La morte del (patto) Nazareno

gianfranco

In Italia non si chiude mai nulla e molte cose si ripresentano anche quando invece dovrebbero essere sepolte per sempre. Tuttavia, la sensazione è che ormai il “patto del Nazareno” – malgrado i contatti “segreti” tra il “nano d’Arcore” e Renzi siano continuati a lungo dopo la sua chiusura “ufficiale” all’epoca dell’elezione del presdelarep – sia effettivamente morto per sempre. Soprattutto perché, malgrado alcuni sciocchi(e) si ripresentino o addirittura entrino in F.I., il suddetto “nano” dovrebbe essere effettivamente in calo di consensi. Finalmente Toti sembra intenzionato, dopo le europee, a uscire per dare vita a qualcosa di nuovo e più vitale in stretta unione con la “destra”. Secondo tutte le apparenze, si manifesta sempre più innaturale l’“alleanza” tra i due partiti governativi (e non credo si tratti solo di tensioni legate alla campagna elettorale). E’ evidente che i due, tenuto conto che non si poteva andare a nuove elezioni e Mattarella stava mettendo in piedi un governo detto “tecnico” (con Cottarelli), hanno deciso di ingoiare alcuni “rospi” e di impedire che ciò avvenisse. Meglio intanto aspettare le elezioni europee. Dopo di queste, ci si prepara a riaprire il “forno” dell’avvicinamento tra pentastellati e i “nuovi” piddini; nuovi per modo di dire, ma in ogni caso con i renziani ridimensionati.
Dall’altra parte, si accentua, sempre in fase di ormai vicina indicazione del successo (di incerte dimensioni) dei “populisti” alle suddette elezioni, il “rivoluzionamento” di F.I. con Toti che vi si “allontana” e Salvini che tenta di “mangiarsela” il più possibile; in ciò seguito, mi sembra, dalla Meloni anche se con maggiore circospezione, ma ormai con qualche accentuazione del suo atteggiamento critico. Si dovrebbe quindi riproporre il solito, noioso dualismo centro-dx e centro-sx, pur se in vesti parzialmente nuove in entrambi questi due schieramenti. Vesti “nuove” che rispecchiano di fatto la frattura avvenuta negli USA tra due vertici politici per il momento abbastanza alternativi in tema di strategie tese a riafferrare la supremazia mondiale. Tale frattura, l’abbiamo detto più volte, si è riflessa appunto in Europa; e anche qui ha portato ad acutizzazioni del conflitto tra “vecchio” e “nuovo”. Vedremo come questo scontro si configurerà dopo le elezioni, che condurranno pure a qualche soluzione della tormentosa “brexit” (in probabile “riconsiderazione”, magari anche nuovamente “referendaria”).
Una cosa è sicura. In ogni caso, questa Europa resterà nella sfera d’influenza statunitense; si tratterà solo di sapere – e a tal proposito saranno decisive le elezioni presidenziali americane del 2020 – come si muoveranno i predominanti USA e i loro subordinati del nostro continente. E ciò dipenderà appunto dal successo o meno del nuovo establishment detto “populista” (sia negli USA che nella UE). Chi veramente vuole l’indipendenza e la sovranità, non della UE (cosa del tutto impossibile) ma di alcuni suoi paesi rilevanti, dovrà lavorare per tempi indubbiamente un po’ più lunghi al fine di giungere alla formazione di una nuova forza politica attrezzata ai tempi di accentuazione della crisi che “striscia” dal 2008. Occorrerà una ben diversa decisività (e violenza) che non potrà passare per le urne. Credo che ciò si renderà inevitabile, ma non in tempi brevissimi. Per il momento assisteremo ancora a queste “vomitevoli” sceneggiate di scadentissimi gruppi politici; da una parte e dall’altra senza la benché minima capacità di giungere ad una conclusione in grado di ridare vita ad un “occidente” in grave decadenza malgrado l’“alto” sviluppo “capitalistico”, ridotto al vecchio liberalismo ormai putrefatto e ad una sedicente “democrazia” fonte di infezione mortale. Il rinnovamento, se ci sarà, dovrà comportare dosi massicce di totale pulizia ed eliminazione dei “batteri patogeni”. Ed uso continuo, per anni, del “bisturi” capace di profonde incisioni e asportazione di ampie “parti malate”.

Gli eversori non sono quelli al governo (di GLG)

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Ieri abbiamo avuto altri due attacchi al governo per linee interne: dal Quirinale e dal governatore della Banca d’Italia. Naturalmente, attacchi con discorsi moderati, ammantati (cioè mascherati) di buon senso perché simili istituzioni, simili apparati, non possono certo agire “di punta” come le forze che si pongono apertamente all’opposizione. Nel contempo, la UE ha accentuato i toni di quelle che sono da considerarsi ingiunzioni e minacce ultimative. E’ evidente che ha giocato in parte la delusione per le posizioni troppo caute delle società (private) di rating, che sono costantemente presentate al “popolo” come giudici supremi, autentiche “divinità”, da cui discende il “Verbo”. Mentre sono le società, che hanno in passato sbagliato più della metà dei loro giudizi sia con riferimento a paesi sia a società private tipo la Lehman Brothers e la nostra Parmalat (fallite miseramente mentre erano giudicate da queste organizzazioni di bugiardi estremamente floride e affidabili). In realtà, tali società, prima di azzannare il governo italiano, hanno deciso di attendere l’andamento dello scontro in atto negli Usa tra i due establishment, la cui contrapposizione si è decisamente acutizzata a partire dall’elezione di Trump.
Gli organi “europeisti” (cioè della UE e degli ambienti italiani servi dell’establishment statunitense n. 1; diciamo, semplificando, obamian-clintoniano) hanno ormai la “fregola” di far fallire presto il nostro governo, assai prima che arrivino le elezioni europee. Hanno messo in fibrillazione, magari ancora cautamente, anche i settori “grillini” in continuo collegamento con gli ambienti del Pd; al momento contrastati dai settori renziani (e dalle “destre” berlusconiane in contatto costante con questi ultimi). Vi sono poi i ministri Tria e Maovero (economia ed esteri; alla faccia!), di cui non è chiarissimo il gioco. Sembrano degli accorti (e ben “coperti”) rappresentanti della “massima” istituzione di questa povera Repubblica; tuttavia va al momento sospeso il giudizio. La cosa più grave è che tutti polemizzano sempre su dati, numeri, manovre di politica economica, opere “infrastrutturali”, ecc. Di tutto insomma si parla salvo che della questione principale, che è POLITICA, di reali equilibri internazionali (mondiali ed europei). Quella politica che sembra solo interna dipende dall’estero, dallo scontro (durissimo) in atto negli Usa. Ogni tanto, qualcuno accenna all’esistenza della Russia, ma non credo lo faccia con effettiva convinzione di possibile alleanza; solo manovre di “avvertimento” agli Usa.
Per il momento non ci resta che seguire e denunciare. Troppa è la cautela, quasi l’opportunismo, di forze anche giovanili, che si rendono conto della situazione, ma si guardano bene dal voler seriamente cominciare a mettere in piedi una rete di effettiva opposizione a questo andazzo di reale servitù italiana.

VARIE E (NON) EVENTUALI di GLG

gianfranco

 

Dalla TV (sempre in mano ai soliti mestatori del falso buonismo e della spocchiosa accoglienza) sento ieri sera che sono arrivati a Porto Palo 110 (circa) migranti via Turchia, che hanno pagato 5000 euro a testa per farsi trasportare in Italia (terra evidentemente abitata da una popolazione squinternata; soprattutto di testa, se accetta simili ignominie). Sono dei poveri miseri e diseredati, che morivano di fame nei loro paesi? Poi c’è la solita ONG (con l’Aquarius) che avrebbe raccolto circa 140 altri migranti verso la Libia; la maggioranza di questi – dice la nostra TV per impietosire – sono “minori non accompagnati” (non ci si dice quanto hanno pagato questi altri migranti). Sono profughi di guerra? Sono perseguitati politici? Non si faccia ridere, sono illusi e trasbordati da autentici criminali, che ci guadagnano fior di soldi. Ricordo per l’ennesima volta che sette ONG su nove sono state create (da personaggi non proprio credibili per umanità) a partire dal 2014, quando eravamo nel pieno del flusso disordinato promosso da farabutti, molti dei quali con ottimi addentellati anche in ambienti ecclesiastici. Sarebbe ora di arrivare alla resa dei conti. Anche perché i veri artefici di queste migrazioni – senza dubbio favorite dal disordine e sfacelo creato in quei luoghi dalla politica obamiana, che ha trovato un suo vertice nel 2011 con le aggressioni a Libia e Siria, mediante sicari tipo Francia e Inghilterra nonché l’Isis (abbondantemente finanziata da molte parti) – sono ambienti legati ai peggiori vertici UE (e a governi in questa preminenti), che sentono minacciata l’ormai lunga supremazia inizialmente consolidatasi (apparentemente) con il crollo del mondo bipolare e invece entrata in profonda crisi degenerativa con l’incombente rischio di una vera catastrofe epocale per tutto il nostro continente.

Intanto almeno ci si decida a cambiare nel nostro “pauvre pays” i direttori delle tre reti RAI. Sarebbe anche da espropriare il “nano” delle reti Mediaset; si inizi comunque a sbattere fuori dalle reti pubbliche i nemici del paese. Ieri sera, ho sentito dare grande risalto a un cretino (non ricordo il nome, comunque un “sinistro” nel peggior senso di questo termine) che continuava a “vomitare” contro Foa, affermando la necessità di nominare un “presidente di garanzia”, cioè…… Michele Santoro. Forse adesso mi prenderete per uno che si è perso di testa; no, vi assicuro che è stato detto proprio così. E chi lo ha detto non si era perso di testa, è uno che non dovrebbe nemmeno essere nominato in TV, ma invece preso a calci nei denti. Bisogna insomma togliere la RAI dalle mani di questa schifosa marmaglia che da anni e anni si è impadronita di tutta l’informazione.

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2018/8/12/RETROSCENA-Alla-Leopolda-nasce-Forza-RB-il-nuovo-partito-di-Renzi-e-Berlusconi/834324/
Era ora. Finalmente comincia a venire allo scoperto quanto è evidente da ben prima del voto del 4 marzo. Il patto del Nazareno era saltato perché il berlusca voleva un presdelarep peggiore, quell’Amato che anni fa, di notte, ci sottrasse una certa quota dei nostri depositi in c/c. Non che quello attuale sembri mostrare “meraviglie” (soprattutto in occasione della nomina del nuovo governo; e ancor meno per le tirate sul “razzismo”, dimenticando una serie di questioncelle tipo quella di Macerata e anche decine di altre); tuttavia, Amato era proprio una trovata da “nanetto”, una dello stesso livello di quella di rendere Tajani suo successore e di dare cariche importanti ad una serie di sprovvedute “ragazzotte”. Comunque, lo ripeto, è da un pezzo che i contatti R-B erano ripresi alla grande, ma sempre ben coperti. Alle ultime elezioni tutto era già pronto, ma il loro risultato non è andato secondo le speranze; in particolare c’è stato lo choc inatteso della Lega primo partito del centro-destra. Resta incredibile che Salvini abbia impiegato tanto tempo a diffidare seriamente del “nano”; e nemmeno l’ha ancora fatto in modo netto (comunque, certamente, esiste il grosso problema delle giunte regionali in comune). Forse più sorprendente è la Meloni, che ancora mi sembra troppo “leale” verso un “Gano di Maganza (o Magonza)” qual è il “traditore d’Arcore”. D’altra parte, ho molti dubbi che un “contratto” tra due organizzazioni assai dissimili possa consentire un governo in grado di ottenere veri successi. Ci vorrebbe qualcuno capace di tagliare netto con il passato di questa Italietta, prendendo a calci quelli di “Forza RB”, a partire dai due promotori di questa “infezione”. E poi incombe anche il pericolo del “partito dei competenti” per cui spingono Calenda (povero nonno Luigi Comencini) e Bonino (che orrore!), cui parteciperebbero altri “incubi” tipo Boeri, Burioni, Cottarelli e vari personaggi, tutti da fare accapponare la pelle.

La terribile involuzione – molte volte l’ho detto, ma mancano ancora tanti tasselli “storici” con i furfanti di “sinistra” che hanno invaso la storia “contemporanea”, ivi compreso il suo insegnamento universitario – inizia con gli “accomodamenti opportunistici” del Pci togliattiano; certamente obbligati, per molti versi, dai “patti di Yalta”. L’involuzione si accelera però dopo la morte del leader comunista nel 1964 e giunge ad una vera svolta a fine anni ’60 e soprattutto nei ’70. Gli “anni di piombo” vengono tinti di “rosso rivoluzionario” per i clamorosi errori di settori sessantottardi, in testa le BR. Furono soltanto errori? Di alcuni personaggi certamente, ma forse non di tutti. In ogni caso, chi cercava di manovrare democristianamente per impedire l’avvicinamento del Pci al campo “atlantico” fu accoppato nel ’78; e ancora una volta se ne presero la responsabilità (e stavolta non ci sono attenuanti in merito) i settori ormai falsamente tinti di “rosso”. Il decennio ’70 è stato in realtà quello di manovre e contromanovre di varie forze (di molti paesi) con la sempre più incisiva svolta “filooccidentale” dell’eurocomunismo e il cambio di campo dei piciisti, con la fine delle illusioni sulla “lotta operaia” (la marcia dei 40.000 alla Fiat nell’80) e la preparazione di ciò che poi avverrà al crollo del sistema bipolare e dell’Urss. I piciisti, finalmente mutati di nome e unitisi a settori dei diccì detti “di sinistra”, diventano il vero comparto di sempre più spinto asservimento dell’Italia agli Usa dei Clinton e Bush. Da “mani pulite” inizia una nuova storia. E questa non è solo italiana, ad essa si unisce quella di una Europa “occidentale” conglobata agli Usa con la Nato e poi diventata UE (1992-93) con l’assorbimento dei paesi del “fu campo socialista”.

Nel XXI secolo vi è la ripresa della Russia, cresce la Cina, ecc. ecc.; si va verso un nuovo multipolarismo del tipo di quello che caratterizzò il declino inglese di fine XIX secolo e sfociò nei conflitti acuti policentrici della prima metà di quello XX. La crisi mondiale è evidente, si nota un qualche declino Usa (malgrado l’ancora grandissimo potenziale bellico). L’Europa “(dis)unita” mostra crepe evidenti. Tuttavia, occorre un vero grande sussulto che spazzi via i vecchi partiti della “servitù” (socialisti e democristiani; e ovviamente i postpiciisti). In Francia si è costituito un “movimento” (denominiamolo temporaneamente Attali-Macron), che vorrebbe sostituire su scala più generale l’indebolito PPE e lo sfasciato PS. A questo movimento mi sembra riferirsi il tentativo italiano di costituire il “partito dei competenti”; il mascherato “Forza R-B” sembra invece voler rilanciare i vecchi dominanti della UE. Entrambi fanno riferimento ai settori statunitensi dell’establishment momentaneamente battuto da Trump. In Europa “si aggira” Bannon che tenta, in apparente solitudine (mentre è sicuramente collegato con settori dell’establishment trumpiano), di collegare fra loro nuove forze, che si ritengono più adeguate e vigorose per potersi alla fine opporre al crescente multipolarismo e ai due paesi che ne sono i maggiori portatori. Credo che una serie di movimenti chiamati “populisti” (talvolta anche “sovranisti”) si ricolleghino soprattutto a questo nuovo disegno. Invece la “libertà” d’Europa (non tutta insieme, ma intanto con la nascita di movimenti realmente autonomisti in alcuni suoi principali paesi) esiga l’almeno iniziale nascita di reali movimenti autonomisti, che si preparino (ma senza perdere ancora tanto tempo) ad affrontare una ben diversa stagione di lotte con metodi piuttosto “energici”, che spazzino via tutta la putredine accumulatasi in così tanti anni (decenni). E bisogna con decisione e senza tante esitazioni collegarsi con i paesi che fanno crescere il multipolarismo. Anche questi, però, debbono essere meno “timidi” e mettersi di più in gioco. Nella nostra area mi riferisco evidentemente soprattutto alla Russia. Cari giovani, cui sempre faccio appello, volete uscire un po’ più allo scoperto?

L’ottosettembrista di Arcore

gianfranco

E’ continuato anche oggi l’atteggiamento denunciato con l’ultimo post appena sotto. Posso aggiungere che non credo molto alla telefonata “bollente” tra il traditore e Salvini. E’ stata smentita; ma a questa non credo. Tuttavia, propendo per una telefonata certo ruvida, in cui però il “vile ottosettembrista” ha ribadito quello che è un ordine al leghista; di sfilarsi in qualche modo dall’accordo perché lui ha avuto a Sofia l’investitura “ufficiale” (certo non dichiarata, va da sé) di diventare premier (ed infatti si è subito proposto in tal senso appena rientrato), avendo poi l’appoggio di fatto dei parlamentari renziani. La UE, insomma, ha incaricato il suo servo e sicario di farla finita con ogni commedia di autonomia e sovranismo. Vedremo se Salvini resiste; e per quanto tempo. La Meloni – grande chiacchierona su Patria e italianità – ha già fatto vedere da che parte sta. Dico per inciso che ho sempre ritenuto molto appropriata la dichiarazione di Samuel Johnson (il 7 aprile 1775): “Il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie”. Ma stasera ho udito anche una giornalista de “Il Manifesto” (a “Linea notte” sul terzo canale TV Rai) che di fatto era critica proprio sulla parte dell’accordo dei due, in predicato per governare, relativa alla decisa ostilità verso la UE (se tenta di comandare a casa nostra). Ormai è chiaro che cosa ci vorrebbe in Italia se non vogliamo essere dei puri e semplici servi.
L’unica cosa un po’ interessante è una breve notizia data (mi sembra in Tgcom 24) su alcune dichiarazioni di Bannon. Questi sembra abbastanza favorevole all’accordo tra Lega e “5 stelle” per la parte di (almeno dichiarata) maggiore autonomia dall’Europa; invece nettamente ostile – ma non poteva essere altrimenti – verso la non accettazione delle sanzioni contro la Russia e la sospettata (sbagliando a mio avviso) simpatia e avvicinamento a questo paese. Ciò significa che il vertice Usa, in urto con quello precedente rappresentatosi in Obama (e Hillary Clinton), desidera che qualche paese europeo crei grane all’attuale vertice europeo (ancora dalla parte del precedente establishment americano); e tuttavia avverte che non tollera mutamenti di subordinazione agli Stati Uniti nel mondo multilaterale in avanzata. Tutto diventa sempre più chiaro. Soprattutto l’impossibilità di una qualsiasi vera autonomia dai farabutti che governano l’Europa e da quelli che intendono governare il mondo se non si formano forze politiche assai violente e se le popolazioni dei paesi europei (in specie dei più vessati come l’Italia) continuano a non capire una se…..ppia.

L’ora dei tradimenti di GLG

gianfranco

<<Niente accordo sul “terzo uomo”, che i grillini vogliono politico e che per il Carroccio può anche essere tecnico>> (dal Giornale, che non nasconde la sua felicità per il prossimo fallimento del tentativo).

Se esiste ancora la memoria, tutti ricorderanno Salvini affermare senza mezzi termini che non voleva un tecnico. L’ha ripetuto in mille salse, anche con più decisione dei “grillini”. Adesso lo accetterebbe e inoltre ha chiesto (e non l’aveva fatto finora) il sondaggio degli elettori addirittura nei gazebo, non elettronicamente, rinviandolo a fine settimana. Inoltre, è stata messa in atto la sceneggiata dell’irritazione con il Colle perché lui – volendo rappresentare nel governo l’intero centro-dx – vuole le mani libere sull’immigrazione. E il presdelarep, invece di manifestare a sua volta irritazione, concede addirittura una dilazione dopo che aveva chiaramente manifestato la sua decisione di non accettare ulteriori ritardi, minacciando di fare il “suo” governo. A questo punto si chiarisce la manovra avvolgente degli “alleati” del “nano” (e soprattutto di Salvini che ha preso il sopravvento al voto e continua a crescere nei sondaggi) per fottere i “grillini” e far perdere loro consensi (così sembra sempre nei sondaggi). Intendiamoci bene: Di Maio se lo merita perché non ha mostrato alcuna statura di uomo politico coerente, si è irrigidito solo sul berlusca per ragioni giudiziarie (mentre quest’uomo è ormai un vero sicario sdraiato di fronte ai voleri dell’establishment europeo più deleterio), manifestando opportunismo sui temi fondamentali della politica estera e del nostro servilismo in proposito. Tuttavia, appare adesso a chiare lettere che, di fronte alle difficoltà di Renzi che ha bisogno di tempo per risistemare le faccende all’interno del Pd, i gruppi dirigenti italiani più asserviti ai poteri della UE hanno giocato con una certa abilità, dirottando l’evidente malcontento della popolazione (però confuso e non politicamente consapevole) verso quello che viene indicato (sempre impropriamente) populismo. Il rientro in campo del “nano” ha determinato un’accelerazione nel tentativo di disamorare definitivamente la sbandata popolazione verso quelli che credeva i suoi rappresentanti. Adesso il principale complice del “cavaliere” è al momento Salvini (con alle spalle Maroni). Se non interviene nulla di più coerente e determinato, non passerà un anno che saremo di nuovo sotto il tallone dei vecchi poteri della UE. C’è solo una situazione internazionale in forte “scombinamento” che disturba i giochi di queste forze ormai tese a ridurci a nulla. Adesso capiamo perché, quando fu fregato Romani quale presidente del Senato e nominata la Bernini (che non accettò l’incarico), il “nano” chiamò traditore Salvini senza che questi si offendesse troppo; anzi ricucì il rapporto in poche ore. E anche la Meloni, tenuto conto del suo poco elettorato, giostra comunque per rinsaldare lo “schieramento del 37%”, attuale rappresentante (ma fingendo il contrario) di poteri europei in forte difficoltà con i due “comandanti” (Macron e Merkel) abbastanza indeboliti all’interno. Una gran massa di falsoni e manutengoli dei peggiori poteri di asservimento del nostro paese.

<<La tentazione di Salvini:
alzarsi e ribaltare il tavolo
Matteo fa i conti con le riserve dei suoi elettori. E rischia di essere ridimensionato come leader del centrodestra>>

Ecco il nuovo titolo del “Giornale” on line. Nessuno riesce a capire l’imbroglio che hanno combinato i malefici “tre” del Centro-dx? Degli avversari, che comunque ricominciano a respirare con grande sollievo (basta vederli in TV come hanno riacquistato il sorriso e la “buona vena”), non c’è bisogno di dire altro.

PS Salvini continua a mostrare indignazione per il continuo intervento dell’UE contro la politica antieuropeista del governo in discussione. E dichiara ogni momento: “inaccettabile”. Benissimo, allora fai il governo. Invece, di questo “inaccettabile” si servirà per far saltare tutto. Quindi dimostra d’essere al servizio di chi sta rientrando in politica “ufficialmente” (di fatto non è mai andato via)

Berlusconi il peggiore

gianfranco

Credo di aver detto più volte qual è stata, secondo la mia esperienza e la conclusione che posso trarne, la funzione di Napolitano quale “plenipotenziario” dello spostamento del Pci, inizialmente molto coperto (ma da me intuito già almeno a partire da metà anni ’70), verso l’atlantismo e gli Usa. Tuttavia, sia chiaro che non gli auguro affatto di morire e anzi spero con sincerità che se la cavi. Il suo guaio fisico non altera minimamente il mio giudizio politico, che resta decisamente negativo. Tuttavia, ritengo veramente barbaro e anche un po’ odioso augurare la morte, e per guaio fisico, a chicchessia. Considero il “nano” ancora peggiore del “regale” ex presdelarep. E quel che ha detto oggi sugli eventi di Porzus (per null’affatto delucidati e molto poco conosciuti se non in chiave anticomunista) e sui “5 stelle” come nazisti (quindi per lui i forzaitalioti sono simili agli ebrei) me lo fanno disprezzare più di qualsiasi altro personaggio dall’inizio della storia d’Italia. Quando è stato molto male, anche lui per problemi all’apparato circolatorio, non gli ho però augurato di morire e sono stato in fondo lieto che se la sia cavata.
Venendo alla politica meschina di questi ultimi due mesi, secondo me il berlusca si è ri-convinto – dopo la delusione di essere arrivato secondo nel centro-dx – di potercela fare. Spera di ammorbidire Salvini fino a farsi seguire nell’appoggio ad un governo Pd e F.I. (su cui Renzi è d’accordo). E’ però senz’altro complicato; la Lega perderebbe consenso. La Meloni non basta in termini di maggioranze parlamentari; e poi penso che anche a lei non convenga un simile comportamento. Il maneggione potrebbe tentare di staccare i maroniani dalla Lega, ma non so se sono poi tanti e quindi sufficienti. Forse, la trama segreta potrebbe essere – e allora per questo i renziani fanno i “duri” e gli indisponibili – un Pd che convince Di Maio a non essere premier e a mettere avanti un altro individuo meno esposto. Dopo di che i “dem” potrebbe alla fine accettare l’accordo in chiave nettamente europeista e atlantista, con qualche concessione su un simil-reddito di cittadinanza (modificato opportunamente) e accordi sui “diritti civili”. La maggioranza è ristretta? Basta convincere i “grillini” a quell’appoggio esterno dei berlusconiani, che già avevano accettato per un governo con la Lega. Il “nano” potrebbe presentarsi ai vertici UE come colui che ha assolto la promessa d’essere “argine al populismo”. Infatti, dopo giorni di tensione, ricomincia a mostrarsi sollevato. Sarebbe utile una batosta in Friuli Venezia Giulia, ma non decisiva. E poi ci sarà? Mah, gli elettori non ci hanno capito nulla. La Lega deve stare attenta; potrebbe essere la maggiore fregata alla fine di tutta questa manfrina.
Aggiungo che il “nano” potrebbe presentare il progetto appena sopra esposto a Salvini come fosse quello di un governo di unità nazionale, che anche lui dovrebbe appoggiare. Al suo rifiuto, pressoché sicuro, accuserebbe il leghista di scarso senso degli interessi nazionali e quindi sosterrebbe di essere lui a salvare l’Italia con il suo “sacrificio” (molto ben remunerato in sede europea, statene sicuri)

SITUAZIONE DA NON POTER DEFINIRE PER LA SUA INDECENZA, di GLG

gianfranco

 

A questo punto i sedicenti vincitori del 4 marzo rischiano grosso. E l’infame Pd (che ha ribadito giorni fa, dopo il criminale attacco alla Siria, il suo assoluto servilismo verso il peggiore atlantismo) ricomincia a sperare che i suoi incoscienti avversari lo rimettano in carreggiata. Oggi però si sono avuti alcuni fatti piuttosto decisivi. Berlusconi, smentendo le sue dichiarazioni di ieri, ha riaffermato in Molise che i “5 stelle” sono antidemocratici, non hanno mai lavorato, possono andare a pulire i cessi e altre “delizie” varie; e ha aperto senza mezzi termini al Pd, affermando di essere per un governo di centro-dx  appoggiato da gruppi misti e da settori del Pd (evidentemente conta invece su quei parlamentari neoeletti, il 60% del totale, che non vogliono certo tornare a nuove elezioni). Pare che Salvini si sia stavolta incazzato (ma vedremo se non farà ancora giravolte) mentre la Meloni mi sembra essere stata a mezza strada (ma comunque ha dichiarato “mai con il Pd”, manifestando pure ostracismo verso i “5 stelle”, che manifestano lo stesso atteggiamento per lei). Salvini ha anche affermato nettamente che se il “nano” vuole aprire ai piddini se ne può andare da solo (e da solo è difficile faccia qualcosa). Ha pure mostrato netta chiusura ad un governo del presidente (ha citato espressamente Monti, votato anche da F.I. a suo tempo) che ci riporterebbe sotto i talloni di un’Europa ormai intollerabile nella sua putrida decadenza. Il Pd, anche nei suoi settori di minoranza (Orlando, ecc.) pur con differenziazioni, ha chiuso la porta a tale prospettiva (nello stesso senso si è espresso Nencini per i gruppi misti). E mi sembra mossa obbligata perché lascia il cerino nelle mani del centro-dx (e dei “grillini”), che rischiano di logorarsi con questa sceneggiata troppo prolungata. Da poco ho sentito che il berlusca – evidentemente in vena di una tattica alla Trump, con un continuo zigzagare – ha assicurato di non mettere in discussione l’alleanza dei “tre”. Da domani questi magari ricominceranno con la litania che i primi nel voto degli italiani sono loro, uniti come non mai. Se lo fanno, dichiarano senza più scuse che sono dei buffoni succubi di un clown poco divertente.

Fra l’altro, è uscita la sentenza a Palermo che condanna Dell’Utri, il gen. Mori e altri per collusioni con la mafia; e si dichiara che è ormai sicuro come anche il berlusca abbia avuto contatti mafiosi: non solo da imprenditore, ma pure come politico, dopo il ’92. Ribadisco di non avere alcuna simpatia per le decisioni della nostra magistratura (in specie ricordando “mani pulite” che tutto è stata salvo che un mero atto di giustizia). I “grillini”, dimostrando pure loro di essere soltanto dei moralisti, accreditano tale sentenza (di primo appello e dopo 5 anni di processo; adesso prima di quella definitiva, quanti altri ne passeranno?) e dichiarano che essa seppellisce la “seconda Repubblica” (mai veramente nata). Dunque la trattano appunto come una “mani pulite” in ultra-sedicesimo. Con riferimento alla condanna di alcuni dirigenti del Ros, ricordo soltanto che con la mafia trattarono gli “Alleati” (ma soprattutto gli Usa) per lo sbarco in Sicilia durante la seconda guerra mondiale; trattative considerate di qualche efficacia nel facilitare l’operazione. Tuttavia, è evidente che, sommando a questa sentenza tutte le recenti mosse del “nano”, si comprende come costui debba essere lasciato perdere, eliminato da ogni progettazione politica. In ogni caso, si evidenzia la balla secondo cui le elezioni sono state vinte da una “coalizione”, che in realtà è stato un semplice assemblaggio di forze con posizioni decisamente diverse, in specie in merito ai rapporti con l’ormai nociva UE, di cui F.I. (basti pensare a Tajani) è una scialba “servetta”. Se il leader leghista torna ancora a riaccreditare un simile ormai sputtanatopersonaggio qual è il berlusca (sputtanato in politica, sia chiaro!), è meglio che vada a fare un altro mestiere; e così pure la “capa” di FdI.

Naturalmente, è senza dubbio comprensibile la preoccupazione di Salvini di trovarsi da solo a trattare con un partito che alle elezioni ha preso circa il doppio dei suoi voti; e poi ha la presenzadi Maroni, un tipico “serpente in seno”. Tuttavia, si consoli perché anche Di Maio ha i suoi avversari interni in agguato. Si parla di Fico, ma non ci si scordi di quello – Di Battista – che si è addirittura tirato fuori dalla gara elettorale in evidente attesa di possibili fallimenti dell’attuale leader. Il vero problema può essere la politica estera. Salvini, pur dichiarando in fondo fedeltà all’alleanza attuale (quella che ha appoggiato la criminale aggressione alla Siria), cerca di barcamenarsi con dichiarazioni contro la russofobia, le sanzioni alla Russia che danneggiano la nostra imprenditoria, ecc. Di Maio ha dichiarato ormai apertamente il suo schieramento nettamente filo-atlantico.Tuttavia, se i due – che in effetti possono considerarsi la novità delle ultime elezioni – continuano a guardarsi con sospetto, andranno entrambi a “farsi benedire”. Incombe, fra l’altro, la prospettiva di un governo “del presidente”, un pateracchio inqualificabile sul quale potrebbero magari convergere molti “neoeletti”. E di questo indecente risultato sarebbero pur sempre responsabili i due “vincitori” delle elezioni.

In ogni caso, cavoli loro. Per quanto mi riguarda, insisto a scanso di equivoci che ritengo sempre più dannosa e vergognosa questa farsa chiamata (da settant’anni) “democrazia elettorale”, “sovranità del popolo”. L’imbroglio è di una chiarezza solare. Tutti, nessuno escluso, manifestano propensione per una nuova legge elettorale maggioritaria. E non come la “legge truffa” del 1953, che richiedeva il 50% +1, ma si predilige il 40% + 1 e qualcuno vuole anche di meno. Insomma, arriveremo a situarci come in Francia, dove Macron, con un quarto scarso di voti rispetto all’elettorato, ha tutto in mano. Questa è la “democrazia” di questi stanchi ripetitori di un sistema politico all’americana, dove è ben noto il legame (essenziale) tra politica e criminalità e che comunque tiene le posizioni di supremazia per la sua potenza bellica. E’ comunque abbastanza evidente che si tratta di una nazione in lento declino; se non si rinnoverà nelle sue formesociali e politiche interne, nel giro di pochi decenni sarà superata da qualche altra società. Tuttavia, finché la popolazione di questi paesi “atlantici” continuerà a dormire, merita ogni presa in giro el’impoverimento (non solo economico, anzi soprattutto culturale e di civiltà). Io resto convinto di ben altre forme di lotta politica e di presa della direzione di un paese.

 

PS. https://notizie.virgilio.it/top-news/corea-del-nord-stop-test-nucleari-e-missilistici-151488?ref=virgilio   (ultim’ora)

Appunto, come detto più volte; non “denuclearizzazione”, bensì stop ai test. Ne riparleremo ancora

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