perfino da forze residue e ormai ridicole di presunti antimperialisti, gli orfani di un terzomondismo fallimentare fin quasi dall’inizio. Quel vertice statunitense (con alcuni paesi arabi amici, allora Arabia Saudita e Qatar insieme, e perfino con l’appoggio di un paese come la Turchia che poi ha mutato almeno in parte la sua posizione) ha tentato soprattutto la divisione dell’islamismo, liquidando per questo scopo regimi amici dell’occidente (tipo quelli egiziani e tunisini di Mubarak e Ben Ali). Persino Gheddafi non era così nemico come si diceva; basti ricordare i colloqui tra il leader libico e Blair nel 2004 e gli accordi tra polizia libica e quella inglese. Per giungere all’obiettivo prefissosi – e cercare soprattutto di liquidare il regime di Assad, uno dei punti forti della Russia nella zona – si è arrivati a finanziare gruppi radicali dell’islamismo poi indicati come terroristi e combattuti, ma sempre con molta moderazione finché è rimasto presidente Obama.

Quella politica, che sembrava aver ottenuto anche qualche successo (e proprio in Siria) tramite l’enorme confusione cui ha dato origine, ha infine mostrato molti limiti e dato avvio alla massiccia migrazione verso l’Europa (e soprattutto l’Italia), adesso divenuta imbarazzante perfino per chi l’ha promossa, ma specialmente per i servi europei “di sinistra” in pieno appoggio agli Usa obamiani. In Italia, proprio in questi giorni in seguito alla débacle elettorale dei governativi (ma anche e forse soprattutto per la crescita dell’astensionismo, manifestazione di irritazione e disaffezione verso gli attuali scadenti gruppastri che pensano di fare politica), la “sinistra” ancora in maggioranza in Parlamento aveva mutato un po’ il suo atteggiamento dichiarando che non è più sostenibile l’ondata di immigrati. Adesso è tornata in sostanza all’“accogliamo tutti”, i porti non si chiudono. Meglio non fare attenzione alla comicità (che non fa ridere per nulla) della dirigenza UE. Consideriamo alcune falsità che raccontano per cercare di far “digerire” alla popolazione una simile “invasione”.

2.Il primo appello è stato all’umanità, alla necessità di salvare quelli che fuggivano dalla guerra o dalla miseria e fame, ecc. In questa pantomima sono stato aiutati da uno dei peggiori Papi (forse il peggiore) che la Chiesa abbia mai nominato. Quest’anno, se non erro, ricorre il cinquantenario del dramma del Biafra (ci si documenti in merito come meglio si crede). Ricordo i filmati e le foto di quelle masse umane; sembrava di vedere i sopravvissuti di Auschwitz, Mauthausen, ecc. Adesso sui barconi, nei centri di accoglimento e via dicendo, vediamo in netta prevalenza migliaia di giovani maschi perfettamente in carne e vigorosi. La minoranza di donne è pur essa in prevalenza formata da giovani con una carnagione assai luminosa. Sappiamo inoltre che hanno tutti o quasi pagato cifre considerevoli per prendere il mare. E sarebbero questi gli sfortunati e miserabili che non potevano più (soprav)vivere nei loro paesi?

Altra “piacevolezza”: verrebbero a colmare i vuoti creati dalla scarsa figliolanza caratterizzante i paesi più sviluppati e in particolare il nostro. Allora dobbiamo pensare bene del Duce che dava sussidi (e “colonie estive” al mare e ai monti) a chi incrementava la “produzione” di figli. Sarebbe dunque stato lungimirante o meschini farabutti, che giocate agli “antifascisti” quando vi fa comodo accusare di fascismo chi vi combatte perché siete quanto di peggio abbia prodotto questa società ormai fortemente malata.

Poi ancora: gli immigrati ci pagano le pensioni (vedere quanto dice l’ “intelligentissimo” presidente dell’INPS); senza di loro più nessun emolumento ai nostri vecchi e ai meno vecchi che diventeranno pensionati in futuro. Mentitori dalla faccia di tolla! Stanno crescendo in misura esponenziale i mendicanti (neri in specie) che si vedono ad ogni angolo e che costituiscono, salvo che per i ciechi, una fitta rete organizzativa indubbiamente gestita da mascalzoni nostrani. I quali sono quasi tutti appartenenti alle associazioni di “assistenza”, in genere di “sinistra” (anche “estrema, radicale”).

Intendiamoci bene. Ci sono moltissimi extracomunitari (di varie parti del mondo) che comunque vivono e lavorano qui e sui quali non c’è proprio nulla da dire (né tanto meno da ridire). Stiamo parlando però del fenomeno più recente che si sta verificando soprattutto in seguito alla strategia americana dell’era obamiana e che riguarda in particolare l’Africa (soprattutto del nord) e il Medioriente. E’ questo a creare una situazione del tutto abnorme. Decine di migliaia di nuovi arrivati lavorano in nero a 3 euro all’ora. E pagano i contributi pensionistici? Lo ripeto: le organizzazioni delinquenziali sfruttatrici degli immigrati (a partire dalle ONG che vanno a raccoglierli in mare) sono quasi tutte “a sinistra”, molto “umanitarie”. E sanno benissimo che tali immigrati non servono a pagarci le pensioni; sono invece future masse di elettori per i banditi che ci s-governano. E si potrà magari, se fosse necessario, utilizzarli in parte quali bande di violenti per pestare e terrorizzare chi si oppone al più grande flagello dei nostri tempi, rappresentato dai governanti europei (e italiani).

Adesso però ci sono sintomi di malessere e anche di rabbia presso masse di cittadini che potrebbero finalmente voltare le spalle a questi lazzaroni, malgrado essi abbiano in mano tutti i principali mezzi di informazione e di manipolazione per influenzare l’opinione pubblica. Eppure, il brontolio cresce e potrebbe divenire pericolosa irritazione di massa. Allora subito un’altra commedia: parole “ferme” del governo italiano sulla “insostenibilità” della situazione (solo adesso, dopo le elezioni?). Altrettanto dal presdelarep. La UE risponde con solo apparente comprensione, ricordando che si deve anche essere “umani” e salvare la vita ai derelitti. Una volta tanto siamo obbligati a dare ragione a Macron, che si defila dalla UE e ricorda che sono stati accettati in stragrande maggioranza, soprattutto in Italia, “migranti economici”, non certo politici o in fuga dalla guerra e da possibili persecuzioni ed eccidi.

Ecco che balza fuori, in misura moderata, la verità di questa migrazione. Cioè verità circa la natura dei migranti – per la maggior parte (la stragrande maggioranza) in buone condizioni economiche, di salute, di sicurezza anche a casa loro – che vengono qui, approfittando delle strategia obamiana, causa del disastro in Africa e Medioriente, convinti di trovare migliori condizioni di vita e di traffici vari, sperando in certi casi perfino di arricchirsi. Sono stati ingannati, indubbiamente; stanno male una volta qui arrivati, d’accordo; sono alla fine ampiamente sfruttati da individui con maggiore dimestichezza di queste nostre società in degrado criminale. Tuttavia, la maggior parte non è costituita da “disperati”. Arrivano perché speranzosi di migliorare le condizioni di vita, comunque non disastrose per buona parte di loro nemmeno nei paesi da cui giungono. Appunto, come dice Macron, sono “migranti economici”, altro che poveri disgraziati e perseguitati verso cui chinarsi misericordiosi. Basta menzogne e fine della pietà. Che Bergoglio se li prenda tutti in Vaticano e non rompa più gli “zebedei”.

Del resto, già mentre scrivevo queste righe, la “fermezza” del governo è andata a farsi benedire con le precisazioni di Delrio, con lo sciocco buonismo di sindaci tipo Sala, quello di Bergamo e gli altri sempre di “sinistra”. Quanto all’Europa, è ormai palese che non ha alcuna intenzione di darsi da fare per aiutarci realmente. Anche perché possiamo essere certi che i nostri “sinistri” si sono già telefonati con i dirigenti UE; e hanno spiegato che sono costretti a fingere un po’ di durezza (solo verbale e a mezza bocca, mentre l’altra metà riafferma ormai le solite “menate”) perché la popolazione sta dimostrando una crescente “irrequietezza” e le elezioni sono comunque non lontane anche se si andasse al 2018. Se però la situazione si aggrava, ci faranno andare a votare, comunque tra 9 mesi, o inventeranno qualche altra emergenza? Magari la solita mancanza di una buona legge elettorale?

Attendendo l’ulteriore riunione degli infami “europei” a Tallinn e dette queste poche verità, in realtà semitali, bisogna andare a quelle totali e pienamente dispiegate.

3.E’ del tutto naturale e anche giusto che si pensi alle esigenze del presente e dell’immediato futuro. Prendiamo ad es. un qualsiasi individuo. Deve affrontare e provvedere alle esigenze della vita quotidiana. E prenderà dunque in considerazione pure le probabili e previste evenienze della settimana o mese prossimi. Tuttavia, se non abbiamo a che fare con chi vive quasi giorno per giorno, è ovvio che le previsioni si spingeranno verso gli anni a venire; pur consapevoli che allora gli imprevisti saranno molto numerosi e che bisogna prepararsi in qualche modo al loro sopraggiungere. Ancor più i gruppi sociali, i paesi, gli insiemi di paesi di date aree, ecc. devono porsi in una prospettiva che non si limiti a pochi mesi o al prossimo anno. E lo stesso atteggiamento devono perciò tenere gli organismi politici che pretendono di dirigere gli affari sociali di questi o quei paesi.

Mi permetto di dubitare assai che, fra un quinquennio (e credo perfino di esagerare), vi sarà ancora l’emergenza affannosa relativa alle migrazioni degli ultimi due-tre anni; diminuiranno nel contempo nettamente anche i pericoli di attentati sanguinosi. Tanto meno mi convincono le previsioni secondo cui a metà secolo o poco dopo la popolazione nera e araba sarà quasi la metà (se non ancora di più) di quella europea; e l’islamismo eguaglierà o supererà il cristianesimo. Il fenomeno vissuto ultimamente dipende dalla strategia statunitense della presidenza Obama. E’ stato messo in sordina quel gruppo denominato Al Qaeda (che sembrava più adatto a operare in area asiatica o giù di lì) mentre si è creato il Califfato dell’Isis (un quasi Stato persino, a differenza di Al Qaeda) con l’appoggio pressoché aperto di Qatar e Arabia Saudita; ed anche della Turchia per un certo periodo di tempo (quando ha cominciato a tirarsi un po’ indietro, sappiamo quel che ha dovuto subire, perfino un tentativo di colpo di Stato; vero o artefatto, chissà).

Alle loro spalle stavano gli Usa (appunto obamiani) che, facendo irritare Israele, hanno tentato varie vie per mettere musulmani contro altri musulmani (dividendo ancor più Turchia e Iran, già divise in quanto subpotenze concorrenziali in quell’area). Sono persino stati liquidati regimi filo-“occidentali” (in Egitto, Tunisia e soprattutto in Libia con il massimo di caos qui creato). Si è tentato di completare l’opera abbattendo Assad in Siria, ma la Russia ha stoppato il tentativo. L’Isis, però, è adesso in forte crisi e sono convinto che entro poco tempo sarà solo in grado di esercitare un “terrorismo” endemico tipo Al Qaeda. Non verrà forse del tutto eliminato; agli Usa (anche se Trump restasse e si consolidasse) potrebbe non andare bene una completa sparizione di tale “terrorismo”. Tuttavia, si cercheranno comunque (Trump o non Trump) altre vie al momento non facilmente prevedibili. Intanto, si comincia a tener conto di aver troppo trascurato il Sud America. Oltre a ciò, ci si è resi conto che non vale la pena di indebolire Israele, pur sempre perno della sfera d’influenza statunitense in quella zona; e con riflessi precisi in Europa.

Sono proprio le forze al governo da queste “nostre parti” a mostrare sempre più la corda e l’incapacità di gestire adeguatamente la politica internazionale. Sono favorite dall’altrettale limitatezza strategica delle forze di opposizione; soprattutto di quelle dette “populiste”, che avrebbero il compito assai importante di perseguire una reale autonomia del proprio paese nel multipolarismo in futura accentuazione. Anche se tornasse al potere l’establishment americano che ha sostenuto la Clinton, muterà sicuramente la strategia della potenza “occidentale” predominante; e si troveranno in difficoltà gli attuali scriteriati e abominevoli vertici della UE e delle varie forze “europeiste” (mi riferisco all’attuale europeismo di coloro che hanno svenduto l’Europa, l’hanno ridotta a un colabrodo). Esse si sono aggrappate alla migrazione selvaggia – frutto della strategia obamiana – convinti di poterla sfruttare in vario modo per conservare un potere ormai marcio. E ancora bombardano la popolazione dai mass media, controllati quasi al 100%, con i piagnistei sulla necessità della pietà nell’accogliere i (falsi) diseredati e perseguitati. Stanno andando però ormai incontro all’irritazione crescente (e crescerà ancora) di quella parte di popolazione (sempre più maggioritaria), che ha ormai abbandonato i miti della lotta al capitalismo “cattivo” (soprattutto la finanza e le multinazionali) in nome di quello tanto “caritatevole”.

Siamo ancora indietro, ma i tempi matureranno in non troppi anni futuri. Bisogna però che soprattutto alcuni gruppi di più giovani, mentalmente liberi dalle pesanti ideologie del secolo scorso, creino nuove organizzazioni politiche realmente autonomiste e capaci di corretta analisi critica del passato (perché non deve in ogni caso essere persa la memoria storica) per affrontare la nuova epoca che avanza a grandi passi. Sembra indispensabile un gran repulisti di tutti coloro che ci stanno attualmente sulle spalle e distruggono ogni nostro futuro. Bisogna che cada ogni pietà verso chi va eliminato per la nostra salvezza e “resurrezione”. Quindi, cari giovani, al lavoro! C’è un mondo vecchio da affrontare e seppellire con una spietatezza esemplare; ed uno nuovo che attende la vostra opera. Non sarà facile, ma bisogna cominciare a riunirsi e a discutere delle nuove strategie (in specie a livello internazionale) da porre in atto.

SEMPRE VERITA’ PARZIALI, di GLG

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“Quando finì la guerra fredda, l’Italia si ritrovò in braghe di tela con gli ex alleati furiosi per i rospi che gli erano stati fatti inghiottire da una classe politica sclerotica e avida. L’operazione Tangentopoli fu lanciata come castigo di Dio dal Fbi, così com’è raccontato in The Italian Guillotine (La ghigliottina italiana) autori Stanton H. Burnett e Luca Mantovani. Il libro non è stato mai tradotto, chissà perché. Ma chi lo ha letto sa perché sia stato incenerito il principio di una democrazia liberale non eterodiretta, vietata col pretesto che alcuni politici rubano”. Guzzanti

 

E’ già qualcosa, ma mai un’informazione esatta ed esauriente. Nessuno vuol dire sino in fondo quanto è accaduto; magari anche in sintesi, ma con verità effettiva. Non sono in grado di sapere se all’origine di “mani pulite” ci fosse l’FBI. Per me è lo stesso se ci fosse stata la CIA o qualsiasi altro corpo “segreto” degli Usa. Il fatto decisivo è che comunque l’operazione proviene da oltreatlantico (almeno da certi “ambienti” di laggiù, diciamo). E ci si è serviti di “soffiate” del mafioso siciliano (ben noto) Buscetta; rivelazioni vere o alterate per i bisogni degli “operatori” statunitensi? In Italia vi era nel pool di “mani pulite” uno che era anche entrato in magistratura con un concorso abbastanza “chiacchierato”. In ogni caso, era in contatto con esponenti dei Servizi americani. A parte queste quisquilie, ci si deve domandare perché è stato distrutto il ceto politico governativo della prima Repubblica (il grosso della DC e del PSI, salvo pochi individui tipo Amato), salvando invece i post-piciisti (ormai avevano cambiato di nome) e la sinistra DC; esattamente quello schieramento che nel ’78 non volle salvare Moro, mentre invece si erano dati da fare in tal senso Craxi e gli altri democristiani (quelli bersagliati dalla magistratura).

E chiedetevi anche come mai, proprio dopo pochissime settimane dal rapimento di tale personaggio assai importante nella politica italiana, il n. 2 del Pci partì alla volta degli Usa per una visita definita (comicamente) “culturale”. Lo stesso Kissinger parlò del suo “comunista preferito”; pensate che un politico del suo calibro faccia simili dichiarazioni in merito a chi crede sia ancora dalla parte dell’Urss nel mondo bipolare d’allora? E questo politico ex-piciista è lo stesso che si recò nel 2010 negli Usa – o poco prima o poco dopo Fini (non ricordo bene) che, come ben si sa, abbandonò i suoi “alleati” – per discutere con le massime autorità del paese nostro “padrone”. Ed è facile intuire che si parlò anche della necessità di far cadere Berlusconi, il quale nel maggio 2011, evidentemente intimorito da “qualcosa”, si recò a Deauville a omaggiare Obama e a fargli capire che si sottometteva ai voleri della nuova strategia americana (seguita a quella di più diretto intervento aggressivo utilizzata da Bill Clinton e George Bush).

Beh, pensateci un po’ e riuscirete a capire quale manovra sia stata “mani pulite” e quale processo abbia messo in moto: la caduta della prima Repubblica e il tentativo di mandare al potere i post-piciisti e la “sinistra” Dc (divenuta infine la “Margherita”), che insieme daranno vita all’“Ulivo” con Prodi (andreattiano, non andreottiano!) uomo appunto di quella corrente democristiana. Prodi sostituirà Dini (governo pseudo-tecnico per non andare subito ad elezioni dopo aver fatto cadere il governo Berlusconi a fine ’94) nel 1996; e sarà a sua volta sostituito dopo due anni dal post-piciista D’Alema per garantire ancora di più la “fedeltà” agli Usa durante l’aggressione alla Serbia del ’99.

Tornando per un momento a “mani pulite”, la magistrata Tiziana Parenti, addetta alle indagini sulle tangenti al Pci, fu poi bloccata e non poté andare fino in fondo; ma aveva comunque già scoperto alcune cosette interessanti malgrado i silenzi di Greganti. E la tangente cospicua di Gardini fu seguita fino alle Botteghe Oscure n. 4, sede del Pci. Anzi si arrivò al piano quarto, quello della Direzione del partito, ma si disse che non si era potuta individuare concretamente la persona che aveva ricevuto il malloppo. E Di Pietro ebbe il coraggio di dichiarare che “la giustizia deve perseguire una persona fisica perché non può porre sotto accusa un partito”. Comunque sia, il Pci ricevette, nella sua propria sede centrale, il miliardo di Gardini; quindi era “tangentaro” esattamente come i partiti annientati dall’indagine. Non si distrussero solo singoli dirigenti (Andreotti, Craxi e via dicendo), ma si misero fuori gioco proprio Dc (salvo la sua sinistra) e il Psi (salvo Amato e un’assai piccola parte).

Traete da soli le conclusioni; non ci vuole molta fantasia. Tutto è chiaro e dovrebbe essere ricordato ad ogni piè sospinto; mentre invece si fanno solo mezze rivelazioni, del tutto imprecise e che consentono di far dimenticare a gente dalla scarsa memoria quale sporca manovra fu messa in atto – solo dopo che il sedicente socialismo crollò assieme alla potenza sovietica  – per rendere l’Italia ancora più succube degli Stati Uniti. Eravamo già loro sudditi con democristiani e socialisti; con i piciisti siamo divenuti delle semplici ciabatte da indossare e mollare a piacimento. Ricordiamocelo. Dagli anni ’70 non esistevano più reali comunisti, nemmeno riformisti (o revisionisti come li chiamavamo noi); o, se volete, i comunisti erano ormai un’infima minoranza. Il partito, che così continuò a chiamarsi fino alla fine del polo “socialista”, era un’accolita di autentici trasformisti, vendutisi al miglior offerente. Alla fine, passeranno alla storia per quello che sono stati, che sono e che continueranno ad essere, in sempre più accelerata degenerazione e marcescenza.

UN’ABERRAZIONE DIETRO L’ALTRA. PERCHE’? di GLG

immigrazione

Qui

intanto questa notizia mi sembra credibile, pur se lasciamo indubbiamente un margine di dubbio. Tuttavia, se è vera, non mi sembra che la gran maggioranza della stampa, grosso modo assai propensa ad essere portavoce soprattutto della maggioranza (la “sinistra” al momento), ne dia notizia; il che sarebbe significativo. Sanno che i media di “destra” (del tutto minoritari) informano di faccende come questa (anche se non fosse vera questa, ce ne sarebbero altre di simili o comunque appartenenti allo stesso genere di demenzialità). L’importante è distrarre la popolazione – sia quella “cogliona” che crede magari che simili fattacci siano ulteriori prove di bontà e buona accoglienza, misericordiosa verso i (falsi) derelitti; sia quella sempre più incazzata da simili enormità provocate da un’“accoglienza” assai fuori misura – per attuare i propositi di prosecuzione, magari con nuove forme, del predominio di tale ceto politico ignobile al massimo grado. Altro che “mani pulite” e le ladronerie nella prima Repubblica (tranquillamente proseguite anche dopo e non certo soltanto da “destra”, ma con piena partecipazione dei “sinistri”). Per continuare a governare, la “sinistra” sta attuando un’opera di disfacimento morale e intellettivo di coloro che – delusi dalla classe operaia, poi dalle lotte antimperialiste dei popoli del terzo mondo, ecc. – vogliono aggrapparsi almeno alla vecchia e ormai ridicola divisione tra ricchi e poveri, privilegiati e diseredati, alimentata pure da una Chiesa in netta decadenza. A mio avviso non si deve solo rispondere accettando le “provocazioni” – della parte politico-ideologica che si pretende “di sinistra” – in merito appunto ai migranti, alla arroganza e prepotenza del mondo gay (sia chiaro che non ho nulla contro l’omosessualità come fatto individuale e privato) e via dicendo. Bisogna andare al fondo delle reali intenzioni di simile ceto (im)politico. Sono solo interessati a disfare la civiltà, a creare un mondo di zombi, per continuare a governare secondo le loro modalità del tutto fallimentari, che cercano di nascondere manovrando fra l’altro le statistiche in modo da far credere che siamo in piena ripresa. E poi, solo quella economica interessa? E il resto? Un disfacimento totale, un’aberrazione dietro l’altra; anche indipendentemente dalla notiziola riportata all’inizio.

ANCORA QUALCHE NOTAZIONE

gianfranco

Qui

ho notato che alcuni giornali e giornalisti hanno detto anche delle “verità”, ma sempre monche e quindi indebolite. Per esempio, fra i più veritieri ho notato stavolta Belpietro e “La Verità”. Tuttavia, si insiste sull’affermazione (del resto ripresa da quanto detto da Confalonieri) che il “nano” segue il l’atteggiamento andreottiano denominato “politica dei due forni”; per cui questo furbacchione (così viene pensato) continua a prestare la sua opera al centro-destra e nel contempo strizza l’occhio (oltre ad aiuti vari tipo l’ultimo, il voto di 28 senatori F.I. per il governo) al centro-sinistra. Si è anche affermato, molto giustamente, che il doppiogiochista non voleva una vittoria così eclatante in molte città e soprattutto a Genova, dove Toti sembra convinto assertore del “non inciucio” con Renzi (o chi per esso). Inoltre, checché se ne dica, a parte La Spezia (dove però F.I. si presentava insieme a FdI, unione molto “insana”), la Lega ha superato i berluscones in tutte le città più importanti. Questo rende un po’ meno appetibile l’apporto del leader forzaitaliota ai piddini; per i suoi voltafaccia, quindi, costui rischia di ottenere meno di quanto spera in tema di difesa dei suoi interessi e per la sua posizione rispetto alla “giustizia”.
Tutto giusto, sempre però dimenticando ciò che vado ripetendo da tempo immemorabile. Lo squallido individuo, che ancora non viene cacciato a pedate nel sedere dai suoi “alleati”, non applica alcuna “politica dei due forni”. Dal 2003 al 2009-10 egli fece tutto sommato una politica estera un po’ meno servile di quella di D’Alema, Prodi & C.; anche perché, molto probabilmente, ebbe delle cointeressenze di rilievo (magari pure dalla Gazprom per l’accordo con l’Eni in merito al Southstream). Poi Obama lo “intimidì” fortemente (non sappiamo bene come) ed egli strisciò ai piedi di quest’ultimo nel maggio 2011. Da allora egli deve agire sempre da “sfasciatore” di ogni possibile schieramento anche timidamente “non allineato” ai migliori “servi europei” degli Stati Uniti. E ciò malgrado l’imprevisto della vittoria presidenziale di Trump, che crea qualche “confusione” nella politica internazionale della potenza ancora predominante, ma meno forte rispetto anche soltanto a pochi anni fa. L’establishment americano, per il momento battuto (ma non affatto sconfitto) chiede il massimo servilismo ai dirigenti “europeisti” e questi devono potersi fidare dei loro corrispettivi in Italia.
Se Renzi non andasse più tanto bene, verrà cambiato. In ogni caso, i cosiddetti “populismi” – che in tempi recenti manifestavano, fra l’altro, abbastanza simpatia per la Russia (adesso sembra un po’ meno!) – devono essere messi in difficoltà. L’infido individuo, che ancora non viene smascherato, deve perciò non schierarsi apertamente con il Pd, ma restare anzi a fingere l’opposizione al governo, creando nel contempo il massimo di disordine e tensione litigiosa nello schieramento d’opposizione. Berlusconi, in realtà, ha un solo forno da curare – il secondo è semmai quello dei suoi personali interessi – e sta agendo così da sei anni. Resta a inquinare lo schieramento d’opposizione e, appena lo può, invia un bell’aiutino alla maggioranza. Per il momento il suo gioco continua a funzionare e vedremo fin quando glielo faranno svolgere.
Il centro-destra sembra in avanzata, ma è soltanto l’impressione di chi non vuol vedere fino in fondo l’effettivo ruolo che ha assunto, appunto da sei anni, il “nuovo Badoglio”. I “5 stelle” (pur essi con il loro bel grado d’ambiguità) sembrano in ritirata, ma non lo sono poi tanto, soprattutto se il doppiogiochista n. 1 dovesse venire a trovarsi in difficoltà. A quel punto, i “servi europei”, e i loro collaboratori italiani, cercheranno di trovare nuove sponde da cui muovere per la sconfitta di ogni più piccolo barlume di autonomia italiana. Vedremo, vedremo.

PER QUANTO DOVREMO SOPPORTARE LA PRESA IN GIRO? di GLG

gianfranco

http://notizie.virgilio.it/top-news/renzi-e-il-tweet-del-grafico-con-il-centrosinistra-avanti-9165?ref=virgilio

Indubbiamente, Renzi ha voglia di qualificarsi come nuovo comico nell’epoca della mediocrità assoluta in cui “rifulgono” tali personaggi dello spettacolo; sono sopportabili così e così Crozza e un paio di coppie (non ricordo al momento il nome). L’unico vero grande resta Proietti, non a caso dell’epoca precedente. In ogni caso, è vero che il centrodestra non deve cantare vittoria, ma per motivi ben diversi da quelli del demenziale grafico del bamboccione, che dimostra tutta la sua mediocrità di politicante; vorrebbe almeno essere un furbastro, ma qui sembra comportarsi da fesso. E tuttavia, prende per i coglioni una popolazione che non reagisce a dovere.
In ogni caso, nel centro-destra non si è mai avuto il coraggio di definire adeguatamente il comportamento tenuto da Berlusconi, che ha sempre danneggiato la coalizione in momenti piuttosto cruciali. Intanto, nessuno si ricorda più che questo individuo – poi sempre dichiaratosi vittima per essere stato sostituito quale premier alla fine del 2011 – aveva già preso accordi in ossequio a quanto accettato a Deauville (riunione del G20 nel maggio 2011) tramite lo scambio di battute con Obama. In realtà, non solo si dimise in novembre su richiesta di Napolitano, ma il governo sostitutivo di Monti – ridicolmente dichiarato “tecnico”, mentre era squisitamente politico, solo per non andare a nuove elezioni – fu votato dall’allora “Popolo delle Libertà”; la sola opposizione fu la Lega. In quell’occasione, il costretto alle dimissioni, pur dichiarando che si era “fuori dei canoni della democrazia”, affermò di reputare Monti “un buon inizio” e di ritenere che quell’esecutivo avrebbe “operato in maniera tale da essere utile al paese per tutta la durata del periodo che rimane”. Da poco nominato tale governo fu approvata, ancora una volta con quella larga maggioranza, la poi tanto deprecata (ed effettivamente devastante) “riforma Fornero”, che ottenne il voto favorevole, tanto per dirne una, perfino della Meloni, anche se poi quest’ultima fu uno dei fondatori di FdI a fine 2012.
Da quel “fatale” 2011, il “nano” ne ha combinate non so quante ai suoi presunti “alleati” interni (oltre che a Gheddafi sul piano internazionale). L’ultima fregatura pochi giorni fa quando 28 senatori di F.I. (su 42) hanno votato a favore del governo Gentiloni. Mai la capacità, nemmeno da parte della Lega, di denunciare senza mezzi termini che quest’individuo è legato mani e piedi a operazioni tali da non danneggiare né intralciare le decisioni dei sedicenti “poteri forti”, operanti in pieno accordo con i nefasti dirigenti UE e dei vari paesi a governo fortemente “europeista” e con l’establishment statunitense per il momento battuto alle ultime elezioni presidenziali. Certamente, le varie forze politiche italiane sono in netta confusione, data anche la loro totale inadeguatezza di fronte ai problemi che si presentano. Tuttavia, che venga o meno mantenuto in sella Renzi, si può essere sicuri che non otterranno alcun successo le forze dette “populiste” e talvolta “sovraniste”. Adesso vedremo cosa si escogiterà per quanto riguarda la legge elettorale. L’essenziale è però che il “nano” con F.I. manovrerà a favore di coloro che per adesso hanno perso le elezioni amministrative. Vi è solo l’incognita del largo successo del centro-destra in Liguria, dove è forte Toti, che si dice avere idee diverse da quelle “ballerine” del berlusca.
Vedremo. In ogni caso, lo ripeto, il centro-destra non canti al momento vittoria; ne ha di strada da fare e in forte salita. L’unica notizia buona è l’astensione. Tuttavia, è evidente che è dipesa soprattutto dall’atteggiamento dei “5 stelle”, largamente assenti dai ballottaggi. In parte, ci sarà stata pure quella di coloro che si pongono “a sinistra” (che tormento usare ancora tale linguaggio) del Pd renziano. Tuttavia, alle politiche il massimo che sapranno fare questi opportunisti è chiedere qualche margine di trattativa con il “bamboccione” o – lo ripeto – con chi avrà infine il bandolo della matassa in mano nello schieramento pro-UE e pro-Usa. Quanto ci “divertiremo” con questi farabutti a dirigere il nostro paese ormai ridotto ad un bel gruviera.

BUONISMO: NULLA A CHE VEDERE CON BONTA’, di GLG

gianfranco

Il buonismo non ha nulla a che vedere con la bontà. Può forse avere a che fare a volte con l’ipocrisia, ma credo che anche questo concetto non sia del tutto preciso. Per la massa di buonisti “passivi” (fra i dominati) vige la scarsa intelligenza in quanto portato del conformismo, in quanto voglia di non stare tanto a discutere, di accettare quello che sembra accettato dai più e continuare a fare il “proprio lavoro”, a volte perfettamente legittimo e doveroso, a volte rispondente a ciò che s’intende, in versione popolare, con “fare i propri porci comodi”, anche fregando il prossimo. Tuttavia il buonismo è in particolare una nuova versione del “divide et impera”. Si è in parte indebolita la possibilità di usare tale strategia all’interno dei vari paesi e società con una comune base culturale (e territoriale ovviamente), sfruttando diversità di interessi al loro interno per mestieri svolti, livelli di vita, scarti generazionali, ecc. Il multipolarismo, un certo declino (non di potenza, ma di influenza) degli Usa, la strategia applicata ultimamente da questo paese (all’origine pure dei duri contrasti, non ancora molto chiari e ben individuabili, scatenatisi al loro interno), hanno condotto al fenomeno della massiccia migrazione da certi paesi un tempo detti sottosviluppati. I dominanti allora (e non solo quelli americani) lo sfruttano, cercando di coprire i loro reali intenti di mantenimento di un potere – pur esso intaccato da un qualche declino della loro capacità di egemonia – con il “buonismo” dell’“integrazione”, del tutto mitica e inventata di sana pianta in presenza di differenze stellari di tradizioni, civiltà e cultura tra popolazioni diverse e molto lontane fra loro. Tutto ciò, attuato con simile rapidità e senza nessuna preparazione organizzativa e strutturale, porterà a crescenti dissidi fra i vari dominati favorendo appunto l’establishment “padronale (quello Usa pur fra contrasti interni) e quello dei “servi” europei, pur essi in caduta di popolarità. La Chiesa, con un Papa furbo e “demoniaco”, si presta al gioco dei dominanti e fornisce loro l’importante ausilio della religione (pur essa ormai vissuta da cattolici che nulla hanno più di veri credenti e sono solo abitudinari conformisti). Bisogna invertire la marcia, ma prendendosela con chi di dovere (questi farabutti di dominanti, sia “padroni” americani che “servi”europei, in crisi di egemonia) e non in modo convulso e improvvido con il loro attuale strumento: l’immigrazione, con la quale – ma sempre come fenomeno derivato – altri veri delinquenti ci fanno un mucchio di soldi. Cerchiamo di capire cosa stanno attuando questi criminali al potere negli Usa e in Europa.

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