I “deficitenti”

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Il popolo è diventato (o è sempre stato) un pollo da spennare e da mettere in pentola a fuoco lento. Ma se lo chef è scarso la pietanza risulta davvero insopportabile. Questo governo, come tanti altri del passato, non è in grado di affrontare di petto ( a proposito di pollame) la situazione e fa pagare alla gente la sua mancanza di visione. Abbiamo detto che stiamo vivendo una crisi lenta ma eccezionale, oltre la quale non si va senza proporre soluzioni originali e rivoluzionarie. Invece, tutta la capacità di Giuseppi e soci si riassume con la tassazione di merendine e sigarette. Inoltre, per non saper nient’altro fare provano a distrarci con le solite storiette sulle discriminazioni contro qualcuno, in quest’epoca di razzismo e machismo che vedono soltanto loro.
Qui crolla tutto l’edificio e costoro provano a tenere in piedi i muri attaccandoli ai quadri. Ormai è un manicomio di sciocchezze proferite sia da chi gestisce l’Esecutivo che da chi siede in Parlamento. Inoltre, quelli tra loro che stanno fuori dai cancelli del Palazzo andrebbero persino rinchiusi per come parlano. Pensate a Grillo che, dopo aver virato su Renzi, nonostante anni d’insulti, adesso propone di togliere il voto agli anziani. Con Giuseppi che commenta la notizia come se fosse pure una cosa seria. A questo punto passiamo al voto differenziato e facciamoli eleggere, di volta in volta, da qualche categoria specifica, individuata all’occorrenza tra quelle meno ostili. Una volta i disabili, un’altra gli autisti, un’altra i baristi. Alla fine non resterà che il gruppo degli alcolizzati ad eleggere simili ubriachi. Bisogna sbarazzarsi di questa marmaglia che ha deciso di dare al Paese il colpo di grazia con questa specie di scherzi. Ma c’è veramente poco da ridere.
La crisi impazza ed è probabilmente la più critica dal 1929. Per venire fuori da quel disastro ci vollero colpi di genio e non battute da scemi sugli immigrati che ci pagano le pensioni e che fanno bene alla nostra economia raccogliendo pomodori.
All’epoca c’erano personaggi come Keynes che non avevano timore a teorizzare cose come la seguente, stimolate da una pesantissima emergenza:

“Se il Tesoro dovesse riempire vecchie bottiglie con banconote, sotterrarle a profondità adeguate in miniere di carbone in disuso, riversare nelle miniere rifiuti urbani fino alla superficie, e lasciare poi alla libera iniziativa, sulla base dei consolidati principi di laissez faire, il compito di dissotterrare le banconote (dopo aver indetto una gara per le concessioni di sfruttamento di quel territorio), la disoccupazione non aumenterebbe più e, con l’aiuto delle successive spendite, il reddito reale e la ricchezza della comunità sarebbero probabilmente molto più elevati di quanto si darebbe altrimenti. Certamente, sarebbe più sensato costruire case o altro. Ma, se ci sono difficoltà politiche o pratiche nel farlo, quel che si è detto sopra sarebbe meglio che niente.”

Il problema, invece, per i grandi economisti e politici dei nostri sventurati tempi è il deficit da controllare perché lo Stato deve agire come un buon padre di famiglia, anche se da quando ci sono loro questo genitore bonario è diventato una canaglia. Ma sono appunto dei “deficitenti” che non sanno nulla dello Stato e di quanto fu fatto in passato di fronte a drammatiche problematiche dello stesso tipo.
La manovra che hanno proposto fa letteralmente schifo e non risolverà nulla, accelerando semmai le pene di questo povero Paese. Stanno pure litigando sulle scemenze che hanno scritto. Per quanto ancora sopporteranno gli italiani simili sicofanti attaccati alle poltrone? Ieri costoro si accoltellavano tra loro, adesso si sono alleati per pugnalare alla schiena tutta la nazione.

La solita Italia crocevia di spie.

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C’è una spy story che coinvolge il governo. Vedrete che non verrà fuori niente, o molto poco, come conviene in questi frangenti, ma improvvisamente qualcuno potrebbe essere costretto a fare un passo indietro o ad eclissarsi. Ricordate Di Pietro che da un giorno all’altro sciolse i suoi ranghi? Si saprà “il giusto” e magari anche “sofisticato” abbastanza per non dare l’impressione che l’Italia sia un crocevia di spioni, come effettivamente è. Un fatto però è chiaro. Il Russiagate è stato (ed è) un complottone, nemmeno tanto raffinato, ordito dal vecchio establishment statunitense contro Trump. Le classi politiche europee (e le intelligence continentali) hanno aiutato le gemelle americane, dalle quali dipendono, ad organizzare questa messinscena perché temono di essere derubricate dalla gestione del potere qualora il clima internazionale dovesse mutare o, addirittura, subire un bouleversement. Se la rivoluzione trumpiana riesce a dovere per loro non ci sarà più spazio e nuovi lacchè saranno accreditati nei paesi satelliti dell’iperpotenza mondiale, la quale muta la sua visione perché ormai percepisce un relativo declino. Ovviamente, i meno compromessi riusciranno in qualche modo a riciclarsi. È una vecchia storia. Agli inizi degli anni ‘90 le cose furono fatte in grande stile perché si chiudeva un’intera epoca di straordinaria unicità. Dc e Psi furono spazzati via da un golpe giudiziario in cui dietro ogni magistrato c’era una barba finta che imbeccava o addirittura erano quest’ultime a travestirsi da togati, come si è poi saputo ma mai abbastanza pubblicizzato. Democristiani e socialisti esaurirono la loro funzione quando cadde il muro di Berlino. Essendo ormai inutilizzabili per la nuova fase furono convinti con le buone e con le cattive a farsi da parte. Non siamo ancora a quei livelli e a quello snodo storico ma qualcosa di simile potrebbe avvenire in Europa col mutamento di strategia in atto oltreoceano. I figliocci nazionali dei Clinton e degli Obama potrebbero vedersela brutta, soprattutto perché si sono scoperti troppo in questi anni. Ci tenevano a servire e riverire, senza alcuna decenza. Passare per stuoini degli yankee li esaltava persino. Il clima però non è più lo stesso e come dicevano i latini simul stabunt vel simul cadent. Trump e chi lo appoggia non sono ancora usciti vincitori dalla contesa coi precedenti dominanti statunitensi. Ma se la partita si chiudesse a favore dei primi molte teste cadranno in America ed in Europa. Qui da noi in molti si sono prestati all’azione di disturbo dell’ascesa del tycoon newyorkese, mettendo a disposizione i servizi (a dir il vero ampiamente infiltrati dalla CIA) per varie macchinazioni. Trump non ha gradito, comincia a chiedere il conto o almeno minaccia di farlo. Chissà cosa passa nella testa dei bulletti che si sono inchinati quando tutto filava liscio mentre ora appaiono a disagio. Altre capriole potrebbero non bastare a salvarli nonostante l’aria da sempiterni “rodomonti”

Società o barbarie.

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Giuseppi ha gettato la maschera e ora vediamo bene il suo volto. Non era l’avvocato del popolo (e chi mai crederebbe ad un difensore d’ufficio delle masse che pagano sempre e sempre col sangue?) ma un membro di quel popolo di avvocati dello studio associato “poteri forti” sulla via del Palazzo. Caratteristica di questi esseri è la metamorfosi. Si presentano sempre come leoni ma un raglio finisce per tradirli. Quando ci si accorge dell’imbroglio è ormai troppo tardi. E allora costoro devono alzare il tiro e parlare di grandi ideali mentre violano i semplici patti. La teoria di Giuseppi è adesso l’umanesimo ma la pratica è una tortura brussellese ai danni dei cittadini. Come scrive Nicolás Gómez Dávila “il crimine che si tenta di commettere è, a volte, così orribile che il pretesto della nazione non basta ed è necessario invocare l’umanità.” Conte è persino scontato nel suo ricorso a tali trucchi ideologici.
Direi che ci vuole addirittura un Balzac per descrivere simili personaggi che hanno l’abilità dei “rettili” e corretti, di quelli che rispettando le voci del Codice o della Costituzione riescono a produrre, non essendo punibili di alcun reato, qualsiasi delitto. Non ricordo chi, ma qualche mente acuta disse anche che i grandi crimini si commettono proprio senza violare le leggi. Il caso è chiuso ma il caos è oramai aperto per l’Italia che già navigava in acque perigliose.
Giuseppi e la sua maggioranza la porteranno molto per le lunghe perché hanno un solo obiettivo, evitare di scomparire a causa del voto degli italiani. C’è un disprezzo reciproco tra elettori e governo che danneggerà tutto il Paese perché gli interessi di quest’ultimo non sono menomamente presi in considerazione dalla sua classe di (s)governo. Eppure il momento storico che stiamo vivendo è di instabilità profonda perché sono in atto transizioni che sfigureranno e riconfiguraranno non solo il mondo geopolitico ma la nostra stessa cultura occidentale. Quest’ultimo punto è anche più dolente. Assistiamo a decadimenti di ogni genere, a degenerazioni di tutti i tipi che ci vengono presentati come progressi sulla strada della civiltà. I diritti elargiti a qualsiasi minoranza, presuntamente reietta, stanno schiacciando i doveri di ciascuno. Nessuno è veramente responsabilizzato di niente ma tutti sono ritenuti responsabili di qualcosa, di un pensiero recondito, di una frase maldestra, di una psicologia nera. È questa l’epoca del terrore politicamente corretto che punisce le intenzioni e processa le parole. Abbattere questo Leviatano richiederà forza e decisione, dovranno scorrere lacrime e sangue. Bisognerà picchiare sulle teste, come affermava Lenin, perché la ragione si faccia largo nei cervelli, è questo l’unico “ mezzo di battere una classe detta dirigente e i suoi rappresentanti politici e culturali ormai infetti, da annientare entro un periodo di tempo non troppo lungo altrimenti sopraggiungerà la morte della nostra società”.
Società o barbarie, tertium non datur.

Ci vorrebbero nuovi bolscevichi, di GLG

gianfranco

 

nemmeno io seguo tutti i particolari tecnici che m’interessano meno. Si capisce però la dannosità del “green new deal” annunciato da Conte in linea con i “gretini” pentastellati. Probabilmente il PD (in specie renziano) segue al momento perché era decisivo non andare ad elezioni che avrebbero dato una bella botta ai due partiti dello s-governo; in particolare ai pentastellati (che si sarebbero ulteriormente dimezzati anche rispetto alle europee) e ai renziani che avrebbero perso la maggioranza dei parlamentari del loro partito. Invece, vogliono restare per fare l’intera abbuffata delle centinaia di nomine (all’inizio del prossimo anno) nelle imprese e apparati pubblici, eliminare ogni tentativo di anche minimi cambiamenti alla RAI (mai avvenuti del resto) e rinsaldare il controllo di tutti gli organi di informazione (compresi i giornali già amici), dei Servizi, degli alti gradi militari e delle forze dell’ordine, ecc. Parlano di democrazia e di lotta ai “terribili” pericoli di fascismo; e intanto si inghiottono tutti i posti da cui si diffondono informazioni e poteri; in pieno accordo con i vomitevoli “cotonieri” della Confindustria e di gente come Prodi, Letta, Monti, tutti riuniti a Cernobbio a tramare per essere accettati nella UE come servi di chi comanda e concederà loro qualche “benevolenza”. Anche il commissario italiano nominato dalla “Ursula” tal dei tali è uno di quelli con la schiena più curva davanti ai dominanti europei (da buon “figlio di papà” che si “agitò” nel ’68). Poi, se tali cialtroni resistono, possono eleggere anche il loro presdelarep; magari chi “si liberò” di circa una trentina di imprese pubbliche quando fu presidente dell’IRI, essendo bloccato da Craxi nel tentativo di svendere la SME a De Benedetti.
Sia chiaro che io sono favorevole a chi vuol far tacere certi oppositori. Tuttavia, si dovrebbero oggi far tacere i bassi servitori di coloro che stanno distruggendo un tessuto sociale ed una cultura, una lunga tradizione d’alto livello, pur di continuare ad esistere quale puro putridume e infezione della nostra civiltà. Inutile che queste solo chiassose opposizioni affermino che i marci e sfatti dureranno poco. Hanno l’appoggio dei loro padroni, in Italia ma soprattutto laddove il nostro paese è trattato da puro lacchè. Oggi si farà il governo che rappresenta la malattia mortale del paese; e durerà con l’appoggio dei cosiddetti “mercati” (salvo la forse incipiente crisi, che sarebbe la benvenuta) e di tutti gli infami detti “poteri forti”. Non sono forti, sono invece purtroppo deboli e malati anche coloro che a questi “appestati” si oppongono. Occorre la nascita di forze politiche che non usino l’“aspirina” per combattere una “polmonite” all’ultimo stadio.

Intanto dobbiamo sentire quell’ignorante “nano” (malgrado tutti i soldi che ha fatto grazie all’appoggio di politici della prima Repubblica) che straparla di due “forze comuniste” al governo, a cui tuttavia promette opposizione del tutto morbida. Se lo possono comprare quando vogliono con qualche piccola concessione. C’è poi chi con altrettanto grande stupidità e ignoranza ha detto che siamo “come in URSS”. Coglioni, magari! Forse l’URSS stava al servizio di Germania e Francia? E dico apertamente che ci vorrebbe in questo paese di smollacchioni gente come i “bolscevichi”. Qui di gentaglia simile a quella che, dagli zaristi ai menscevichi, è stata spazzata via ce n’è a bizzeffe. Sia chiaro, per quelli che mai capiscono quanto si sta dicendo in realtà, che parlo di “bolscevichi” come giusto mezzo di battere una classe detta dirigente e i suoi rappresentanti politici e culturali ormai infetti, da annientare entro un periodo di tempo non troppo lungo altrimenti sopraggiungerà la morte della nostra società. Gli obiettivi, però, non possono essere più quelli dell’epoca che fu: si studi finalmente la storia del ‘900, falsificata ogni oltre limite da un ceto intellettuale da mettere a tacere al 90% almeno. Come diceva un corridore toscano dei miei tempi: “gli è tutto da rifare”.

Due parole su una squallida crisi

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Le dimissioni “del” Conte, nomina sunt consequentia rerum, aprono ufficialmente la crisi di Governo e rimettono la questione nelle mani del Capo dello Stato. Quest’ultimo, che è uomo di un establishment in decadenza, messo alle corde dai problemi dei suoi riferimenti esteri, cercherà una soluzione che escluda le consultazioni popolari.
Il sedicente avvocato del popolo ha dimostrato di essere solo un leguleio legato ai riti del Palazzo e alle preoccupazioni personali. Il suo discorso livoroso e formalistico è stato molto al di sotto delle frasi cotte e magiate di Salvini, con tanto di invocazione dell’Immacolata Concezione. Secondo voi il popolo cosa ha capito e chi? Gli appelli alla Madonna del leader leghista sono estremamente fastidiosi ma lo sono certamente di più i pretesti di quanti si fissano alla “procedura”, democratica o costituzionale, per non essere giudicati dall’elettorato, in un momento politico per loro sfavorevolissimo. La paura del voto invadeva ieri i banchi di Palazzo Madama e tutta l’aula olezzava delle conseguenze di questa mancanza di coraggio. La politica, quella alta, non ha mai fatto capolino nell’aula sorda e grigia dove si lotta per la sopravvivenza partitica, non di certo per quella del Paese. Ed è questo che bisogna evidenziare, si cerca un compromesso tra elementi fino a poco fa irriducibili ad una intesa per evitare di tornare alle urne. A questi non interessano le cosiddette “incombenze” improcrastinabili dello Stato, importa frenare l’ascesa della Lega che oggi gode dell’appoggio della gente ormai intollerante al buonismo d’accatto degli umanitaristi ipocriti. Ma il retroscena di questa crisi è ancora più pesante ed ingombrante, per quanto consapevoli o meno siano i nostri illustri parlamentari. La matrice del caos risiede nello scombussolamento internazionale, nello scontro tra visioni contrapposte che si combattono negli USA e ricadono sul Vecchio Continente. È in atto una battaglia strategica che sposta i rapporti di forza mondiali, riconfigura gli spazi egemonici e produce narrazioni ideologiche dirimenti. I nostri politici sono in completa balìa degli eventi e si schierano secondo sottomissioni antiche o emergenti senza comprendere la posta in palio dell’incipiente multipolarismo. Nulla sarà più come prima perché le situazioni sono in irrimediabile evoluzione. Loro si preoccupano del posto ma è il nostro posto in Europa e nel mondo che è in gioco nonostante le resistenze di chi vorrebbe un panorama fossilizzato.

Ps il circolo giornalistico nel commentare le vicende di ieri ha dimostrato tutta la sua faziosità. Non ha capito un bel nulla e si sta arrovellando nel cercare giustificazioni al prossimo pateracchio piuttosto che analizzare gli avvenimenti. Bisogna far piazza pulita di tutta questa demenza senile, occorre sgomberare il potere vetusto, oltre che dai luoghi dello Stato, anche dalle tv, giornali, editoria, università ecc ecc, le cariatidi che parlano a vanvera, per il loro culo, devono essere annientate. Chi inizierà questa opera buona e giusta, coi giusti metodi energici (che mancano a Salvini e soci), manderà il segnale che l’Italia è davvero pronta per il futuro che si sta “presentando”. In mancanza le nostre sofferenze saranno lunghe e atroci.

Note veloci, di GLG

gianfranco

Note veloci:
1) non credo avremo elezioni a breve. Il tentativo, portato avanti da tutti – salvo Lega e FdI – sarà un governo di scopo con la scusa della manovra finanziaria e della riduzione dei parlamentari. La UE fornirà condiscendenza a questo governo di suoi sudditi e gli consentirà di evitare l’aumento dell’IVA. Così inizierà il battage pubblicitario: la Lega irresponsabile ci portava all’aumento di 541 euro ad anno per famiglia. Non circa 500 (e più) o magari almeno 540; no, proprio 541(pensate dove siamo arrivati come demenza). Ma la UE, nostra “paladina”, ha consentito al “buon governo” di evitare la “catastrofe”. Questo ci sentiremo ripetere fino alla noia.

2) Avevo detto fin dal primo giorno che l’attacco di Aftar a Tripoli non mirava affatto a conquistarla, ma a dar vita ad un conflitto a bassissima intensità (in tutti questi mesi, con i combattimenti e i “terribili” bombardamenti dell’aviazione di Tobruk, non abbiamo nemmeno toccato i 1000 morti). Non c’è alcuna guerra civile, ma solo manovre – non autonome dei due contendenti, ma in netto collegamento con i giochi di altri paesi; quelli stessi che hanno massacrato la Libia di Gheddafi portando allo sconquasso attuale – tese a ridefinire le varie sfere di influenza. E i criminali della migrazione a suon di migliaia di dollari a migrante (scafisti, ONG, centri di accoglienza, compresi quelli di una Chiesa deturpata dalla bassa pratica falso-umanitarista bergogliana) servono ai politicanti, giornalisti, degenerati intellettuali per salvarsi dall’ormai evidente collasso di tutta la loro impalcatura che, a partire da 50 anni fa, ci ha condotto all’imminente fine di un’intera civiltà. E si ricordi che i migranti sono comunque NON LIBICI e dunque non fuggono da alcuna presunta (e non esistente) guerra civile in quel paese.

3) In tutti i sensi, quindi, abbiamo a che fare con schifosi mentitori. Questi infami – che imperversano in TV e in ogni dove si pratica una finta cultura (compresi i disgustosi premi letterari) – non rubacchiano per le strade, non spacciano solo droga (su questo punto, si constata pure la bassa funzione della Lega & C. che pongono al centro i reati degli immigrati), ma sono i devastatori di un’intera storia di secoli e secoli. Chi ruba e spaccia (e anche stupra) vada in galera, ma chi annienta una civiltà deve sparire dalla faccia della terra. La Lega & C. servono a ben poco. O arrivano i veri annientatori dei bastardi oppure, entro qualche decennio, l’“occidente” sarà “cotto” a dovere. Bisogna ripulire l’Europa (partendo dall’Italia) dalla feccia dei “quartieri alti”. Dove sono gli spazzini o, se preferite, gli “operatori ecologici”? I fetenti pensano alla CO2 e allo scioglimento dei ghiacciai e degli iceberg. Pensiamo ai “miasmi” che emettono questi veri devastatori della specie umana. Questi ci uccidono, eliminiamo chi li emette.

Le potenzialità dell’asse

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La manovra è passata in Senato. Dentro ci sono “quota 100” per le pensioni ed il reddito di cittadinanza. Mancano i dettagli, ma pare che i fondi a disposizione per tali riforme non siano quelli annunciati. Vedremo in cosa si concretizzeranno le due iniziative del Governo che gli italiani considerano il “minimo sindacale”, dopo anni di vessazioni economiche ai loro danni. Bruxelles ha ottenuto i suoi tagli ed una vittoria politica che l’Esecutivo doveva evitare andando ad uno scontro ancor più duro, data la situazione di debolezza degli organismi europei. Tuttavia, è inaccettabile che autentici traditori della patria, ex Presidenti della Repubblica o del Consiglio, parlino di democrazia tradita e di dettatura dei provvedimenti da parte della Ue. Proprio loro che hanno fatto strame dell’Italia al fine di sottometterla ancor più pesantemente a voleri extra-nazionali, usando la democrazia come il cesso di casa, utile solo ai loro infimi bisogni. Il coro dei tromboni, che ha già affossato la Penisola, aggiunge inoltre che a causa delle scelte di Lega e 5S non ci sarà crescita ma ulteriore depressione dell’economia del Belpaese. In realtà, è la crisi globale che non si è conclusa, come abbiamo scritto tante volte. Tutte le economie capitalistiche sono in difficoltà, anche quelle che non appartengono all’area occidentale e che negli anni passati hanno avuto tassi di crescita a due cifre, come quella cinese. Il sistema globale è in sregolazione per l’assenza di un unico centro coordinatore, essendo ormai entrato il mondo in una stagione multipolare in cui far da se è più sicuro che andare al rimorchio della vecchia superpotenza. E’ una fase che La Grassa ha paragonato a quella del 1873-96: “si tratta di una sostanziale (lunga) stagnazione, non di un vero e proprio brusco tracollo economico-finanziario. Normalmente, si considera quel periodo storico come la fase di passaggio dal capitalismo di prevalente concorrenza a quello di prevalente mono(oligo)polio. Una fase non caratterizzata da troppo gravi sconvolgimenti (e arretramenti) economici, ma da ritmi di sviluppo estremamente bassi interrotti da inversioni di tendenza di non drammatiche dimensioni. Insomma, un’epoca il cui trend dovrebbe essere rappresentato graficamente da una linea quasi orizzontale”.
Da questa situazione non si esce con i palliativi ma si possono fare, certamente, più danni dando retta ai cialtroni dell’austerità, quelli che continuano a blaterare di pareggi di bilancio e parametri di sicurezza economica da non sforare, o altre amenità. Puntare su politiche espansive della domanda è l’unica per non annegare del tutto, ben sapendo però che, da un simile quadro di problemi, si viene fuori esclusivamente con azioni di immane coraggio politico, ovvero quelle in grado di ribaltare le ataviche abitudini di un’intera epoca storica. Occorre in sostanza partire da rinnovate partnership internazionali per rompere la gabbia d’acciaio in cui ci si trova confinati. Noi abbiamo parlato di nuovo asse Berlino-Roma-Mosca, ma si tratta di un’indicazione di massima che può e deve includere altre formazioni sociali che condividano una necessaria trasformazione degli assetti mondiali. Questi sono gli unici veri cambiamenti che possono riscrivere il destino dei Paesi nella transizione epocale in atto.’’’

Hanno calato le brache, di GLG

gianfranco

E’ inutile raccontarsela e continuare ad alternare la voce grossa con la finta noncuranza sui decimali per la spesa in deficit. Chiunque abbia cervello capisce che il governo, dopo aver detto che non avrebbe fatto un passo indietro rispetto al 2,4% (e con toni via via più irritati e ponendo il 2,1 per l’anno prossimo), ha ceduto abbassando di poco meno di mezzo punto il deficit che adesso è sotto quello previsto per il 2019. Venire a raccontare che ciò è dovuto a migliori calcoli (dei “tecnici”) circa le spese per i due “pilastri” dei due governativi può convincere solo chi non sa che, quando si calano le braghe, si cerca sempre di dire che ciò rientra nei calcoli. Balle. Il problema non è il reddito di sedicente cittadinanza o la quota 100. Il problema è l’austerità o una politica espansiva del tipo di un “piccolo e striminzito” New Deal. E del resto alla UE non basta, pretendono una ulteriore riduzione della spesa di 3,4 miliardi, il che equivale, mi sembra, ad un altro 0,4% circa; quindi si andrebbe perfino sotto il deficit previsto per il 2020. E alla fin fine si tratta lo Stato come il famoso “padre di famiglia” che certamente, se prende “N” euro al mese, deve cercare di contenere le spese famigliari entro quella cifra. E qui bisognerebbe citare, come fece Keynes, la “Favola delle api” di Mandeville. Quella che è una virtù (privata) per il singolo individuo (con un dato reddito a disposizione) si rivela un vizio per la collettività e per chi (lo Stato con i suoi governanti) pretende di rappresentarla e di agire per il suo bene. Siamo tornati al liberismo di prima degli anni ’30 del secolo scorso. Se questa è la concezione della UE, non c’è da riformarla per un bel nulla, solo da programmare un drastico “rovesciamento del tavolo” in tema di relazioni internazionali e di ricerca di nuovi alleati; al limite, per il momento, pure gli Usa, ma solo se i vertici espressi da Trump appoggiano senza più esitazioni l’Italia contro gli attuali vertici europei (espressione di due partiti, popolari e socialisti; in pieno sfacelo, i secondi, o in forte ripiego, i primi), che erano nei fatti emanazione del vecchio establishment americano. Ed è inutile protestare perché si concede alla Francia un 3,4 di deficit e quindi si usano due pesi e due misure. Poi non si sa rispondere ai cialtroni (i nostri giornalisti e politicanti piddini e forzaitalioti), che tirano fuori il più basso debito pubblico francese. Il 100%, non così incredibilmente inferiore al 132 italiano. E poi il Giappone ha il 250% circa e la Cina arriva a quasi il 300%. Ma pure gli Usa sono ad alto livello. E con risparmi dei cittadini nettamente inferiori a quelli nostri. Infine ci si ricordi che una spesa espansiva – tenendo conto che le crisi odierne (dagli inizi dell’800) sono di eccesso di offerta rispetto alla domanda – lascia a lato il tema del debito pubblico. Il problema centrale è appunto come riconquistare una propria autonomia di manovra e, secondariamente, cambiare alleanze per trovare chi ti viene incontro con rapporti “bilaterali” favorevoli; dando ovviamente qualcosa in cambio, cioè appoggi per le politiche internazionali (non solo economiche) dell’“alleato”. Con le forze politiche che abbiamo oggi in Italia, tutto da ridere!

Auspichiamo sanzioni all’Italia da parte Ue di GLG

gianfranco

So che mi si potrebbe obiettare che sono per il “tanto peggio tanto meglio”. Tuttavia, sarei contento se la UE comminasse le sanzioni minacciate all’Italia senza sconti. Credo che si arriverà a qualche compromesso, ma mi piacerebbe che ciò non accadesse. Si metterebbe in piena luce che cos’è questa UE, che lascia passare il deficit francese ormai ben più alto (e oltre il “mitico” 3%), condannando invece l’Italia malgrado le sue “convulsioni” (a mio avviso meschine) per andare perfino sotto il 2,4%. I “traditori” del paese (politicanti, giornalisti, imprenditori inetti) già mettono le mani avanti a favore della UE: la Francia ha un debito pubblico inferiore e lo spread basso. Lo schifo che fanno è indescrivibile. La Francia è circa al 100% con il suo debito in rapporto al Pil (e non parliamo di altri paesi come USA e poi Giappone, Cina, ecc.), che non è poi così incommensurabilmente inferiore al nostro.
Inoltre il risparmio dei nostri connazionali è enormemente più alto di quello francese (e anche di quello tedesco e di altri paesi UE). Allora i “vermi” già citati affermano; ma quello è un fatto privato, il debito di cui si parla è quello dello Stato. Schifosi ancor di più. Continuano a trattare lo Stato come un “padre di famiglia”, che deve comportarsi secondo l’atteggiamento parsimonioso di un singolo individuo che deve pensare ai suoi pargoli. E viene subito in testa la “Favola delle api” di Mandeville (citata spesso da Keynes in occasione della “grande crisi”), in cui la “virtù privata” (qual è appunto il risparmio del “padre di famiglia”) si ribalta in “vizio pubblico”, qual è la mancanza di adeguata spesa statale per rilanciare la domanda complessiva (consumi + investimenti) tentando di risollevare il sistema economico in crisi “d’asfissia”.
E comunque, brutti scalzacani – sia politicanti di PD e F.I., sia i giornalisti di Repubblica, Corriere, Stampa, Messaggero, Foglio e similari, sia gli imprenditori privati di una Confindustria da sciogliere con calci in culo – siate coerenti: lo Stato deve ridicolmente comportarsi come fosse un singolo individuo con le sue virtù parsimoniose? E allora a fronte del suo debito va messo l’enorme risparmio dei cittadini italiani. Altrimenti, se lo trattate come “soggetto” che deve pensare ai problemi generali di una data collettività abitante una certa area territoriale su cui esiste la sua autorità, allora tale “soggetto” deve agire proprio in contrasto con l’atteggiamento del singolo risparmiatore per pensare invece a risollevare la domanda complessiva rivolta ai prodotti di quel sistema in crisi.
Il vero problema – che ho sentito sollevare in TV solo da due personaggi di cui non credo di condividere in generale le convinzioni: la Maglie e Mario Giordano – è politico e basta. Il vecchio establishment europeo e italiano è alla frutta (come quello Usa obamian-clintoniano) e vuole distruggere il suo antagonista, che non ha convinzioni politiche e ideologiche antagoniste, non ha una vera politica contrapposta a quella “atlantica” di subordinazione di un intero complesso di Stati agli Stati Uniti. Semplicemente avverte che è avvenuta e si sta accentuando la rottura sociale tra quelli dei “quartieri alti”, seguiti dai benestanti, e una massa di ex ceto medio in via di abbassamento vertiginoso del suo tenore di vita e quindi prossimo ai ceti detti popolari, pur essi in affanno. E allora si è schierato con questi ceti sociali in perdita di benessere e tenta di tenerli sotto controllo per impedire che avvengano rotture ancora più gravi, di tipo prossimo a quello rivoluzionario. Ecco perché spero in gravi errori di “opportunità politica” da parte della UE; e uno di tali errori sarebbe comminare la procedura d’infrazione all’Italia mentre la si risparmia alla Francia. Gli insetti nocivi da disinfestare è bene che appaiano sempre più in piena luce. I popoli in crisi dovranno, almeno in tempi medi, prendere coscienza che è necessario “acquistare” l’insetticida.

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