L’ora dei tradimenti di GLG

gianfranco

<<Niente accordo sul “terzo uomo”, che i grillini vogliono politico e che per il Carroccio può anche essere tecnico>> (dal Giornale, che non nasconde la sua felicità per il prossimo fallimento del tentativo).

Se esiste ancora la memoria, tutti ricorderanno Salvini affermare senza mezzi termini che non voleva un tecnico. L’ha ripetuto in mille salse, anche con più decisione dei “grillini”. Adesso lo accetterebbe e inoltre ha chiesto (e non l’aveva fatto finora) il sondaggio degli elettori addirittura nei gazebo, non elettronicamente, rinviandolo a fine settimana. Inoltre, è stata messa in atto la sceneggiata dell’irritazione con il Colle perché lui – volendo rappresentare nel governo l’intero centro-dx – vuole le mani libere sull’immigrazione. E il presdelarep, invece di manifestare a sua volta irritazione, concede addirittura una dilazione dopo che aveva chiaramente manifestato la sua decisione di non accettare ulteriori ritardi, minacciando di fare il “suo” governo. A questo punto si chiarisce la manovra avvolgente degli “alleati” del “nano” (e soprattutto di Salvini che ha preso il sopravvento al voto e continua a crescere nei sondaggi) per fottere i “grillini” e far perdere loro consensi (così sembra sempre nei sondaggi). Intendiamoci bene: Di Maio se lo merita perché non ha mostrato alcuna statura di uomo politico coerente, si è irrigidito solo sul berlusca per ragioni giudiziarie (mentre quest’uomo è ormai un vero sicario sdraiato di fronte ai voleri dell’establishment europeo più deleterio), manifestando opportunismo sui temi fondamentali della politica estera e del nostro servilismo in proposito. Tuttavia, appare adesso a chiare lettere che, di fronte alle difficoltà di Renzi che ha bisogno di tempo per risistemare le faccende all’interno del Pd, i gruppi dirigenti italiani più asserviti ai poteri della UE hanno giocato con una certa abilità, dirottando l’evidente malcontento della popolazione (però confuso e non politicamente consapevole) verso quello che viene indicato (sempre impropriamente) populismo. Il rientro in campo del “nano” ha determinato un’accelerazione nel tentativo di disamorare definitivamente la sbandata popolazione verso quelli che credeva i suoi rappresentanti. Adesso il principale complice del “cavaliere” è al momento Salvini (con alle spalle Maroni). Se non interviene nulla di più coerente e determinato, non passerà un anno che saremo di nuovo sotto il tallone dei vecchi poteri della UE. C’è solo una situazione internazionale in forte “scombinamento” che disturba i giochi di queste forze ormai tese a ridurci a nulla. Adesso capiamo perché, quando fu fregato Romani quale presidente del Senato e nominata la Bernini (che non accettò l’incarico), il “nano” chiamò traditore Salvini senza che questi si offendesse troppo; anzi ricucì il rapporto in poche ore. E anche la Meloni, tenuto conto del suo poco elettorato, giostra comunque per rinsaldare lo “schieramento del 37%”, attuale rappresentante (ma fingendo il contrario) di poteri europei in forte difficoltà con i due “comandanti” (Macron e Merkel) abbastanza indeboliti all’interno. Una gran massa di falsoni e manutengoli dei peggiori poteri di asservimento del nostro paese.

<<La tentazione di Salvini:
alzarsi e ribaltare il tavolo
Matteo fa i conti con le riserve dei suoi elettori. E rischia di essere ridimensionato come leader del centrodestra>>

Ecco il nuovo titolo del “Giornale” on line. Nessuno riesce a capire l’imbroglio che hanno combinato i malefici “tre” del Centro-dx? Degli avversari, che comunque ricominciano a respirare con grande sollievo (basta vederli in TV come hanno riacquistato il sorriso e la “buona vena”), non c’è bisogno di dire altro.

PS Salvini continua a mostrare indignazione per il continuo intervento dell’UE contro la politica antieuropeista del governo in discussione. E dichiara ogni momento: “inaccettabile”. Benissimo, allora fai il governo. Invece, di questo “inaccettabile” si servirà per far saltare tutto. Quindi dimostra d’essere al servizio di chi sta rientrando in politica “ufficialmente” (di fatto non è mai andato via)