Le ‘Ombre del Passato’ e rischi del presente. di A. Terrenzio

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In un editoriale su Diorama Letterario, dal titolo ‘Le ombre del passato’, il politologo Marco Tarchi ha sviluppato un’interessante e profonda riflessione sulla deriva liberticida dei più recenti lavori parlamentari nel nostro Paese.

Dopo aver analizzato le ragioni storico-politiche dell’uso dell’antifascismo da parte dei media main stream, partendo dai primi successi elettorali di J.M Le Pen e J. Heider, Tarchi elabora delle osservazioni sulle possibili conseguenze che seguirebbero ad una flessione del populismo, soprattutto all’indomani delle recenti delusioni elettorali in Francia ed Austria: ‘Il momentaneo arresto del ciclo ascendente dei movimenti populisti, però, non ha prodotto solo la compiaciuta constatazione del blocco di potere oggi egemone che le scelte fatte hanno pagato. Ha simmetricamente evocato delusioni e frustrazioni nelle frange più radicali della loro base di sostegno, già probabilmente a disagio di fronte allo stile dichiaratamente non violento (se non, a volte, sul piano verbale) di tali movimenti, rendendo probabili scissioni e creazioni di nuovi gruppuscoli estremisti. Già si vedono centinaia di attivisti prendere le distanze dall’“imborghesito” Jobbik, si leggono propositi oltre le righe negli scambi social fra delusi della piega presa dal Front national, si colgono qua e là altri segni di sconforto e compaiono su giornali e siti video e fotografie che ritraggono decine di ragazzi e ragazze in divise e pose paramilitari, inquadrati e schierati, intenti ad esibire in rituali di altra epoca la loro voglia di contestazione del clima culturale e sociale del mondo in cui vivono.

Il danno che queste manifestazioni di infantilismo possono recare, non solo e non tanto ai partiti e movimenti populisti quanto alla già ardua causa del contrasto dell’odierno “spirito del tempo” sul piano metapolitico della penetrazione delle idee nella mentalità collettiva, è potenzialmente enorme. Già in passato, in varie occasioni, la riattivazione strumentale del binomio conflittuale fascismo/antifascismo ha servito gli interessi dei fruitori dello status quo. Ha attizzato guerre per procura, suscitato odi, fatto versare sangue a profitto degli spettatori interessati degli scontri. E ha tenuto in vita la residua capacità di attrazione di quegli ambigui contenitori, svuotati ormai di contenuti in sintonia con le dinamiche del tempo presente, che sono le varie “destre” e la varie “sinistre”. Chi si presta a questo torbido gioco, foss’anche con le intenzioni più pure, e, cedendo al ricatto delle memorie, si presta alla penosa riproposizione sotto forma di farsa di eventi e soggetti che hanno già fatto la loro parte nllea storia in un’epoca di tragedie, è un inconsapevole ma oggettivo complice degli odierni padroni delle coscienze. Gli unici ai quali la guerra tra spettri del passato che si va profilando può apportare sostanziosi utili.’

Il timore di Tarchi quindi è che le condizioni oggettive degenerino e i disillusi dei partiti delle destre radicali, recuperino l’ estetica e la simbologia dei regimi del passato.

Il gran ciarlare delle Boldrini sulla chiusura di Fb per chi esprime idee assimilabili al fascismo  e l’immonda legge Fiano sembrano forzare tale deriva: riesumare l’Ur-Fascismo per polarizzare lo scontro, da un lato aizzando centri sociali antifa’, dall’altro sacche di elettori delusi dalla poca incisività dei movimenti populisti, che esasperati da provvedimenti di psicopolizia boldrianiani, deciderebbero di passare a forme di protesta violente.

In tal modo le categorie svuotate dx/sx ritroverebbero attualità, vanificando la battaglia populista popolo contro élite. In un quadro siffatto, la manovalanza migrante, quando non porterà voti ai partiti di sinistra, potrà comunque tornare utile per alimentare tensioni o a manovre di destabilizzazione.

Il Francia si vedono già i prodromi di tale scenario. Il FN rischia una scissione dopo la débâcle elettorale e Macron è l’ologramma che ha riunito le forze di centro.

Risultato non diverso è emerso in Germania che ha visto il crollo di Angela Merkel e dei socialisti, con l’exploit di AfD, diventata terza forza parlamentare e principale partito di opposizione. A Berlino non sono mancate contestazioni da parte di giovani di sinistra ed immigrati, per l’entrata al Bundenstag del partito di estrema destra.

Probabile banco di prova successivo sarà l’Italia, con Silvio Berlusconi che sarà nuovamente l’ago della bilancia per evitare che una coalizione Lega/5 stelle possa prendere il posto del PD.

L’analisi di Tarchi inoltre, è di interesse, perché’ opposta a quella avanzata da Petrosillo/LaGrassa che vedono nei populismi e nelle varie destre più o meno radicali, delle armi spuntate contro il sistema, inadeguate ad imprimere un significativo cambiamento in Italia e nell’UE.

Secondo loro, l’unica risposta efficace dovrebbe essere quella rivoluzionaria, per via violenta, di modo da spazzare via l’attuale classe dirigente, responsabile del declino e dell’asservimento del  Paese.

E’ interessante notare come Tarchi paventi proprio ciò che i redattori di C&S si vanno augurando.

Laddove ai partiti populisti dovessero far seguito movimenti più decisi ed intransigenti, sarà utile tenere in considerazione le riflessioni di Tarchi. Ricadere nella dicotomia conflittuale fascismo/antifascismo, risvegliando estetica e simbologia dei regimi del 900, è un errore fatale che avrebbe come unico effetto favorire i disegni delle élite dominanti.